Giraffa camelopardalis

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Giraffa
Giraffa camelopardalis tippelskirchi Massaigiraffe.JPG
Giraffa camelopardalis tippelskirchi
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Sottordine Ruminantia
Famiglia Giraffidae
Genere Giraffa
Brisson, 1762
Specie G. camelopardalis
Nomenclatura binomiale
Giraffa camelopardalis
Linnaeus, 1758
Areale

Mapa distribución girafa subespecies (Giraffa camelopardalis).png

La giraffa (Giraffa camelopardalis, Linnaeus 1758) è un grande mammifero africano artiodattilo, il più alto tra tutte le specie di animali terrestri viventi; può superare i 5 metri di altezza e la tonnellata di peso.[2][3] La più alta giraffa che si conosca misurava 5,87 m di altezza e pesava circa 2.000 kg.[2][3] Le femmine sono leggermente più piccole e più leggere dei maschi.

Ha la caratteristica di avere arti e collo eccezionalmente lunghi (il lungo collo misura fino a 3 m), oltre alla lingua blu (fino a 60 cm) e alle piccole corna ricoperte di pelle (ossiconi). Caratteristico è anche il colore del mantello, pezzato più o meno finemente (a seconda delle sottospecie) di bruno su fondo beige. La giraffa appartiene alla famiglia dei Giraffidi, che comprende solo un'altra specie vivente, l'okapi (Okapia johnstoni). In swahili si chiama twiga.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome comune italiano giraffa deriva dall'arabo زرافة, a sua volta derivato dall'egiziano zor-aphé che significa "lungo collo".[4]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Le giraffe vivono in branchi dai 10 ai 70 individui, nelle savane dell'Africa subsahariana.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

I maschi possono arrivare sino a 5,5 metri fino alle corna (da 3 a 3,6 metri al garrese) e pesare tra gli 8 quintali e i 1.930 kg. Le femmine sono più piccole, arrivano a 4 o anche 4,5 metri di altezza e pesare tra i 500 e i 1.180 kg. Il mantello è coperto di macchie marroni color bruno divise da un pelo chiaro color beige. Ogni giraffa ha un mantello diverso ed è impossibile trovarne due completamente identici.[5]

Corna[modifica | modifica sorgente]

Entrambi i sessi possiedono corna, anche se quelle delle femmine risultano più piccole.

Formula dentaria[modifica | modifica sorgente]

La formula dentaria è la seguente:

Formula dentaria
Arcata superiore
3 3 0 0 0 0 3 3
3 3 1 3 3 1 3 3
Arcata inferiore
Totale: 32
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;


Biologia[modifica | modifica sorgente]

Necking tra giraffe

Le giraffe vivono in due gruppi separati: in uno le femmine con i piccoli, nell'altro i maschi.

Necking[modifica | modifica sorgente]

Talvolta i maschi del gruppo si prendono a colpi sul collo piuttosto bruschi; tale comportamento, noto come "necking", ha fra le sue varie funzioni quella di definire la gerarchia sociale dei maschi del branco e l'accesso alle femmine in estro. Tali scontri assumono un carattere il più delle volte innocuo, sebbene talvolta il necking possa risultare fatale. La lunghezza del collo e il peso del capo sono fondamentali per avere la meglio durante il necking, tanto che è stato ipotizzato che la lunghezza del collo sia alla base della selezione sessuale fra le giraffe.[6]

Il necking ha anche un carattere sessuale: può infatti accadere che i maschi coinvolti nello scontro si corteggino, arrivando ad avere un rapporto omosessuale. Tale genere di rapporti fra individui di sesso maschile è più frequente rispetto ai rapporti eterosessuali.[7] In uno studio, fino al 94% degli episodi di "monta accidentale" coinvolgono due maschi. La proporzione delle stesse attività sessuali varia fra il 30 e il 75%, e un maschio su venti ha avuto un comportamento non-aggressivo durante il necking con un altro maschio. Solo l'1% degli stessi episodi si è verificato fra giraffe di sesso femminile.[8]

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

La maturità sessuale è raggiunta verso i tre anni. La stagione degli amori varia a seconda delle regioni, generalmente da luglio a settembre.
La gestazione dura tra i 14 e i 16 mesi. Di solito le giraffe partoriscono un piccolo (in rari casi anche gemelli). La giraffa partorisce in piedi perché il cucciolo nasce già in grado di camminare.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Il cibo preferito dalle giraffe sono le foglie degli alberi e più in particolare quelle delle acacie. Sembra che le spine di questi alberi non disturbino l'animale.
Grazie alla sua lunga lingua muscolosa e alle sue labbra appiccicose, la giraffa è in grado di strappare le foglie dagli alberi più alti.

