Vegetarianismo
Il vegetarianismo (detto anche vegetarismo) è una forma di alimentazione che comprende la pratica di seguire diete a base vegetale (frutta, verdura, ecc), con esclusione di carne (carne rossa, pollame, pesce), con o senza l'inclusione di latticini o uova. Alcune diete vegetariane escludono anche l'uso di sottoprodotti animali, come caglio e gelatina di origine animale.[1][2] Per diversi motivi di ordine morale, sociale, o salutistico molte religioni e/o correnti religiose dell'induismo, del giainismo, del buddismo, del Sikhismo, dell'ebraismo, del cristianesimo, dell'islamismo e di altri gruppi spirituali come lo Yoga e molti altri sono di tradizione vegetariana (Vegetarismo e religione).
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[modifica] Etimologie
Il termine italiano "vegetariano" viene utilizzato a partire dal XIX secolo in Italia, come traduzione dall'inglese vegetarian, a sua volta derivato da vegetable (che vive e cresce come una pianta), dall'antico francese vegetable (vivente, degno di vivere), che deve le sue radici al latino vegetus (forte, sano, attivo, vigoroso)[3][4]. Un sinonimo di uso comune per indicare il vegetarianismo è "vegetarismo". Il termine "vegetarianesimo", che anche viene talvolta usato come sinonimo, è invece di uso improprio.
Il termine italiano "vegetaliano" (con la lettera L al posto della R) è un neologismo usato per sottolineare l'astensione, oltre che da carne e pesce, anche da latticini, uova e miele, ed ha lo stesso significato del termine "vegano" (dall'inglese vegan, contrazione di vegetarian, neologismo creato da Donald Watson, della Vegan Society di Londra, negli anni quaranta[5]).
[modifica] Tipologie
Esistono quindi diverse filosofie di comportamento vegetariano che si producono in abitudini alimentari anche molto diverse tra loro.[6]
Vegetariani classici[7]:
- Latto-ovo-vegetariani[8]
- Latto-vegetariani[8]
- Ovo-vegetariani
- Vegani[9][10]
- Crudisti[11]
- Fruttariani[11]
La maggiore consapevolezza del vegetarismo quale scelta alimentare ha comportato, soprattutto nell'ultimo secolo, il passaggio da diete "povere" e mal pianificate a diete più variate e complete: questo cambiamento è rispecchiato anche dal viraggio che hanno avuto gli studi scientifici volti a valutare l'impatto clinico di un comportamento vegetariano o similare, sostanzialmente passando da conclusioni a lungo negative a giudizi per la gran parte positivi.[7]
[modifica] Storia
[modifica] Origini
[modifica] I miti
Il mito dell'Età dell'oro
Nell'epoca classica era credenza molto diffusa, che nell'Età dell'oro (dal lat. aurea aetas), la mitica era all'inizio del genere umano, l'umanità non solo viveva senza bisogno di leggi, di guerre o di coltivare la terra, ma era anche vegetariana. In quel periodo la caccia, l'allevamento del bestiame, il mangiare carne e l'agricoltura erano sconosciuti e inutili in quanto la terra produceva spontaneamente e in abbondanza tutto il cibo necessario ai suoi abitanti.[12] Questo mito è citato da:
750 a.C. e 650 a.C.: Esiodo (Le opere e i giorni 109sqq.), poeta greco vissuto tra il 750 e il 650 A.C.
500 a.C. e 400 a.C.: la Bibbia in Genesi 1:29, la cui redazione definitiva sembra essere collocata intorno al 500-400 A.C., secondo alcuni classici commentatori della Bibbia ebraica, traspare un periodo primigenio precedente il diluvio universale, in cui l'alimentazione prevista da Dio per l'umanità era vegetariana[13]. È naturale allora che le leggi ebraiche della kasherut ricordino la gravità dell'azione che si compie ogni volta che si uccide un essere vivente e che sembrino concepite per allontanare gli uomini dal mangiare carne.
423 a.C. e 347 a.C.: Platone (Politico 271–2), filosofo greco vissuto tra il 423 e il 347 A.C.
