Numenio di Apamea

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Numenio di Apamea (in greco: Νουμήνιος; in latino: Numenius; Apamea, II secoloApamea, II secolo) è stato un filosofo siriano, o più esattamente siro, di lingua greca e vissuto in età romana. Fu un esponente di spicco del neopitagorismo ma, al tempo stesso, profondamente influenzato da Platone, tanto da venir considerato anche uno fra i massimi rappresentanti della scuola medioplatonica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Letteratura greca alto imperiale.

Le notizie che possediamo sulla sua vita sono scarse e frammentarie. Sappiamo con certezza che nacque ad Apamea, ma possiamo solo formulare delle ipotesi sull'epoca in cui si svolse la propria esistenza (forse attorno alla seconda metà del II secolo). Trascorse con ogni probabilità un lungo periodo in Alessandria, a giudicare dalla grande dimestichezza che aveva con il pensiero di Filone e con quello di altri filosofi egizi suoi contemporanei. La perfetta conoscenza che Numenio possedeva delle religioni orientali e soprattutto dell'ebraismo, ha indotto molti studiosi a ritenere che il filosofo fosse di religione ebraica o comunque fortemente influenzato da essa.

Pensiero[modifica | modifica wikitesto]

A testimonianza del suo pensiero, non ci sono pervente che parti incomplete di alcuni suoi scritti. La filosofia di Numenio ci è stata in massima parte tramandata da Eusebio di Cesarea e da Proclo. Con ogni probabilità egli riteneva che la filosofia greca avesse un'origine orientale. In un'occasione aveva paragonato lo stesso Platone alla figura biblica di Mosè.

Dio si articola, secondo Numenio, in tre entità soprannaturali (o "intelletti") perfettamente differenziate fra di loro. Dalla prima ha origine lo spirito informatore dell'universo. La seconda, originatasi dalla prima, è paragonabile al demiurgo platonico ed è il motore dell'universo (e pertanto del "divenire"). La terza, prodotta dalla seconda entità, si identifica con il mondo inteso come materia. La prima entità rappresenta il bene assoluto e può essere colta, sebbene solo in forma incompleta, mediante il pensiero. L'uomo possiede due anime, di cui solo la prima è razionale: allorché questa prende possesso di un corpo subisce una forma di contaminazione, dal momento che la realtà materiale è di per sé negativa.

Da quanto accennato risulta evidente, nel pensiero di Numenio, l'influenza delle dottrine medioplatoniche unitamente a quelle neopitagoriche. A propria volta Numenio esercitò una profonda influenza sul neoplatonico Plotino, il quale venne persino accusato di plagiare alcune opere del filosofo di Apamea[1].

Con Numenio il pensiero di matrice ellenistica subisce una profonda influenza da parte delle credenze orientali o orientaleggianti (fra cui anche alcune forme di gnosticismo rilevate da Eduard Norden[2]) che si svilupperà ulteriormente nei secoli successivi, a seguito della cristianizzazione dell'oriente greco-romano.

Opere (selezione)[modifica | modifica wikitesto]

  • Del dissenso degli accademici da Platone
  • Delle dottrine segrete in Platone
  • Dell'incorruttibilità dell'anima
  • Del luogo
  • Del bene
  • Dei numeri

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A difendere Plotino da tale accusa intervenne un suo discepolo, Amelio. Cfr. il sito di Google libri
  2. ^ Cfr. a tale proposito: Eduard Norden, Dio ignoto, Brescia, Morcelliana, 2002 ISBN 88-372-1880-X (traduzione del saggio di Eduard Norden, Agnostos Theos, Lipsia, B. G. Teubner Ed., 1913)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Abbagnano, Storia della filosofia, vol. I (pag. 389-398), Ed. speciale realizzata per il Gruppo Editoriale L'Espresso, Roma, da Iniziative Speciali De Agostini, Novara, 2005
  • E. A. Leemans, Studie Over den Wijsgeer Numenius van Apamea met uitgave der fragmenten, Bruxelles, Academie Royale de Belgique, 1937
  • Giuseppe Martano, Numenio d'Apamea un precursore del neo-platonismo, Roma, Ed. Perrella, 1941; Napoli, Casa editrice Armanni, 1960 (II edizione)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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