Sopatro di Apamea

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Sopatro di Apamea (greco: Σώπατρος; latino: Sopăter; floruit 327; ... – ...) è stato un filosofo neoplatonico greco antico del IV secolo, che fu messo a morte dall'imperatore Costantino I, di cui era stato amico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sopatro era un siriano nativo di Apamea. Filosofo, studiò sotto Giamblico, alla cui morte sostituì nel ruolo di figura di spicco del Neoplatonismo. Scrisse un'opera intitolata Sulla provvidenza e su coloro che hanno fortuna o sfortuna oltre quanto è debito. Ebbe due figli, il filosofo Sopatro e il funzionario Imerio.

Fece visita all'imperatore Costantino I, una prima volta nel 327 circa a Nicomedia e una seconda nel 327/328 a Costantinopoli. Divenne un amico e un consigliere dell'imperatore; avrebbe detto all'imperatore che il suo assassinio del figlio Crispo non era espiabile.

Inimicatosi l'influente prefetto Ablabio, fu accusato di propagandare il paganesimo, o, secondo un'altra fonte, di aver causato una carestia a Costantinopoli mediante la magia, e messo a morte.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • «Sopater 1», PLRE I, p. 846.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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