Equinozio

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Illuminazione della Terra all'equinozio

L'equinozio (dal latino æquinoctium, ovvero «notte uguale» in riferimento alla durata del periodo notturno uguale a quello diurno) è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest'ultimo si trova allo zenit dell'equatore. Esso occorre due volte durante l'anno solare e, in tale momento, il periodo diurno (ovvero quello di esposizione alla luce del Sole) e quello notturno sono uguali, giungendo i raggi solari perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra.

Gli equinozi occorrono a circa sei mesi di distanza l'uno dall'altro, più precisamente a marzo e a settembre del calendario civile; analogamente ai solstizi, essi sono convenzionalmente assunti come momento di avvicendamento delle stagioni astronomiche sulla Terra. Nell'emisfero boreale l'equinozio di marzo segna la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, mentre quello di settembre termina l'estate e introduce l'autunno. Viceversa accade nell'emisfero australe, dove l'autunno entra all'equinozio di marzo e la primavera in quello di settembre.

Definizione[modifica | modifica sorgente]

Date degli equinozi[1] (Ore UTC)
 Anno  Marzo Settembre
2001 20 marzo ore 13:31 22 settembre ore 23:04
2002 20 marzo ore 19:16 23 settembre ore 4:55
2003 21 marzo ore 1:00 23 settembre ore 10:47
2004 20 marzo ore 6:49 22 settembre ore 16:30
2005 20 marzo ore 12:33 22 settembre ore 22:23
2006 20 marzo ore 18:26 23 settembre ore 4:03
2007 21 marzo ore 0:07 23 settembre ore 9:51
2008 20 marzo ore 5:48 22 settembre ore 15:44
2009 20 marzo ore 11:44 22 settembre ore 21:18
2010 20 marzo ore 17:32 23 settembre ore 3:09
2011 20 marzo ore 23:21 23 settembre ore 9:04
2012 20 marzo ore 5:14 22 settembre ore 14:49
2013 20 marzo ore 11:02 22 settembre ore 20:44
2014 20 marzo ore 16:57 23 settembre ore 2:29
2015 20 marzo ore 22:45 23 settembre ore 8:20
2016 20 marzo ore 4:30 22 settembre ore 14:21
2017 20 marzo ore 10:28 22 settembre ore 20:02
2018 20 marzo ore 16:15 23 settembre ore 1:54
2019 20 marzo ore 21:58 23 settembre ore 7:50
2020 20 marzo ore 3:49 22 settembre ore 13:30

L'asse di rotazione terrestre non è perpendicolare al piano di rivoluzione orbitale intorno al Sole, essendo rispetto a questo inclinato mediamente di 23°27' (anche chiamata inclinazione del piano orbitale su quello equatoriale).

Ciò comporta che la luce del Sole non incida mai, in ogni istante, con la stessa angolazione, ma che vari costantemente.

Agli equinozi l'asse di rotazione terrestre si trova perpendicolare alla direzione dei raggi solari e quindi in ogni punto del pianeta dove il Sole superi l'orizzonte la durata diurna è uguale a quella notturna (eccezion fatta per le peculiarità terrestri dovute all'atmosfera, come descritto più avanti[2]).

L'equinozio di marzo (quello di primavera nell'emisfero boreale) è anche detto punto vernale (o punto dell'Ariete o punto gamma dal simbolo della lettera greca, che ricorda appunto un ariete), mentre quello dell'equinozio d'autunno, a settembre, viene anche chiamato punto della Bilancia (ω). Tale notazione, di derivazione astrologica, oggi non è più valida, in quanto, a causa della precessione degli equinozi (moto eccentrico dell'asse di rotazione su se stesso), tali punti non si trovano più nella costellazione da cui prendono il nome: attualmente infatti, all'equinozio di marzo il Sole si trova nella costellazione dei Pesci.

Sempre a causa della precessione equinoziale, l'equinozio di settembre risulta sempre tardivo (nel calendario il 22 o 23 settembre) rispetto a quello di marzo. La data astronomica dell'equinozio di marzo sta altresì anticipando sempre di più, tanto da cadere spesso il 20 marzo e, a partire dal 2044 circa, saltuariamente anche il 19 marzo: ciò è dovuto all'organizzazione dei giorni bisestili nel calendario civile, che ha comportato il mantenimento dell'alternanza quadriennale per l'anno 2000 e causato quindi un progressivo spostamento di un giorno di tutti gli avvenimenti celesti fino al prossimo riallineamento previsto nell'anno 2100.