43 a.C. e 18 a.C.: Ovidio (Metamorfosi 1,89sqq.), poeta romano vissuto tra il 43 A.C e il 18 D.C. Ovidio elogiò inoltre l'ideale pitagorico di nonviolenza universale (Metamorfosi 15,72sqq.).
[modifica] Le testimonianze
Le prime notizie del vegetarismo, inteso come tradizione diffusa tra un numero significativamente vasto di persone, si riferiscono all'antica India[14] e alla civiltà della Grecia antica sia nell'Italia del sud che nella stessa Grecia.[15] In entrambi i casi questa pratica era spesso connessa con principi di tipo salutistico e con l'idea di nonviolenza verso gli animali (chiamata ahimsa in India).[16]
600 a.C.: A questo secolo risalgono le prime prove attendibili della teoria e della pratica vegetariana:
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- In Iran e India, intorno al 630 a.C., poi in quasi tutta l'Asia centrale, dal Pakistan all'Arabia Saudita (dove resterà per secoli la religione dominante fino alla rapida affermazione della religione islamica nel VII secolo d.C.), si sviluppa il Zoroastrismo, religione predicata da Zoroastro (o Zaratustra), vegetariano e contrario ad ogni genere di azione violenta.
- In Europa l'Orfismo, un movimento religioso diffuso in Grecia a quel tempo, e Pitagora, un filosofo e leader religioso nella zona del Sud Italia allora colonizzata dai coloni greci e nota come Magna Grecia, si astenevano dal cibarsi di carne.[17] I seguaci di Pitagora (chiamati Pitagorici) non sempre praticavano uno stretto vegetarianesimo, ma la loro cerchia più stretta si. Per il grande pubblico, l'astensione dalla carne era un segno distintivo del cosiddetto "stile di vita Pitagorico".[18] Sia gli Orfici che i Pitagorici inoltre evitavano le uova.
- In India pressoché nello stesso periodo dell'Orfismo, tra il 580 e il 527 a.C si sviluppava il Giainismo, grazie agli insegnamenti di Mahavira, asceta contemporaneo del Budda (il quale anche consigliava il rispetto per tutti gli esseri senzienti e la difesa della vita[19]) e vissuto tra il 599 e il 527 a.C. che proponeva un'alimentazione strettamente vegetariana. :*Anche in Cina, sempre nel VI secolo a.C. si sviluppava il Taoismo, grazie all'opera di Lao Tse o Laozi che considerava la natura come sacra, cosa che favorì il diffondersi di abitudini vegetariane tra molti suoi maestri e seguaci.
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- Il filosofo greco Empedocle, vissuto tra il 490 e il 430 a.C., si distinse come fautore del vegetarismo, in modo specifico per il rispetto degli animali.[20]
- Erodoto (4, 177), storico greco vissuto tra il 484 e il 425 A.C., menziona i lotofagi (mangiatori di loto), una popolazione indigena delle coste del Nord-Africa, che secondo Erodoto viveva soltanto dei frutti di una pianta chiamata loto.
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- Nell'Accademia platonica gli scolarchi (i capi di una scuola filosofica) Senocrate (vissuto tra il 396 a.C. e il 314 a.C.) e (probabilmente) Polemone (vissuto tra il 350 a.C. e il 270/269 a.C.) praticavano il vegetarianismo.[21]
- Nella scuola peripatetica Teofrasto, vissuto tra il 371 a.C. e il 287 a.C. e immediato successore di Aristotele era anche un sostenitore del vegetarianesimo.[22]
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- Diodoro Siculo, storico greco vissuto tra il 90 e il 27 A.C., racconta di popolazioni vegetariane o di tribù che vivevano in Etiopia, e altre storie dello stesso tipo sono raccontate e discusse in testi antichi.[23] Molte di queste tuttavia mostrano tratti leggendari e mitici e sono prive di evidenza storica.
