Autolico di Pitane

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Autolico di Pitane (360 a.C.290 a.C.) è stato un matematico e astronomo greco antico.

Vita e cronologia[modifica | modifica sorgente]

Non sappiamo quasi nulla della vita di Autolico. L'unica notizia che abbiamo su di lui, trasmessa da Diogene Laerzio, è quella che sarebbe stato maestro di Arcesilao di Pitane, filosofo del quale neppure però conosciamo la cronologia. Le date approssimative usualmente accettate (qui riportate) sono ricavate soprattutto da un confronto tra le opere che abbiamo di Autolico e quelle di altri autori. In particolare sembra che alcuni teoremi di Autolico siano usati da Euclide, che gli sarebbe quindi posteriore. Se l'argomento precedente è corretto se ne deduce che quelle di Autolico sono le più antiche tra tutte le opere matematiche greche conservate.

Le opere[modifica | modifica sorgente]

Di Autolico si sono conservate due opere:

  • La sfera in moto;
  • Levate e tramonti eliaci.

Esse contengono soprattutto semplici proposizioni di geometria sferica applicate e motivate dallo studio del moto apparente delle stelle fisse. Il metodo dimostrativo che ci è familiare dagli Elementi di Euclide vi può essere visto all'opera per la prima volta. A differenza dell'opera di Euclide ogni singola proposizione ha però una diretta motivazione applicativa. Si ritiene che le opere di Autolico siano state un'importante fonte delle successive opere di geometria sferica: in particolare di quelle di Teodosio di Bitinia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 100218815