Moto apparente del Sole[modifica | modifica sorgente]

Il percorso del Sole nell'equinozio a 0° di latitudine (all'equatore)
Il percorso del Sole nell'equinozio a 50° di latitudine
Il percorso del Sole nell'equinozio a 90° di latitudine (ai poli)

All'occhio di un osservatore sull'equatore, agli equinozi il sole sorge e tramonta rispettivamente all'est e all'ovest geografico, e a mezzogiorno è allo zenith; ciò comporta anche una durata del giorno pressoché identica a quella della notte.

Il centro del disco solare è sopra l'orizzonte per dodici ore consecutive, anche se il fenomeno di diffusione atmosferica della luce fa sì che la Terra sia illuminata già da circa mezz'ora prima dell'alba a circa mezz'ora dopo il tramonto; inoltre la rifrazione fa sì che la figura del Sole, che all'alba attraversa una porzione più spessa d'atmosfera, appaia in una posizione diversa da quella in cui dovrebbe essere visibile se non filtrata dall'atmosfera (es. sulla Luna, dove non esistono zone intermedie tra la luce piena e il buio assoluto); infine, le dimensioni del disco solare fanno sì che quando il suo centro supera la linea dell'orizzonte già una porzione di esso lo ha superato (o debba ancora superarlo, se al tramonto).

In entrambi gli equinozi il sole passa a sud del tropico del Cancro e a nord di quello del Capricorno; allo zenith equatoriale il sole si trova declinato di 66°33' su entrambi i tropici e di 23° 27' su entrambi i circoli polari.

Gli equinozi segnano anche il momento di passaggio da un minore a un maggiore periodo di insolazione durante la giornata rispetto a quello di buio e viceversa: rispettivamente nell'emisfero boreale e in quello australe, immediatamente dopo l'equinozio di marzo il periodo di luce è maggiore (e minore) di quello di buio; viceversa accade dopo l'equinozio di settembre, in cui il periodo di luce solare nell'emisfero nord è più breve di quello di buio mentre in quello sud è maggiore.

Aspetti culturali[modifica | modifica sorgente]

Nella lista che segue i termini equinozio di marzo e settembre riguardano le celebrazioni legate al mese (e quindi indipendenti dall'emisfero), i termini primavera e autunno riguardano quelle feste che dipendono dalla stagione (e dunque dall'emisfero).