- Alcuni dei principali platonici e neo-platonici praticavano la dieta vegetariana. Essi includevano Plutarco, vissuto tra il 46 e il 127 d.C., Apollonio di Tiana, vissuto tra il 2 e il 98 d.C, Plotino, vissuto tra il 203/205 e il 270 d.C. e Porfirio, vissuto tra il 233-234 e il 305 d.C.[24] Porfirio scrisse un trattato "Sull'astinenza da esseri con un'anima", il testo antico più elaborato che si conosca sull'alimentazione vegetariana.[25]
- Tra i Manichei, vasto movimento religioso fondato tra il 225 e il 277 d.C., vi era un gruppo elitario detto degli Electi (i "prescelti") che erano latteo-vegetariani per motivi etici e avevano una regola che vietava rigorosamente di uccidere. I Manichei comuni, chiamati Auditores (Uditori) obbedivano anche a regole meno rigorose di nonviolenza.[26]
[modifica] Le ragioni del vegetarismo
Si può seguire una dieta vegetariana per ragioni etiche, ambientali, salutistiche, politiche o religiose. Solitamente, chi è vegetariano lo è per una combinazione di queste ragioni. In particolare, il veganesimo abbraccia una filosofia antispecista e non violenta (esemplificata ad esempio nella posizione di filosofi come Helmut Friedrich Kaplan) della quale la dieta vegana rappresenta solo un aspetto, e che ha importanti riflessi in campo sociale, politico ed economico.
[modifica] Etica
| Per approfondire, vedi le voci Diritti animali, Animalismo e Antispecismo. |
Riguardo alle ragioni di natura prettamente etica e morale, il termine vegetarismo si configura come una sineddoche per varie forme di abitudine alimentare motivate da scelte etico-filosofiche spesso ispirate alla nonviolenza, al pacifismo e all'animalismo o al rispetto dei diritti degli animali. Si parla in questo caso di vegetarismo etico.
La prima delle ragioni specifiche del vegetarismo etico è la coerenza tra il sentirsi individui nonviolenti e la rinuncia a un cibo per la produzione del quale si è ricorsi a violenza. Il vegetariano animalista è prevedibilmente contrario all'idea di nutrirsi a spese di animali la cui incolumità non andrebbe violata.
Le ragioni etiche del vegetarismo scaturiscono dalla tesi secondo la quale gli animali sono, similmente all'uomo, esseri senzienti, capaci cioè di provare emozioni quali gioia o dolore; secondo i vegetariani, ciò implica che agli animali dovrebbero essere riconosciuti i medesimi diritti alla vita, alla libertà e a non essere torturati che la società riconosce agli esseri umani. Viene talvolta criticata l'illogicità e la presunzione di una visione della vita ritenuta antropocentrica e di conseguenza si considera immorale uccidere gli animali o sfruttarli per ricavarne cibo, come negli allevamenti e nei macelli perché si ritiene inaccettabile la sofferenza e la morte inflitte agli stessi.
Per ragioni etiche si rifiutano, secondo le convinzioni, alcuni o tutti i prodotti derivati dallo sfruttamento degli animali quali:
- Alimenti: carne, pesce, crostacei, frutti di mare, pollame, uova, strutto (a volte anche usato nella preparazione del pane), latte e i suoi derivati, miele e qualsiasi altro alimento di origine animale o che utilizzi sostanze di origine animale nella sua fabbricazione o composizione.
- Cosmetici: cosmetici, creme, sapone, dentifrici, profumi o qualsiasi altro prodotto che sia stato testato su animali o che contenga sostanze di origine animale.
- Medicinali: medicinali, vaccini e qualsiasi altro prodotto medicamentoso che sia stato testato su animali o che contenga sostanze animali.
- Mangimi per animali domestici: mangimi a base di carne e pesce o di altre sostanze derivanti dallo sfruttamento e dall'uccisione di animali. Sono reperibili, nei negozi specializzati e tramite la vendita on-line, mangimi completi per animali domestici a base esclusivamente vegetale.
- Altri prodotti: alcuni tipi di strumenti musicali (ad esempio djembe fatti con pelli di capra), pellicole fotografiche (contenenti gelatina) ed in genere tutti quei prodotti per i quali siano state utilizzate parti di animali.
