Eratostene di Cirene

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Eratostene di Cirene

Eratostene di Cirene (in greco antico Έρατοσθένης, traslitterato in Eratosthénēs; Cirene, 275 a.C. circa – Alessandria d'Egitto, 195 a.C. circa) è stato un matematico, astronomo, geografo e poeta greco antico.

Fu uno degli intellettuali più versatili della sua epoca. Terzo bibliotecario della Biblioteca di Alessandria e precettore di Tolomeo IV Filopatore, è oggi ricordato soprattutto per aver misurato per primo con ottima approssimazione le dimensioni della Terra. È anche conosciuto come Eratostene beta, ovvero Eratostene secondo, nomignolo assegnatoli, non senza malizia, già dagli antichi per sottolineare come egli si applicasse in moltissime discipline diverse, senza però primeggiare in nessuna, risultando così sempre alle spalle di qualcun altro.[1]

Filosofia, storia della letteratura e filologia[modifica | modifica sorgente]

Aveva scritto una storia della filosofia e saggi filosofici, probabilmente di contenuto etico, ma della sua produzione in questo settore non sappiamo nulla di preciso. Uno spiraglio sulle sue concezioni è dato da un frammento riportato da Strabone (Geografia, I), nel quale Eratostene afferma che non bisognerebbe dividere gli uomini tra barbari e Greci, ma secondo le loro qualità, in quanto non solo vi sono Greci pessimi, ma anche “barbari” di alta civiltà. Si occupò di storia della letteratura, scrivendo in particolare un trattato Sulla commedia antica, e di critica letteraria. Coniò per se stesso il termine “filologo”, nel senso di amante della cultura; dando inizio, anche terminologicamente, alla filologia alessandrina.

Storia e cronologia[modifica | modifica sorgente]

Tra i suoi lavori di storia, alcuni trattavano l’antica storia egiziana, ma il suo contributo principale in questo campo consistette nel primo tentativo di fissare su base scientifica una precisa cronologia per la storia greca. A questo scopo, nella sua opera cronologica, introdusse l’uso, poi seguito dagli autori successivi, di datare gli eventi storici e letterari in base alle Olimpiadi nelle quali si erano verificati (questo sistema era utile per l’abbondanza di riferimenti in letteratura ai giochi olimpici e il loro carattere panellenico). La sua compilazione di un elenco di vincitori nelle gare olimpiche era chiaramente funzionale alle sue ricerche cronologiche.

Il metodo di datazione per Olimpiadi poteva però essere applicato soltanto agli eventi successivi al 776 a.C., anno della prima Olimpiade (che fu vinta da Corebo di Elide): per il periodo precedente al 776 lo stesso Eratostene pensò di servirsi delle liste dei re spartani, a noi pervenute nella Cronaca di Eusebio di Cesarea. Grazie alle liste, Eratostene fornì una cronologia relativa della Guerra di Troia (che egli data ad 80 anni prima del ritorno in Grecia degli Eraclidi, dunque intorno al 1180 ca) e del floruit di Omero (che Eratostene collocò 100 anni dopo Troia, dunque intorno al 1080).

Mitologia e poesia[modifica | modifica sorgente]

L’interesse di Eratostene per l’antica mitologia è testimoniato da uno dei suoi scritti più noti, i Catasterismi, un saggio in cui sono descritte 42 costellazioni con i miti che le riguardano. I Catasterismi sono stati a lungo attribuiti ad un anonimo della tarda antichità, ma nel 1956 lo studioso Jean Martin accertò l'attribuzione ad Eratostene dell'opera originale, della quale il testo giunto a noi è una versione abbreviata. L'opera fu per la prima volta pubblicata in una lingua europea nel 1998, quando fu tradotta in francese con il titolo Le Ciel, Mythes et histoire des constellations.

Astronomia[modifica | modifica sorgente]

Tra i risultati astronomici conosciamo la misura dell'inclinazione dell'eclittica, effettuata con un errore di 7', e la compilazione di un catalogo di 675 stelle, andato perduto. Intorno al 255 a.C. avrebbe inventato la sfera armillare, strumento che consente la rappresentazione della sfera celeste e la descrizione del moto delle stelle intorno alla Terra. Sulle sue misure delle distanze tra Terra e Luna e tra Terra e Sole abbiamo solo una notizia confusa, trasmessa da Eusebio di Cesarea.

Matematica[modifica | modifica sorgente]

Tra i risultati matematici di Eratostene, quello più noto è il crivello di Eratostene, un metodo per individuare i numeri primi.

Ben più interessante è la sua invenzione del mesolabio, riportata in dettaglio da Eutocio di Ascalona. Si tratta di uno strumento meccanico con il quale si possono calcolare due medi proporzionali da inserire tra due segmenti assegnati, o, equivalentemente, estrarre una radice cubica.