I maschi mangiano con la testa alzata e le femmine con la testa piegata per evitare eventuali liti.

Per mangiare cibo a terra e soprattutto per bere da pozze o corsi d'acqua la giraffa non piega il collo all'ingiù per portare la testa in basso. Divarica invece le zampe anteriori e si abbassa mantenendo testa e collo alla stessa altezza del petto. Questo comportamento trova spiegazione nel fatto che il cuore, dovendo pompare il sangue sino al cervello che è oltre tre metri più in alto, è molto potente. Se la giraffa portasse la testa più in basso del muscolo cardiaco il sangue giungerebbe al cervello con una pressione arteriosa inaccettabile e quindi potenzialmente letale. Anche la posizione con testa a livello del cuore le provoca fastidio: per questo i tempi di bevuta di una giraffa sono sempre assai ridotti, rispetto a quelli di altre specie. In realtà, nella parte distale del collo esiste una rete vascolare detta rete mirabile che impedisce un eccessivo flusso sanguigno alla testa quando la giraffa l'abbassa, tant'è vero che quando si sente al sicuro dorme sdraiata senza alcun problema [9].

Tassonomia ed evoluzione[modifica | modifica sorgente]

La giraffa è una delle due specie al mondo della famiglia Giraffidae, assieme all'Okapi, il suo parente più stretto. Una volta la famiglia comprendeva molti più membri, che si sono estinti nel corso del tempo. L'attuale giraffa si è evoluta da un mammifero simile a un'antilope e alto 3 metri, che viaggiò per Europa e Asia circa 30-50 milioni di anni fa.[10]. Inoltre la sua evoluzione è dovuta alla necessità di cibarsi con le foglie degli alberi, per questo si sono selezionati esemplari con il collo e zampe sempre più lunghi per permettere di cibarsi ad altezze maggiori.

Sottospecie[modifica | modifica sorgente]

Areale delle sottospecie della giraffa

I biologi concordano nel riconoscere 9 sottospecie di Giraffa camelopardalis, classificate in base alla colorazione del mantello. Di seguito le varietà e la loro distribuzione:

La giraffa del Kordofan e la giraffa nigeriana, la giraffa nubiana e la giraffa baringo, la giraffa sudafricana e la giraffa fumosa sono considerate da alcuni come tre sottospecie e non sei, mentre altri studiosi hanno proposto la nascita di quattro nuove sottospecie, non accettate da tutti gli autori:

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • L'epiteto camelopardalis del genere Giraffa deriva dalla concezione dei romani che si trattasse di un animale con caratteristiche comuni al cammello e al leopardo.
  • La giraffa riposa e dorme in piedi e solo in occasioni molto speciali, quando si sente totalmente sicura, scende a terra per dormire e per riposare.

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Fennessy J. & Brown D., 2008, Giraffa camelopardalis in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  2. ^ a b Dagg, A. I., Mammalian Species 5, 1971, pp. 1–8.
  3. ^ a b Skinner, J. D. & Smithers, R. H. M., The mammals of the southern African subregion, Pretoria, University of Pretoria, 1990.
  4. ^ Ottorino Pianigiani. Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana
  5. ^ Estes, R., The Behavior Guide to African Mammals, University of California Press, 1991, pp. 202–207, ISBN 0-520-08085-8.
  6. ^ Robert E. Simmons and Lue Scheepers, Winning by a neck: Sexual selection in the evolution of giraffe in The American Naturalist 1996; 148: 771-786.
  7. ^ "'Necking' behavior in the giraffe", Journal of Zoology, London 151: 313-321.
  8. ^ Bruce Bagemihl, Biological Exuberance: Animal Homosexuality and Natural Diversity, St. Martin's Press, 1999; pp. 391-393.
  9. ^  Pellow, R. A. (2001). "Giraffe and Okapi". In MacDonald, D. The Encyclopedia of Mammals (2nd ed.). Oxford University Press. pp. 520–27
  10. ^ Familiar Strangers in International Wildlife, vol. 23, 1993, pp. 6–10.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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