Vengono boicottate inoltre alcune attività come caccia, pesca, circhi che utilizzano animali, rodei, giardini zoologici, acquari, corse e lotte che utilizzano animali (come la corrida) e qualsiasi altra attività che contribuisca allo sfruttamento degli animali.
[modifica] Ambiente
Le attuali relazioni tra energia, cibo e salute sono molto complesse, e richiedono politiche di cambiamento radicali e di alto livello. A fianco del problema della sottonutrizione, sempre più diffuso, vi è il problema della sovranutrizione, che insieme al sedentarismo è causa di obesità ed associata a conseguenze negative sulla salute.
La comunità scientifica allerta sempre di più l'opinione pubblica sul fatto che l'attività agricola, specialmente l'allevamento, è responsabile di circa un quinto delle emissioni totali di gas-serra, contribuendo quindi ai cambiamenti climatici ed ai conseguenti effetti avversi sulla salute, compresa la minaccia per le produzioni alimentari in diversi Paesi. In particolare, è necessario porre l'attenzione sulla rapida crescita del consumo di carne, sia per il suo impatto sui cambiamenti climatici, sia perché influisce direttamente nell'insorgere di alcune malattie.
Le emissioni di gas serra dal settore agricolo contribuiscono per circa il 22% del totale delle emissioni, vale a dire quanto l'industria e più dei trasporti. Di questa quota, l'80% è dovuto all'allevamento e al trasporto degli animali da macello, vale a dire che il solo consumo di carne è responsabile di oltre 1/6 dell'effetto serra. Ciò in quanto il metano e il perossido di azoto, associati alle produzioni animali, contribuiscono al riscaldamento molto più di quanto non faccia l'anidride carbonica[27][28].
Su questo stesso argomento, la rivista di divulgazione scientifica New Scientist riposta uno studio condotto in Giappone, il quale evidenzia come un kg di manzo è responsabile di maggiori emissioni di gas serra di quante ne produca il guidare per 3 ore lasciando contemporaneamente tutte le luci accese in casa[29][30]. Lo stesso studio, come altri, evidenzia come l'allevamento del bestiame, oltre ad essere uno dei maggiori contributori alle emissioni antropogenetiche di gas serra, è il principale responsabile della nitrificazione e acidificazione dei suoli attraverso la dispersione di grandi quantità di ammoniaca, per cui si rende necessario considerare fonti alternative di proteine rispetto a quelle animali[31].
Secondo Rajendra Pachauri, Premio Nobel per la pace 2007 e due volte direttore dell'Intergovernmental Panel on Climate Change, le persone dovrebbero trascorrere almeno un giorno alla settimana senza carne – se volessero davvero contribuire con un efficace sacrificio personale a combattere i cambiamenti climatici – e successivamente ridurre ulteriormente il consumo di carne[32][33].
[modifica] Salute
| Per approfondire, vedi le voci Diete vegetariane e Carne#Problemi di salute associati al consumo di carne. |
Negli ultimi decenni viene posta sempre maggiore attenzione al ruolo dell'alimentazione nella salute umana. In particolare, il fatto che la comunità scientifica abbia in modo crescente associato il consumo di carne rossa a cancro, problemi cardiocircolatori ed alcune malattie metaboliche, come il diabete[34][35][36][37], ha senz'altro favorito un avvicinamento al vegetarismo per motivi salutistici. Dal punto di vista della nutrizione, le diete vegetariane propriamente pianificate, incluse le diete vegane, sono salutari, nutrizionalmente adeguate e possono apportare benefici alla salute nella prevenzione e nel trattamento di diverse malattie. Diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per gli individui in qualsiasi stadio della loro vita, compresa la gravidanza, allattamento, pubertà e adolescenza, nonché per gli atleti[38] [39].
