Arti liberali

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Le sette arti liberali – Immagine dall'Hortus deliciarum di Herrad von Landsberg (XII secolo)

Arti liberali era l'espressione con la quale, durante il Medioevo, s'intendeva il curriculum di studi seguito dai chierici prima di accedere agli studi universitari. Più in generale le arti liberali erano quelle attività dov'era necessario un lavoro prettamente intellettuale, a fronte delle "arti meccaniche" che richiedevano lo sforzo fisico.

Storia del termine[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'Alto Medioevo, più precisamente in quel periodo noto come rinascenza carolingia, furono istituite numerose scuole (celebre la schola palatina voluta da Carlo Magno e diretta dal monaco inglese Alcuino). In esse ricevevano un'istruzione i futuri burocrati che avrebbero occupato i ranghi dell'amministrazione carolingia; dovevano servire, insomma, a preparare al mestiere di funzionario e la parola "Arte" era semplicemente sinonimo di mestiere, professione.

Ma non tutti, in una società contadina e feudale, potevano avere accesso all'istruzione superiore; ciò era possibile solo per i ranghi più alti della società, per quelli che, con termine di origine germanica, si sarebbero definiti arimanni, appunto "uomini liberi". In una società fortemente gerarchizzata si dava cioè per scontato, che fossero esclusi in partenza da determinate professioni i servi della gleba. Le scuole altomedievali, in sintesi, erano scuole che insegnavano il "mestiere" (l'Arte) di funzionario agli "uomini liberi" (dunque scuole di "Arti liberali").

Programma degli studi[modifica | modifica wikitesto]

Se le prime scuole carolinge dovevano servire a preparare all'accesso alla carriera amministrativa (in un certo senso erano professionalizzanti), nel Basso Medioevo, con la fondazione delle università medievali, lo studio delle Arti liberali divenne preparatorio per l'accesso appunto a questi studi. Esattamente come avviene nei nostri Licei si cercò allora di offrire una preparazione a tutto campo nelle sette discipline ritenute fondamentali (le sette arti liberali) e cioè

Arti del Trivio e del Quadrivio[modifica | modifica wikitesto]

Arti del Trivio (artes sermocinales):

Arti del Quadrivio (artes reales):

A scuola nel Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il punto di riferimento per l'organizzazione della scuola nel Medioevo fu certamente la scuola romana. Il percorso di studi di età romana (su cui si basò quello medievale) era pressappoco questo:

  • Elementare: Dal literator e dal calculator si imparava a leggere, scrivere e far di conto.
  • Medio: Insieme al grammaticus si approfondiva lo studio della lingua latina e s'imparava quella greca; si studiava la letteratura di queste due lingue e le prime nozioni di storia, geografia, fisica e astronomia.
  • Superiore: Dal rhetor si studiava eloquenza, l'arte di costruire discorsi per gli usi più vari (giudiziari e politici innanzitutto). Per far questo occorreva conoscere il diritto, la storia dell'eloquenza, la filosofia. Insomma quello che noi definiremmo un corso di perfezionamento in discipline umanistiche.

Una novità nel Medioevo, rispetto al mondo antico, era che chiunque poteva accedere all'istruzione elementare (anche a Roma la scuola la pagavano le famiglie). Infatti in tutti o quasi i monasteri, tra le altre strutture ricettive, esisteva la scuola (destinata ai figli dei contadini perché i figli dei feudatari o delle famiglie più in vista studiavano in casa propria seguiti da precettori privati). Come a Roma antica nelle scuole dei monasteri si poteva imparare a leggere, scrivere e far di conto; ma ci si fermava qui.

Il successivo corso di studi era, sostanzialmente, quello romano ma era diversa la cultura generale degli insegnanti.

A scuola nel Medioevo tra una lezione di grammatica e una di retorica si studiavano bestiari e lapidari. Dai primi si imparava, per esempio, che le tigri s'incantano davanti alla loro immagine riflessa in uno specchio (e non mancava lo studio di animali particolari, sulla cui esistenza nessuno nutriva dubbi, come draghi e ippogrifi), mentre dai secondi si estraeva quanto c'era da sapere sugli influssi che le stelle hanno su ogni singola pietra preziosa e sulle loro virtù magiche.

Ma la differenza più evidente rispetto alla cultura latina stava certamente nell'interpretazione complessiva della storia e del sapere che si offriva agli studenti. Per un insegnante medievale era scontato ritenere che la storia sia guidata dalla provvidenza divina e che in tutti gli scrittori, anche in quelli pagani, si possa rintracciare un'anticipazione delle verità rivelate dal Cristianesimo: questa è la ragione per cui i critici medievali interpretavano, ad esempio, la IV egloga del poeta latino Virgilio come una prefigurazione della venuta salvifica del Cristo.

Un'altra differenza rispetto al panorama culturale dell'istruzione odierna era data dal forte simbolismo di cui erano impregnate tutte le discipline. La realtà era ritenuta un insieme di segni della presenza di Dio e del mondo ultraterreno, non per nulla il testo più rappresentativo della cultura medievale, la Divina Commedia di Dante Alighieri (Che partecipò alle arti liberali) non può essere compreso se non si tiene presente di continuo la dimensione dell'allegoria. Le cose non sono solo quello che appaiono ma (come il corpo contiene l'anima) contengono una realtà più profonda (la selva rappresenta il peccato, Virgilio la Ragione, ecc.).

A conclusione degli studi liberali, dal Basso Medioevo in poi, si poteva scegliere un percorso di studi universitari in qualche prestigiosa istituzione.

Arti liberali nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

La rappresentazione allegorica delle Arti liberali fu un tema frequente nel Medioevo e nel Rinascimento, fino a tutto il XV secolo. Esse erano personificate in una serie di fanciulle simboliche, con pose ed attributi specifici, spesso accompagnate da un esempio illustre, come Euclide per la Geometria, Cicerone per la Retorica, ecc.

Una delle rappresentazioni più complete delle arti liberali nel Medioevo si ha nel Cappellone degli Spagnoli a Firenze, affrescato da Andrea di Bonaiuto. Le personificazioni delle Arti liberali si trovano raffigurate nelle formelle del Campanile di Giotto, nella Biblioteca di Federico da Montefeltro a Urbino, nell'Appartamento Borgia in Vaticano.

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