Jean-Baptiste de Lamarck

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Ritratto di Lamarck

Jean-Baptiste Lamarck, il cui nome completo è Jean-Baptiste Pierre Antoine de Monet cavaliere di Lamarck (Bazentin-le-Petit, 1º agosto 1744Parigi, 18 dicembre 1829), è stato un naturalista, zoologo, botanico enciclopedista e chimico francese. Introdusse verso la fine del XVIII secolo il termine "biologia" ed elaborò la prima teoria dell'evoluzione degli organismi viventi basata sull'adattamento e sulla ereditarietà dei caratteri acquisiti, oggi conosciuta come lamarckismo. [1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Partecipò alla Guerra dei sette anni nell'armata al comando del duca de Broglie. Rientrato in Francia si stabilì a Parigi, dove si dedicò allo studio della biologia, della meteorologia e della botanica. Dopo aver abbandonato gli studi in medicina si dedicò allo studio della botanica sotto la supervisione di Bernard de Jussieu. Cominciò a farsi conoscere col catalogo descrittivo La flore française, compilato con un metodo da lui introdotto. Fece quindi un viaggio attraverso l'Europa come accompagnatore del figlio di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon. Al ritorno lavorò alla Encyclopédie methodique continuando il lavoro di Diderot e d'Alembert. Ebbe poi la cattedra di "zoologia degli invertebrati" al Muséum national d'historie naturelle. Da allora concentrò i suoi interessi sulla zoologia, dedicandosi in particolare ai molluschi, viventi e fossili. A lui si devono il riordinamento, le divisioni e le suddivisioni degli animali e il termine biologia, esposto nella grande Encyclopédie, alla cui redazione sostituì d'Alembert. Con Cuvier fu uno dei fondatori della paleontologia[2] Il pensiero scientifico di Lamarck si fondava su tre presupposti:

  • le cause dei fenomeni vitali vanno cercate nella composizione chimica della materia vivente.
  • la scienza riguarda processi continui regolati da leggi
  • la scienza persegue la causalità deterministica. [3]

La teoria dell'evoluzione biologica di Lamarck[modifica | modifica wikitesto]

Con la pubblicazione, nel 1809, dell'opera Philosophie zoologique, Lamarck giunse alla conclusione che gli organismi, così come si presentavano, fossero il risultato di un processo graduale di modificazione che avveniva sotto la pressione delle condizioni ambientali. Nel tentativo di dare una spiegazione a quella che era la prima teoria evoluzionista, egli si basò su tre idee:

  • La varietà di viventi: poche specie fossero riuscite a rimanere immutate nel tempo.
  • L'uso e il non uso degli arti: le specie avevano con il tempo sviluppato gli organi del loro corpo che permettevano di sopravvivere adattandosi all'ambiente. Per spiegare questa idea ricorse all'esempio delle giraffe: in un primo momento, secondo Lamarck, sarebbero esistite solo giraffe con il collo corto; queste ultime, per lo sforzo fatto per arrivare ai rami più alti, sarebbero riuscite a sviluppare collo e zampe anteriori e quindi ad avere organi adatti alle circostanze. Per converso, il non-uso di determinati organi portavano alla loro perdita.
  • L'ereditarietà dei caratteri acquisiti: le specie trasmettevano ai discendenti i caratteri acquisiti (il collo e le zampe più lunghi nel caso delle giraffe).

La teoria evoluzionista successiva ha abbandonato la teoria lamarckiana per quanto riguarda l'ereditarietà dei caratteri acquisiti: è appurato che gli adattamenti conseguiti da un animale nel corso della sua vita non si possono trasmettere ereditariamente, in quanto essi non modificano il patrimonio genetico dell'individuo che sarà poi trasmesso alla progenie. Lamarck fu il primo scienziato a propugnare una teoria evoluzionista che affermava la mutazione delle specie nel corso del tempo (idea che sarà ripresa da Charles Darwin)[senza fonte]. In questo modo Lamarck portò la biologia fuori dal creazionismo e fondò una dinamica della storia della natura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Bange, P. Corsi, Chronologie de la vie de Jean-Baptiste Lamarck in op. cit..
  2. ^ Goulver Laurent, Cuvier et Lamarck fondateurs de la paleontologie, La città del Sole, Napoli, 1995 - ISBN 88-86521-05-7
  3. ^ A. La Vergata, Il lamarckismo fra riduzionismo e meliorismo sociale, La città del Sole, Napoli, 1995 - ISBN 88-86521-05-7

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Lamk. è l'abbreviazione standard utilizzata per le piante descritte da Jean-Baptiste de Lamarck.
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