Studi sulle diete vegetariane e sui loro effetti sulla morbilità e la mortalità evidenziano tassi di mortalità simili o inferiori per i vegetariani rispetto ai non-vegetariani[40][41]. I vegetariani vedono ridursi fortemente i rischi di obesità, stitichezza atonica, cancro del polmone e alcolismo. Ugualmente ridotto è il rischio di ipertensione, coronaropatia, diabete di tipo 2 e calcoli biliari[40]. Come altre diete prive di carni rosse, quelle vegetariane riducono il rischio di cancro al colon[35][36], mentre sono ancora scarse le evidenze relative alla riduzione del rischio di cancro al seno, diverticoli, calcoli renali, osteoporosi, erosione dentale e carie dentali[40]. Nelle diete vegetariane, ed in particolare in quelle che escludono completamente qualsiasi tipo di alimento di origine animale, è fondamentale una buona pianificazione della dieta: le diete vegan comportano un incremento del rischio di deficienze nutrizionali, in particolare Vitamina B12 e ferro [40]. Le linee guida dell'OMS sulla nutrizione di bambini e adolescenti per l'Europa evidenziano come le nelle diete vegane le proteine debbano provenire da un adeguato mix di vegetali, come ad esempio legumi e grano o riso. Le diete vegane vengono scoraggiate, in quanto potrebbero avere seri eventi avversi nello sviluppo [37]. Ulteriori studi evidenziano che tali problematiche, se presenti in diete vegane mal pianificate, si riducono di molto quando si parla di diete latto- e/o ovo-vegetariane[42]. La necessità di una buona pianificazione della dieta vegana è particolarmente manifesta per quanto concerne l'allattamento e l'infanzia: alcuni studi hanno evidenziato come infanti allattati da madri vegetariane e vegane hanno mostrato patologie importanti come anemia megaloblastica, danni neurologici, ipotonia muscolare, arresto o ritardo nello sviluppo proprio a causa d'una grave carenza di vitamina B12.[43] [44] [45] [46] [47] [48]
[modifica] Religione
| Per approfondire, vedi la voce Vegetarismo e religione. |
Il vegetarismo può anche derivare da una scelta filosofico-religiosa, come per chi ha abbracciato una religione in cui si prescrive il divieto del consumo di carne e di prodotti animali o per chi segue particolari percorsi spirituali o di ricerca interiore. Alcune religioni suggeriscono, o implicano, la rinuncia parziale o totale alla carne, motivandola o con questioni di salute (spirituale, mentale e/o corporea) o attraverso una generale etica del rispetto verso le varie forme di vita. Seguendo altre filosofie o religioni meno comuni, alla base del vegetarismo può esserci una filosofia biocentrica, che ricerca l'armonia ed il rispetto di tutte le altre forme di vita.
L'attribuzione dell'etichetta di vegetariano è in alcuni di questi casi più metaforica che fattuale.
[modifica] Vegetariani famosi
Il vegetarismo è sempre stato presente in molte culture e popolazioni, dal mondo greco antico – dove si sostiene che Pitagora e altri filosofi siano stati vegetariani – a quello orientale, in particolare indiano: tuttavia, nel mondo occidentale non è mai stato un elemento caratterizzante di alcuna società storica, bensì una scelta adottata da gruppi di individui convinti del valore del vegetarismo.
Tra i più noti divulgatori della storia del vegetarismo vi è il cuoco statunitense Rynn Berry, che ha pubblicato in italiano Da Buddha ai Beatles. La vita e le ricette inedite dei grandi vegetariani della storia (trad. Annamaria Pietrobono, Gruppo Futura – Jackson Libri, 1996), in cui dedica una ventina di capitoli a coloro che lui reputa i più importanti vegetariani della storia.
Alla storia dei vegetariani celebri è dedicato anche il saggio La cena di Pitagora. Storia del vegetarismo dall'antica Grecia a Internet di Erica Joy Mannucci (docente di Storia moderna all'Università degli Studi di Milano-Bicocca).
Vi è da notare che tra i "vegetariani famosi" viene talvolta menzionato anche Hitler, solitamente per denigrare l'etica vegetariana. Tuttavia è una critica infondata: nel suo caso non si trattò di una scelta morale bensì di una prescrizione medica volta a risolvere i suoi problemi di stomaco[49]. Inoltre tale dieta veniva da lui spesso disattesa, come riferito da Dione Lucas, cuoca ad Amburgo a ridosso degli anni '40[50].
