Sardi (sito archeologico)

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Sardi
RuinsofSardis.jpg
Localizzazione
Stato Turchia Turchia

Sardi era un'antica città dell'Asia Minore (oggi Turchia) che divenne capitale del regno di Lidia nel VII secolo a.C.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La città sorgeva alla confluenza dei fiumi Ermo e Pattolo, dove sono stati ritrovati segni di attività umane risalenti al Paleolitico. Verso la fine del II millennio a.C. una piccola comunità si stabilì ai piedi dell'acropoli. Erodoto riferisce che "in Lidia regnavano gli Eraclidi ... discendenti di Eracle e di una schiava di Iardano ... che esercitarono il potere per ventidue generazioni, cioè 505 anni, passandoselo di padre in figlio fino al tempo di Candaule". Costui fu ucciso da Gige, sua guardia del corpo, che "ottenne il regno e vide confermato il suo potere dall'oracolo di Delfi, perché quando già i Lidi, considerando la gravità dell'assassinio di Candaule, presero le armi, i sostenitori di Gige e gli altri Lidi vennero a un accordo: se l'oracolo lo avesse confermato re dei Lidi, allora Gige avrebbe regnato, altrimenti avrebbe restituito il regno agli Eraclidi. L'oracolo gli fu favorevole e così Gige fu re".

Dal VII secolo a.C. Gige e i suoi discendenti, i Mermnadi, regnarono su Sardi, che divenne la capitale di un regno in espansione che andava dal Mar Egeo all'Anatolia centrale. I re Gige e Creso divennero famosi per la loro ricchezza, che sembra derivasse dall'oro presente nelle sabbie del fiume Pattolo o da un giacimento nel monte Tmolo, e le generose offerte ai santuari della Grecia. Erodoto attribuisce ai re di Sardi l'invenzione della moneta.

Conquistata da Ciro il Grande, divenne satrapia persiana nel 546 a.C. e termine della Strada Reale che cominciava a Persepoli. Venne distrutta durante la rivolta delle città ioniche, rimanendo sempre sotto il controllo persiano fino alla conquista di Alessandro Magno. Fu ancora conquistata da Antioco III il Grande alla fine del III secolo a.C. e nel 189 a.C. entrò a far parte del regno di Pergamo. Divenuta città della provincia romana d'Asia, sotto l'imperatore Tiberio fu distrutta da un terremoto ma venne ricostruita, continuando ad essere una delle grandi città dell'Asia Minore bizantina. Con i turchi Selgiuchidi iniziò la sua decadenza, che si concluse con la distruzione da parte di Tamerlano nel 1402.

Le rovine[modifica | modifica sorgente]

Il Ginnasio di Sardi oggi

A partire dal 1958 le università americane Harvard e Cornell hanno finanziato delle campagne annuali di scavo che hanno rivelato importanti costruzioni di epoca ellenistica e romana, tra cui il tempio di Artemide, il ginnasio, lo stadio e il teatro. La scoperta più sorprendente è stata però la sinagoga ricavata da una sezione della basilica di epoca romana, dove sono state rinvenute iscrizioni in greco e in ebraico e numerosi mosaici. Si tratta della più grande sinagoga finora ritrovata nel mondo mediterraneo, e ha completamente cambiato l'opinione degli studiosi circa la situazione degli ebrei nel tardo Impero Romano, fornendo prove della vitalità delle comunità giudaiche dell'Asia Minore e della loro importanza in un'epoca in cui si pensava che il Cristianesimo le avesse praticamente cancellate.

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