Pappo di Alessandria riferisce che Eratostene scrisse un'opera matematica intitolata Sulle medie.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Sui contributi nel campo della geografia fisica siamo informati soprattutto da Strabone. Si era occupato, in particolare, delle maree, studiandone il ciclo lunare individuandole come cause delle correnti negli stretti. Studiando i fossili marini presenti in località lontane dal mare, ne aveva dedotto il lentissimo movimento della linea di costa: un'idea spesso attribuita a Leonardo da Vinci.

Il nome "Eratostene" è stato attribuito a un imponente rilievo sottomarino localizzato tra l'isola di Cipro e l'Egitto.

Geografia e cartografia[modifica | modifica sorgente]

La carta del mondo di Eratostene.

Fu Eratostene ad introdurre il termine geografia (Γεωγραφία) con il significato di descrizione della Terra. Può essere considerato il fondatore della geografia matematica, avendo usato sistematicamente il sistema di coordinate sferiche costituito da latitudine e longitudine inventato da Dicearco da Messina. Compilò una mappa dell’Egitto, che descriveva il percorso del Nilo dal delta fino a Khartum, ed una mappa dell'intero mondo conosciuto, dalle isole britanniche (per le quali usò il resoconto di Pitea) fino a Ceylon e dal Mar Caspio fino all'Etiopia. Nella sua Geografia in tre libri, Eratostene rifletteva anche sulla geografia omerica, che egli riteneva del tutto immaginaria.

Misura del meridiano terrestre[modifica | modifica sorgente]

Misura del meridiano terrestre.

La misura del meridiano terrestre è certamente il risultato più famoso di Eratostene, che stimò per esso una lunghezza di 252.000 stadi, con un errore, assumendo uno stadio compreso tra i 155 e i 160 metri, tra il -2,4% e il +0,8% rispetto al valore corretto. Il procedimento seguito era descritto in un'opera (perduta) in due libri Sulla misura della Terra; ad essere pervenuto è un breve resoconto divulgativo e semplificativo fatto da Cleomede.[2]

Cleomede prende in considerazione due città, Alessandria e Siene, l'odierna Assuan, distanti tra di loro 5.000 stadi egizi[3]. Facendo l'ipotesi semplificativa che siano sullo stesso meridiano (in realtà sono separate da 3° di longitudine) e che Siene sia esattamente sul Tropico del Cancro, in modo che a mezzogiorno del solstizio d’estate si possa supporre che a Siene il sole sia allo zenit, con i raggi del sole perfettamente verticali; in questo modo l'angolo di incidenza dei raggi solari misurato ad Alessandria corrisponde all’angolo con il vertice al centro della Terra contenuto tra le semirette che lo congiungono alle due città. Il suo valore era di 1/50 di angolo giro, di conseguenza la misura dell'intero meridiano terrestre era di 250.000 (50 x 5.000) stadi egizi (1 stadio egizio = 157.5 metri), quindi 39.375 km (contro i 40.075 reali) con l'errore dell'1.5% circa.

In realtà il metodo di Eratostene era più complesso, come testimoniato dallo stesso Cleomede, il cui scopo dichiarato era quello di esporre una versione semplificata rispetto a quella contenuta nell'opera di Eratostene. Il metodo, come ricostruito da Lucio Russo, si basava su una campagna di misurazioni avvenuta per mezzo dei mensores regii, funzionari regi incaricati di effettuare misure capillari del territorio egiziano per fini fiscali.[4] Anche il fatto che la misura trovata corrisponda a 252.000 stadi potrebbe essere significativa: si tratta infatti di un numero divisibile per tutti i numeri naturali da 1 a 10; secondo una interpretazione, Eratostene avrebbe alterato i dati per ottenere questo risultato "utile",[5] secondo l'interpretazione di Russo, invece, basata su una affermazione di Plinio che parla dello stadio "secondo il rapporto di Eratostene", Eratostene avrebbe introdotto un nuovo stadio come sottomultiplo del meridiano.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mario Casertano, Gianfranco Nuzzo, Storia e testi della letteratura greca,vol. 3, ISBN 978-88-8020-842-6
  2. ^ Cleomede, Coelestia, i.7.49-52.
  3. ^ Misurata da funzionari statali detti Bematisti
  4. ^ a b Lucio Russo, La rivoluzione dimenticata, pp. 312-317.
  5. ^ Dennis Rawlins, "The Erathostenes-Strabo Nile Map. Is It the Earliest Surviving Istance of Spherical Carthography? Did It Supply the 5000 Stades Arc for Erathostenes' Experiment?", Archive for History of Exact Sciences, 26 (1983), pp. 211-219.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie

Le principali testimonianze su Eratostene sono fornite da Cleomede, Strabone, Ateneo, Igino, Esichio di Mileto ed Eutocio. Una raccolta di testimonianze con ambizioni di completezza è G. Bernhardy, Eratosthenica, Berlino, 1822.

Fonti secondarie

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Capo-bibliotecari della biblioteca di Alessandria Successore
Apollonio Rodio   Aristofane di Bisanzio

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