  • La festa del Nuovo Anno, nell'antica Mesopotamia, fa riferimento all'equinozio primaverile. In quanto la data di tale avvento, coincide con il segno zodiacale dell'Ariete, simbolo del Dio nazionale Marduk.
  • Sham El Nessim era un'antica festività egiziana le cui tracce risalgono a circa 4700 anni fa. Resta una delle feste pubbliche Egiziane, cade il lunedì e coincide con l'equinozio di primavera.
  • I calcoli per il giorno di Pasqua nella chiesa Cristiana (la prima domenica dopo la prima luna piena contemporanea o successiva all'equinozio di marzo), usa la sua definizione specifica dell'equinozio - che capita sempre il 21 marzo. Il giorno di Pasqua può capitare al più presto il 22 marzo, ma mai oltre il 25 aprile.
  • All'equinozio si collega anche la festività dell'Annunciazione e i vari capodanni ad essa legati come quello toscano e quello veneto, in uso fino al XVIII secolo.
  • L'equinozio di marzo segna il primo giorno dell'anno per una varietà di calendari, inclusi il calendario Iraniano, il calendario Bahá'í. Il festival Persiano (Iraniano) del Naw-Ruz viene celebrato in questo giorno. Nell'antica mitologia persiana, Jamshid, il re mitico della Persia, ascese al trono in questo giorno e ogni anno quest'evento viene commemorato con feste per due settimane. Queste feste rievocano la storia della creazione e l'antica cosmologia del popolo Iraniano e Persiano. È un giorno di festa anche per l'Azarbaijan, l'Afghanistan, l'India, la Turchia, Zanzibar, l'Albania e diversi paesi dell'Asia Centrale, è festa anche per i Kurdi. È inoltre una festività Zoroastrina, è anche un giorno sacro per i seguaci della Fede Bahá'í e per i musulmani Ismaili Nizari comunemente chiamati come gli Aga Khanis.
  • L'equinozio di settembre segna il primo giorno del Mehr o della Bilancia nel calendario Iraniano. È una delle festività iraniane chiamate Jashne Mihragan, o il festival della condivisione dell'amore nello Zoroastrismo.
  • Durante l'equinozio di primavera si celebra il Sabbat Wiccan di Ostara (o Eostar) mentre durante l'equinozio di autunno si celebra il Sabbat Wiccan di Mabon.
  • In Giappone il giorno dell'equinozio di primavera (marzo) (春分の日 Shunbun no hi) è una festa nazionale ufficiale che si trascorre visitando le tombe di famiglia e celebrando le riunioni di famiglia. In modo del tutto simile a settembre c'è un giorno dell'equinozio d'autunno (秋分の日 Shūbun no hi).
  • Il primo giorno dell'anno per i Tamil e i Bengali segue lo zodiaco Hindu e sono celebrati rispetto all'equinozio di primavera siderale (14 aprile). Quello Tamil viene festeggiato nello Stato dell'India del Sud del Tamil Nadu, l'altro viene festeggiato in Bangladesh e nello Stato dell'India dell'est del Bengala Ovest.
  • Il giorno del Pianeta Terra venne celebrato inizialmente il 21 marzo 1970, giorno dell'equinozio. Attualmente è celebrato in diversi Stati il 22 aprile.
  • In molti paesi arabi il Giorno della Madre viene celebrato nell'equinozio di marzo.
  • L'equinozio di settembre era il primo giorno dell'anno nel calendario repubblicano francese, che venne usato dal 1793 al 1805. La Prima Repubblica Francese venne proclamata e la monarchia francese abolita il 21 settembre 1792 rendendo il giorno successivo (giorno dell'equinozio) il primo giorno dell'Era Repubblicana in Francia. L'inizio di ogni anno si doveva basare su calcoli astronomici (ovvero seguendo il vero corso del Sole e non la media degli altri calendari).
  • Il festival del raccolto nel Regno Unito si celebra la domenica della Luna piena più vicina all'equinozio di settembre.
  • Il festival di mezzo autunno si celebra il 15º giorno dell'8º mese lunare ed è una festa ufficiale in molti paesi dell'est asiatico. Dato che il calendario lunare non è in sincrono con il calendario gregoriano questa data può cadere un giorno qualsiasi tra la metà di settembre e l'inizio di ottobre.
  • La Giornata Mondiale della Narrazione è una celebrazione globale dell'arte orale della narrazione che viene celebrata ogni anno durante l'equinozio di primavera nell'emisfero nord, mentre il primo giorno dell'equinozio di autunno nell'emisfero sud.

La datazione dell'equinozio nel calendario gregoriano[modifica | modifica sorgente]

Nell'originale calendario giuliano, promulgato da Giulio Cesare, l'equinozio di primavera cadeva il 25 marzo. La ragione dell'odierno spostamento al 21 marzo si lega alle motivazioni stesse della messa in essere del calendario gregoriano. Gregorio XIII, infatti, intendeva ripristinare l'allineamento fra date del calendario ed eventi astronomici esistente al tempo del Concilio di Nicea, svoltosi quasi quattro secoli dopo la vita del famoso politico. La riforma gregoriana, quindi, non recuperò i tre giorni del 29 febbraio degli anni 100, 200 e 300 né il quarto giorno, che si era già aggiunto a causa del caos nell'applicazione del giorno bisestile intervenuta fra l'omicidio di Cesare e il definitivo decreto di riordino di Augusto dell'anno 8. Fu così che l'equinozio fu stabilmente spostato di quattro giorni rispetto alla sua data originaria.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Earth's Seasons in Data services, U.S. Naval Observatory, Data pubblicazione 31-01-2008. URL consultato il 20 marzo 2009.
  2. ^ AA.VV. Explanatory supplement to the Astronomical Almanac. Mill Valley, CA, U.S.A., 1992 (p. 471)
  3. ^ Come calcolare la data della Pasqua

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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