Calcedonio

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Calcedonio (quarzo α microcristallino)
Calcedonio 0001.jpg
Classificazione Strunz IV/D.01-10
Formula chimica SiO2
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino trigonale
Classe di simmetria trigonale trapezoedrica
Parametri di cella a=4,913Å, c=5,404Å
Gruppo puntuale  
Gruppo spaziale P312
Proprietà fisiche
Densità 2,65 g/cm³
Durezza (Mohs) 6 - 7
Sfaldatura assente
Frattura concoide
Colore molto variabile come tonalità e combinazioni: incolore, bianco, scala di grigi, nero, verde, rosso, giallo-arancio, viola, blu.
Lucentezza da vitrea a cerosa
Opacità da trasparente a translucida
Striscio bianco
Diffusione comune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

II calcedonio è il nome generico che viene dato al quarzo quando si presenta in masse compatte microcristalline. Il nome deriva dal greco chalkedónios da Chalkédon, cioè Calcedonia, antica città della Bitinia. Tutte le varietà sono considerate pietre dure e utilizzate a scopo ornamentale.

Struttura e caratteri distintivi[modifica | modifica wikitesto]

Il calcedonio si presenta generalmente in forma di croste o masse concrezionarie, di colore uniforme o zonate con striature colorate di varie tonalità. Sono frequenti gli aggregati tondeggianti (mammellonari o botroidali) e nodulari.

La struttura è costituita da fibre criptocristalline[1] isorientate e in misura minore da aggregati microgranulari.

La colorazione - molto variabile - dipende dalle impurezze presenti nel reticolo cristallino. A seconda della colorazione e dell'aspetto, il calcedonio prende varie denominazioni:

  • Il calcedonio comune, il calcedonio azzurro ed il calcedonio giallo: il primo ha un colore grigio azzurrognolo, biancastro o beige uniforme, ma non mancano i campioni di colore bianco-cera, azzurrognolo diafano o rosa-lilla.[2] Il secondo ha una colorazione azzurro cenerino, azzurro lilla o azzurro violetto vivace, quest'ultima è la varietà più pregiata, ma anche i campioni provenienti dall'Africa non sono da meno.[3] Il terzo non presenta mai una colorazione uniforme nei campioni naturali.[4]
  • agata: è la varietà zonata con strie di colorazione molto variabile (bianco, marrone, blu, nero, verde, rosa etc...). È il tipico prodotto di precipitazione da soluzione idrotermale in rocce magmatiche e si associa frequentemente a quarzo cristallino (quarzo ialino e ametista). Può presentare inclusioni significative di acqua (enidro).
  • corniola: una varietà di calcedonio con inclusioni di minerali ferrosi da alterazione come limonite o ematite, caratterizzata da un colore rosso-giallo arancio.
  • crisoprasio: un calcedonio traslucido e nickelifero con una colore uniforme tipicamente verde chiaro/giallo-verde.
  • diaspro: sono così chiamati i calcedoni opachi e di colorazione uniforme. I colori più comuni sono le tonalità di rosso, viola e verde cupo.[5]
  • eliotropio: verde con macchie rosso-arancio dovute a inclusione di idrossidi di ferro.
  • onice: opaco o semi-opaco, di colore uniforme che copre le tonalità rosso-bruno e l'intera gamma di grigi fino al nero. Se rinvenibile in forma massiva e stratificata prende il nome di selce: un materiale molto utilizzato dall'uomo nella preistoria per la preparazione di oggetti affilati e monili. Quando è stratificato e gli strati hanno colori contrastanti, si presta alla realizzazione di cammei.
  • sarda: è una sottovarietà di corniola più scura ma meno luminosa per via della sua colorazione bruna.[6]
  • corniola-agata: è una sorta di incrocio tra i due minerali, presenta la colorazione della corniola, ma guardandola attentamente mostra la struttura dell'agata.[7]
  • sardonice: come la precedente è una sorta di incrocio, ma stavolta tra la sarda e l'onice. Secondo le credenze astrologiche insieme all'olivina è la pietra dei nati sotto il segno del Leone.[7]

Paragenesi[modifica | modifica wikitesto]

L'ambiente di formazione comune è quello filoniano-idrotermale di bassa temperatura (per esempio nella cavità interna dei geodi) e metamorfico. Una genesi secondaria, per via della durezza del quarzo, è quella nelle rocce sedimentarie detritiche. Talvolta il calcedonio si può formare anche per trasformazione ricostruttiva dall'opale (che ha una struttura disordinata e parzialmente instabile).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I microcristalli sono cristalli invisibili o difficilmente visibili a occhio nudo, ma distinguibili con una lente di ingrandimento o un microscopio ai normali ingrandimenti. Nel caso di una tessitura criptocristallina, invece, i singoli cristalli vengono difficilmente distinti anche al microscopio a luce polarizzata.
  2. ^ Francesco Demartin, Matteo Boscardin, Il calcedonio comune in Come collezionare i minerali dalla A alla Z volume II, Milano, Alberto Peruzzo Editore, 1988, p. 322.
  3. ^ Francesco Demartin, Matteo Boscardin, Il calcedonio azzurro in Come collezionare i minerali dalla A alla Z volume II, Milano, Alberto Peruzzo Editore, 1988, p. 322.
  4. ^ Francesco Demartin, Matteo Boscardin, Il calcedonio giallo e l'"onice nera" in Come collezionare i minerali dalla A alla Z volume II, Milano, Alberto Peruzzo Editore, 1988, p. 325.
  5. ^ Tuttavia alcune fonti trattano il diaspro ed il calcedonio come due specie distinte:
  6. ^ Francesco Demartin, Matteo Boscardin, La sarda in Come collezionare i minerali dalla A alla Z volume II, Milano, Alberto Peruzzo Editore, 1988, p. 325.
  7. ^ a b Francesco Demartin, Matteo Boscardin, La corniola agata e la sardonice in Come collezionare i minerali dalla A alla Z volume II, Milano, Alberto Peruzzo Editore, 1988, p. 326.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • W.A. Deer, R. A. Howie, J. Zussman, Introduzione ai minerali che costituiscono le rocce, Zanichelli Bologna 1994 - ISBN 88-08-09882-6
  • Walter Schumann. Guida alle gemme del mondo, Zanichelli

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