Astronomo

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Un astronomo è uno scienziato che si occupa dello studio dei corpi e dei fenomeni esterni all'atmosfera terrestre. Per le sue ricerche egli si avvale principalmente della matematica e della fisica, ma anche di altre discipline a seconda del suo campo specifico di studi.

Dal punto di vista dell'apparato strumentale, il telescopio ottico ha accompagnato dai tempi di Galileo il lavoro di ogni astronomo: prima del XVII secolo l'osservazione era praticata a occhio nudo, e ci si avvaleva perlopiù di strumenti che permettessero l'orientamento sulla volta celeste e una corretta previsione dei fenomeni celesti, come l'astrolabio.

Nel XX secolo ad un continuo perfezionamento dei telescopi ottici si è affiancato lo sviluppo di altre strumentazioni, come la spettroscopia ed il radiotelescopio, che ha aperto la porta dell'osservazione alle lunghezze d'onda diverse dal visibile, mentre la nascita dell'astronautica ha permesso agli astronomi di studiare dettagliatamente i corpi del Sistema Solare (sonde spaziali) e di osservare l'Universo con l'accuratezza che permette l'assenza dell'atmosfera (Telescopio spaziale Hubble).

L'astronomo nella storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'astronomia.
Incisione del XVI-XVII secolo

La figura dell'astronomo agli albori della sua scienza è strettamente legata alla funzione a cui era indirizzata l'astronomia: nelle civiltà mesopotamiche e in quella egizia lo studio dei fenomeni celesti costituiva uno strumento fondamentale di previsione dei cicli naturali legati all'agricoltura e di divinazione. Chi custodiva questo patrimonio di conoscenze era la classe sacerdotale, che proprio dall'esclusivo possesso della cultura traeva il suo potere.

È solo con la civiltà greca che lo studio del cielo passa dai sacerdoti, e da un legame esclusivo con le pratiche agricole e divinatorie, ai filosofi, quell'élite laica che emerge per la prima volta in Grecia nel VII secolo a.C. L'astronomo viene a coincidere con il matematico, lo studioso della natura che osserva gli astri nel quadro di un'elaborazione speculativa ampia e libera da condizionamenti mitici. I filosofi presocratici mostrano ad esempio un forte interesse per il problema cosmologico, e le prime teorie non mitiche sulla struttura dell'Universo risalgono a Talete (noto per aver previsto l'eclissi del 585 a.C.), Anassimandro e Anassimene.

Astronomi famosi nella storia[modifica | modifica wikitesto]

Galileo Galilei fu il primo astronomo a usare un telescopio

Quel che segue è un elenco, certo non esaustivo, di alcuni tra gli astronomi più famosi dall'antichità ad oggi.

Astronomo Contributo principale all'astronomia
Ipparco e Claudio Tolomeo Misurarono la posizione di circa 1000 stelle (sulla sfera celeste), provarono a spiegare i misteri astronomici senza deviare dal modello geocentrico, e classificarono le stelle secondo la loro magnitudine apparente.
Aristarco di Samo La prima persona conosciuta ad aver proposto il modello eliocentrico dell'Universo. Provò a calcolare distanza e grandezza del Sole e della Luna.
Nassir Eddin al-Tusi Dette la prima esposizione completa del sistema di trigonometria piana e sferica. Realizzò tabelle dei movimenti planetari molto accurate e dette nome ad alcune stelle. Calcolò il valore della precessione degli equinozi e perfezionò la tecnica di calcolo delle declinazioni e l'astrolabio.
Niccolò Copernico Primo sostenitore dell'eliocentrismo in tempi moderni.
Tycho Brahe Sviluppò molti strumenti astronomici, ed effettuò osservazioni di precisione fino ad allora sconosciuta. Le sue misure dell'orbita di Marte furono molto importanti per lo sviluppo successivo dell'astronomia.
Giovanni Keplero Mostrò come i pianeti si muovono su orbite ellittiche, e propose le Leggi di Keplero sul movimento dei pianeti.
Galileo Galilei Fu il primo ad usare un telescopio per osservare il cielo. Condannato dalla Chiesa per le sue scoperte, fu riabilitato 359 anni dopo da Papa Giovanni Paolo II.
Christiaan Huygens È considerato tra i più grandi scienziati di tutti i tempi. Ha scoperto Titano, satellite di Saturno, il secondo in dimensioni del Sistema solare. Teorizzò per primo la natura ondulatoria della luce.
Isaac Newton Pubblicò Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (1687), che contenevano tra l'altro le sue leggi della dinamica e la sua legge di gravitazione universale, con le quali spiegò le leggi di Keplero sul moto dei pianeti. I Principia sono spesso ritenuti l'opera intellettuale più monumentale compiuta da un solo uomo.
William Herschel È stato tra i più grandi astronomi di tutti i tempi. Scoprì, tra l'altro, il pianeta Urano nel 1781.
Immanuel Kant Il grande filosofo tedesco diede un contributo fondamentale al progresso dell'astronomia; nel 1755 propose la teoria del collasso di una nebulosa per spiegare la formazione del Sistema solare, teoria poi rielaborata da Laplace ed oggigiorno universalmente accettata. Inoltre egli pensò correttamente alle galassie quali "Universi-Isola". Kant è stato anche il primo ad aver formulato il concetto di buco nero. Egli affermò: «Se l'attrazione agisce sola, tutte le parti della materia dovrebbero avvicinarsi sempre più, e diminuirebbe lo spazio che occupano le parti unite, di modo che si riunirebbero finalmente in un solo punto matematico.»
Pierre Simon de Laplace Rielaborò la teoria del collasso di una nebulosa, già proposta da Kant per spiegare la formazione del Sistema solare. Egli diede la svolta finale all'astronomia matematica riassumendo ed estendendo il lavoro dei suoi predecessori nella sua opera in cinque volumi, la Mécanique Céleste. Questo capolavoro ha trasformato lo studio geometrico della meccanica sviluppato da Newton in quello basato sull'analisi matematica.
Subrahmanyan Chandrasekhar Lavorò intensamente sul funzionamento interno delle stelle, ed è particolarmente conosciuto per aver determinato gli effetti della relatività speciale sulle stelle, incluso l'aver calcolato il limite di Chandrasekhar durante un viaggio su una nave.
Henrietta Swan Leavitt Catalogò le variabili Cefeidi delle Nubi di Magellano, e scoprì nel 1912 la relazione tra periodo e luminosità di queste stelle.
Ejnar Hertzsprung Determinò la distanza di numerose stelle Cefeidi. Quando queste stelle si trovavano in altre galassie, come la galassia di Andromeda, diventò possibile determinarne la distanza.
Edwin Hubble Scoprì l'espansione dell'Universo, descrivendola con quella che oggi è chiamata la Legge di Hubble. Il Telescopio spaziale Hubble si chiama così in suo onore.
Henry Norris Russell Ideatore del diagramma H-R in sede separata rispetto a Hertzsprung.

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