Zoologia

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Congresso zoologico internazionale, New York (1907)

La zoologia (dal greco: zoon = animale; logos = discorso) è la disciplina biologica che si occupa dello studio degli animali (o metazoi) e dei protozoi. Questi ultimi, pur non essendo veri e propri animali, per somiglianze biologiche ed affinità filogenetica, in passato venivano considerati membri effettivi del regno animale e che, solo in seguito, furono trasferiti al più accettato regno dei protisti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendo un campo che ha acquistato la propria coerenza di disciplina scientifica solo durante il XIX secolo, la zoologia esiste sin dall’antichità. Con gli studi di Aristotele vengono fondate le prime basi di questa scienza, e con il suo Historia animalium, descrive quasi 600 specie di animali dell’asia minore e dell’isola di Lesbo. Successivamente compila anche il De partibus animalium, che non è un trattato scientifico, ma solo una raccolta di dati.[1] Anche Galeno con le sue numerose vivisezioni, soprattutto su scimmie e maiali (da egli considerati gli animali più simili all’uomo)[2], contribuì allo sviluppo della zoologia.

Nel medioevo, ma soprattutto nel rinascimento, la zoologia comincia ad acquistare le sue vere sembianze moderne, nonché interesse negli studiosi, grazie alle nuovissime specie scoperte durante i lunghi viaggi delle navi, attorno al mondo. Conrad Gesner, scrive il suo di Historiae animalium (basato in parte anche sulle osservazioni di Aristotele), e questo può essere considerato il primo vero manoscritto moderno sulla zoologia, anche se contiene in elenco, animali della mitologia e creature fantastiche[3]. Con l’invenzione del microscopio poi, si scoprono organismi prima invisibili all'occhio, che vengono classificati comunque come animali (oggi noti come protisti).

Siamo nel ’800, e i grandi esploratori come Alexander von Humboldt studiano non più solo gli organismi nel singolo, ma le popolazioni nel complesso (nasce l’ecologia). E con la teoria dell’evoluzione Darwin-Wallace, la biologia prende la vera forma compatta di oggi, con le sue sottocategorie, come botanica, paleontologia, microbiologia e appunto zoologia, unite tutte dall’unico filo conduttore dell’evoluzione. È il Novecento e nascono finalmente anche le ultime branche dello studio degli animali, come ad esempio l’etologia, con Konrad Lorenz.[4]

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Come in tutti i campi biologici, gli animali possono essere studiati sotto vari aspetti, partendo dai livelli organizzativi più bassi (cellule e tessuti) a quelli più alti (dinamiche di popolazione e interazione biologiche). Oltre al fenotipo si può però analizzare anche il genotipo, stabilendo relazioni di parentela non solo intraspecifiche, ma anche e soprattutto interspecifiche. Gli animali del passato ormai per la maggior parte sono estinti, e per poter studiare anche loro, si ricorre non solo a conoscenze biologiche, ma si ricorre anche a quelle di tipo geologico, con l'interpretazione negli strati di roccia, dei fossili. Inoltre, essendo molti metazoi dotati di sistema nervoso, questi possono dare origine a comportamenti più o meno complessi, che possono essere anch’essi studiati.

Il passaggio dell'uomo dalle forme più arcaiche a quelle più moderne è il punto in cui finiscono le scienze naturali e cominciano quelle sociali. In questo caso l'antropologia è considerata una disciplina in cui contano molto anche le tematiche zoologiche.

La sistematica zoologica è controllata dal codice internazionale di nomenclatura zoologica (acronimo in inglese ICZN), per evitare il caos di nomi e organismi che potrebbe crearsi qualora ogni studioso scegliesse i nomi di nuove specie scoperte, arbitrariamente. Essendo gli animali, un gruppo tassonomico estremamente ricco ed eterogeneo, non si poteva fare altrimenti.

I contributi che questa scienza ha fornito all'uomo sono innumerevoli. Da vivisezioni su animali ad esempio, si è potuto cominciare a capire come funzionasse il corpo umano, per analogia (scienziati come Andrea Vesalio e William Harvey ne fecero molte per questo motivo). Questo però avviene in parte ancora oggi, se pur con molte polemiche, con la sperimentazione dei farmaci sugli animali.

Divulgazione[modifica | modifica wikitesto]

Per sensibilizzare e informare il grande pubblico verso le tematiche zoologiche, sono nati col tempo, numerose associazioni e strutture per adempiere a tale scopo; alcuni esempi sono i giardini zoologici, le stazioni zoologiche, gli acquari pubblici, i musei di storia naturale, i safari ecc...

Sono stati scritti anche numerosi manoscritti di semplice divulgazione scientifica, enciclopedie degli animali, per non parlare di documentari girati in tutto il mondo (National Geographic Society, BBC).

Branche[modifica | modifica wikitesto]

Generali:

Per gruppi sistematici:

Miste:

Pseudoscienze:

  • Criptozoologia, studio di animali di cui s'ipotizza l'esistenza (da credenze antiche e moderne)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Berti, De Partibus animalium in “Enciclopedia Dantesca” (1970), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  2. ^ Appunti dalle lezioni di Storia della medicina
  3. ^ Rare Books
  4. ^ Konrad Lorenz

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