[modifica] Diffusione del vegetarismo
Secondo statistiche stilate negli Stati Uniti, alla domanda "Sei vegetariano?" si è passati dall'1,2% di "sì" del 1977, al 6% del 2003 (con punte del 10% negli stati più progressisti della costa occidentale, e consistenti aumenti percentuali se si accettano coloro che includono il pesce nella loro dieta). Approssimativamente, i vegetariani sono dunque aumentati del 500% in poco più di 25 anni, con un trend piuttosto costante. Le persone che seguono un'alimentazione vegetariana sono oggi 7,0 milioni in Italia[51].
[modifica] Italia
Le statistiche riguardo al numero di vegetariani in Italia, su 58 milioni di persone, esprimono questi risultati:
- 2000: 2,5%, circa 1,5 milioni
- 2001: 4,8%, circa 2,8 milioni[52]
- 2002: 5,0%, circa 2,9 milioni
- 2004: 7,9%, circa 4,6 milioni[53]
- 2004: 9,5%, circa 5,5 milioni
- 2004: 10,6%, circa 6,1 milioni[54]
- 2006: 10,4%, circa 6,0 milioni[55]
- 2008: 5,0%, circa 2,9 milioni[56]
- 2010: 12.0%, circa 7,0 milioni[51]
E riguardo al numero di vegani (già inclusi nei vegetariani[11]):
La stima del reale numero di vegetariani e di vegani può risultare difficoltosa a causa di diversi fattori:
- Non perfetta conoscenza da parte della popolazione degli esatti termini per cui una dieta è identificabile come vegetariana o vegana (ad esempio includere il pesce)
- Non perfetta aderanza ai vincoli della dieta (ad esempio concedersi raramente un alimento esplicitamente escluso dalla dieta)
- Non perfetta conoscenza degli ingredienti (ad esempio l'utilizzo dello strutto per alcuni prodotti da forno) o dei processi di produzione (ad esempio l'impiego del caglio di origine animale per alcuni formaggi)
Statisticamente, comunque, una recente indagine firmata Ac Nielsen, con elaborazione dati di Eurispes, dichiara l'Italia primo paese europeo per numero di vegetariani[57].
[modifica] Manifestazioni
Il 1º ottobre si festeggia la giornata mondiale del vegetarismo.
Una delle manifestazioni dell'orgoglio vegetariano è Veggie Pride, che si celebra annualmente a Parigi (nel 2008 si svolse anche a Roma, e dal 2009 ad oggi si svolge a Milano nel mese di giugno).
[modifica] Note
- ^ Che cos'è un vegetariano?, il Vegetarian Society, 11 dicembre 2010.
- ^ . Serious Eats, 18 dicembre 2007
- ^ Online Etymology Dictionary: vegetarian, derivante da vegetable.
- ^ http://www.etimo.it/?term=vegetare
- ^ http://www.etymonline.com/index.php?search=vegan&searchmode=none
- ^ Commission of the European Communities: Reports of the Scientific COmmittee for Food (Thirty-first series) Office for Official Publications of the European Communities, Luxembourg, 1993, pp. 1-248
- ^ a b Ibrahim Elmadfa Diet diversification and health promotion, ed Karger Publishers, 2005, ISBN 3-8055-7872-5, 9783805578721
- ^ a b Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana. I vari tipi di vegetarismo (o vegetarianesimo). Scienzavegetariana.it. URL consultato il 15 febbraio 2010.
- ^ (EN)Vegan Society (UK). Vegan Basics: What is a Vegan?. Vegansociety.com. URL consultato il 29 settembre 2009.
- ^ (EN)American Vegan Society. What is Vegan?. Americanvegan.org. URL consultato il 29 settembre 2009.
- ^ a b c (EN)Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets. Journal of the American Dietetic Association, July 2009; Volume 109: Pages 1266-1282. Traduzione a cura di Luciana Baroni.
- ^ (Trad da en.) Haussleiter p. 54-64.
- ^ è scritto: "E Dio disse: Ecco, io vi do ogni erba che producono seme che è sulla faccia di tutta la terra, ed ogni albero che ha semi-producendo frutta per te deve essere per il cibo."
