Porfirio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Porfirio.
Porfirio.

Porfirio (greco Πορφύριος) (Tiro (città)233-234 – Roma305) è stato un filosofo neoplatonico greco antico, allievo di Plotino.

Indice

[modifica] Biografia

A lui si deve la sistematizzazione e la pubblicazione degli scritti di Plotino - le Enneadi - e una sua biografia: "Vita di Plotino". Rivalutò il misticismo e le pratiche ascetiche, introducendo anche elementi esoterici orientali in un orizzonte spiccatamente greco e platonico. La sua impostazione presenta inoltre una maggiore influenza aristotelica rispetto alla dottrina plotiniana. Si occupò di filosofia, retorica, analisi dei miti, religione, matematica, astrologia e musica. Plotino lo definì "poeta, filosofo e ierofante" (Vita di Plotino).

Manifestò una profonda avversione per il cristianesimo, che lo portò a scrivere la sua opera "Contro i cristiani". Un passo noto dei suoi scritti è quello sulla debolezza di Gesù, che pianse sulla croce e, al contrario di Socrate, non seppe affrontare la morte con dignità.

Secondo quanto ci è pervenuto, Porfirio, nel frammento 88, cita la prima lettera di Paolo ai Corinzi: «E tali eravate alcuni di voi, ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio».

Ma, si chiede Porfirio, com'è possibile che un uomo possa lavarsi in questo modo da tante macchie e diventare puro (katharos)? Com'è possibile che con dell'acqua (con il battesimo) un uomo possa eliminare le proprie colpe e responsabilità? Com'è possibile che «fornicazione, adulterio, ubriachezza, furto, pederastia, veneficio e infinite cose basse e disgustose» siano così facilmente eliminate «come un serpente depone le vecchie squame»?

A questo punto «chi non vorrebbe commettere ogni sorta di nefandezza, sapendo che otterrà attraverso il battesimo il perdono dei suoi crimini?»

La filosofia dei cristiani incita all’illegalità e toglie efficacia alla legge e alla giustizia stessa; introduce una forma di convivenza illegale e insegna agli uomini a non avere timore dell’empietà.

Quindi nel Cristianesimo «chi è onesto non viene chiamato» (frammento 87).

In questo Porfirio può essere percepito come un continuatore della tradizione filosofica anticristiana che annovera Celso tra gli antesignani.

Compose una splendida analisi dei simboli di un passo omerico secondo lo schema esegetico delle allegorie tipico del neoplatonismo ("L'antro delle Ninfe") e un trattato sul vegetarismo "Sull'astinenza dalle carni degli animali".

Si oppose alla decisione del suo allievo Giamblico di introdurre culti e rituali magici nella vita dei filosofi.

[modifica] Opere

  • Vita di Plotino
  • Sull'astinenza dalle carni degli animali
  • Isagoge
  • Introduzione alle categorie
  • Sentenze
  • Contro i cristiani
  • L'antro delle ninfe
  • Lettera a Marcella
  • Lettera ad Anebo
  • Vita di Pitagora
  • Commento al Parmenide
  • Commento agli Armonici di Tolomeo
  • Commento al Timeo
  • Sulle immagini
  • Sul ritorno dell'anima
  • Sul "conosci te stesso"

Esistono altre opere di cui sono pervenuti solo frammenti.

[modifica] Opere di Porfirio in lingua italiana

  • Giuseppe Faggin (a cura di). Lettera a Marcella. Genova, Il Basilisco 1982
  • Giuseppe Faggin (a cura di). Lettera ad Anebo. Genova, Il Basilisco 1982
  • Laura Simonini (a cura di). L'antro delle ninfe. Milano, Adephi 1986
  • Angelo Raffaele Sodano (a cura di). Storia della filosofia. Milano, Rusconi 1997
  • Giuseppe Girgenti e Angelo Raffaele Sodano (a cura di). Astinenza dagli animali. Milano, Bompiani 2005
  • Cristiano Castelletti (a cura di). Sullo Stige. Milano, Bompiani 2006

[modifica] Saggi su Porfirio

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali