Callippo di Cizico

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Callippo di Cizico (greco Κάλλιππος ὁ Κυζικηνὸς ) (Cizico, 370 a.C. circa – 300 a.C. circa) è stato un astronomo greco antico.

Notizie biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Cizico, probabilmente intorno al 370 a.C., fu allievo di Polemarco di Cizico, che a sua volta era stato allievo di Eudosso di Cnido.

Seguì il maestro Polemarco ad Atene, dove conobbe Aristotele e collaborò con lui. Nel 330 a.C. doveva essere attivo perché in quella data inizia il primo ciclo callippico (vedi più avanti).

Morì probabilmente intorno al 300 a.C.

Anomalia solare, calendario e ciclo callippico[modifica | modifica wikitesto]

Callippo misurò con cura le differenti durate delle stagioni (definite come gli intervalli compresi tra un equinozio e un solstizio o viceversa), ottenendo dati accurati che sono riportati nel cosiddetto papiro di Eudosso. Misurò anche con precisione la durata dell'anno e del mese lunare medio, proponendo l'uso di un ciclo di 76 anni, ciascuno costituito di 365,25 giorni, per un totale di 27759 giorni, come buona approssimazione di un multiplo comune di giorno, mese e anno. Un tale ciclo (che fu detto callippico), secondo Callippo, poteva infatti considerarsi costituito esattamente da 940 mesi.

Il mese lunare medio, infatti, è di circa 29,53059 giorni (29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 2.9 secondi). 940 mesi corrispondono quindi a 27758,754 giorni: l'errore del ciclo callippico è pari a 0,246 giorni (circa 5 ore e 55 minuti) sulla durata dell'intero ciclo, o 23 secondi al mese. L'errore rispetto all'anno solare medio (365,2422 giorni) è invece di 11 minuti e 14 secondi all'anno (come per il calendario giuliano il cui anno ha esattamente la stessa durata media).

Modifiche al sistema di Eudosso delle sfere concentriche[modifica | modifica wikitesto]

Il principale contributo di Callippo all'astronomia consistette in una modifica del sistema delle sfere omocentriche introdotto dal suo caposcuola Eudosso. Sappiamo da Aristotele e Simplicio che egli aggiunse altre sfere al sistema: precisamente altre due per ciascun astro nel caso del Sole e della Luna ed una sfera per ciascuno dei pianeti Mercurio, Venere e Marte.

Simplicio dice esplicitamente che le sfere aggiunte nel caso del Sole e della Luna avevano lo scopo di rendere conto dell'anomalia (ossia delle variazioni di velocità angolare rese evidenti, nel caso del Sole, dalla diversa durata delle stagioni). Le testimonianze che abbiamo sono però confuse e oscure sull'algoritmo effettivamente introdotto.

Una ingegnosa ricostruzione del sistema astronomico di Callippo fu fornita da Giovanni Schiaparelli. In particolare le due sfere aggiunte nel caso del Sole e della Luna avrebbero reso la traiettoria dei due astri un ippopede, ossia una particolare curva a forma di otto. Questa ricostruzione è rimasta un punto di riferimento per gli studi storici successivi.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Aristotele, Metafisica, 1073b – 1074a.
  • Simplicio, Comm. in Arist. De caelo (ed. Heiberg), p. 497.
  • Papiro di Eudosso, pubblicato in: F. Blass, Eudoxi ars astronomica qualis in charta Aegyptiaca superest [Programm Kiel (1887)]: 12-25.
  • Gemino, Isagoge, 8, 57-60.

Letteratura secondaria[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Schiaparelli, Le sfere omocentriche di Eudosso di Callippo e di Aristotele, in: Scritti sulla storia della astronomia antica, Bologna, 1925; ristampa: Milano, Mimesis, 1997, tomo II, pp.1-112 (in particolare La riforma di Callippo, pp. 77-86).
  • Thomas Heath, Aristarchus of Samos, the Ancient Copernicus. A history of Greek Astronomy to Aristarchus. Oxford, Clarendon Press, 1913 (ristampa: New York, Dover, 1981), pp. 212, 295-296.
  • Otto Neugebauer, A History of Ancient Mathematical Astronomy, Berlin: Springer, 1975, pp. 625, 627, 683-688,

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