- ^ (en) Spencer, Colin: The Heretic’s Feast. A History of Vegetarianism, London 1993, p. 69-84.
- ^ (en) Spencer p. 33-68.
- ^ (en) Religious Vegetarianism From Hesiod to the Dalai Lama, ed. Kerry S. Walters and Lisa Portmess, Albany 2001, p. 13-46.
- ^ (en) Spencer p. 38-55, 61-63; Haussleiter p. 79-157.
- ^ Spencer p. 33, 64-68, Haussleiter p. 124-127.
- ^ Tutt'oggi in tutti i monasteri, templi e aree sacre è fatto divieto di uccidere esseri senzienti o di conservare armi. La regola alimentare monastica è generalmente vegetariana. Ciononostante il vegetarismo non è propugnato come dottrina.
- ^ (trad en) Haussleiter p. 157-163; Sorabji, Richard: Animal Minds and Human Morals, London 1993, p. 174-175; Spencer p. 63-64.
- ^ Haussleiter p. 198-201, 205; Sorabji p. 178, 209.
- ^ Haussleiter p. 237-244; Sorabji p. 175-178.
- ^ Haussleiter p. 26-33.
- ^ Haussleiter p. 212-228, 299-312, 315-337; Sorabji p. 178-179, 180-188.
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- ^ Cfr. Leonard L. e Renate Heston, The Medical Casebook of Adolf Hitler, 1979, ISBN 0718304365.
- ^ Cfr. Top 10 TV Chefs - Dione Lucas. TIME. URL consultato il 4 giugno 2011.
- ^ a b c L'Italia che non mangia la carne, siamo i più vegetariani d'Europa da la Repubblica
- ^ Tiscali
- ^ FADOI. maggio 2004
- ^ La Repubblica, 2004
- ^ Il boom dei vegetariani in Italia sono sei milioni. La Repubblica. URL consultato il 27 ottobre 2009.
- ^ Ettore Livini. «Diventate vegetariani e salverete la Terra», Repubblica, 25 6 2008.
- ^ L'Italia che non mangia la carne, siamo i più vegetariani d'Europa, da la Repubblica
[modifica] Bibliografia
- Peter Singer, Liberazione animale, Il Saggiatore. ISBN 978-885650180-3
- Jeremy Rifkin, Ecocidio: ascesa e caduta della cultura della carne, traduzione di Paolo Canton, Mondadori, 2001. ISBN 8804495219
- Piero Bevilacqua, La mucca è savia. Ragioni storiche della crisi alimentare europea, Donzelli, 2002. ISBN 88-7989-705-5
- Tom Regan, Gabbie vuote. La sfida dei diritti animali, traduzione di Massimo Filippi e Alessandra Galbiati, Edizioni Sonda, 2005. ISBN 88-7106-425-9
- Erica Joy Mannucci, La cena di Pitagora. Storia del vegetarianismo dall'antica Grecia a Internet, Carocci editore, 2008. ISBN 978-88-430-4574-7
- Jonathan Safran Foer, Se niente importa: perche mangiamo gli animali?, traduzione di Irene Abigail Piccinini, Guanda, 2010. ISBN 978 8860881137
[modifica] Voci correlate
- Animalismo
- Antispecismo
- Diritti degli animali
- Veganismo
- Cucina vegana
- Diete vegetariane
- Diete semivegetariane
- Vegetarianismo e religione
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
- Vegetarianismo su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Vegetarianismo")
- International Vegetarian Union
- Associazione Vegetariana Italiana
- Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana
[modifica] Religioni
- Society of Ethical and Religious Vegetarians
- Taoismo: History of Vegetarianism - China & Vegetarianism
- Induismo: Vegetarianism - Why Hindus Don't Eat Meat
- Giainismo: Fundamentals Of Jainism
- Buddismo: VeggieDharma.Org | On Vegetarianism As Buddhist Way of Life
- Ebraismo: Judaism and Vegetarianism
- Cristianesimo: Christian Vegetarian Association
- Islamismo: Islamic Concern: Animals in Islam