Apamea
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Apamea (Greco: Απάμεια; arabo أفاميا o آفاميا, Afamia; ebraico: אפמיא, Apamia) è un'antica città greca e poi romana, sorta lungo il corso del fiume Oronte. Attualmente si trova in Siria.
[modifica] Storia
Sulla cima di una collina, dominante la valle del fiume Oronte e già abitata in epoca preistorica, Seleuco I Nicatore fece costruire verso il 300 a.C. l'acropoli della nuova città, a cui diede il nome della moglie persiana. La struttura originaria era ortogonale, come tutte le nuove città ellenistiche; struttura che venne mantenuta in seguito sia dai Romani che dai Bizantini. Apamea divenne in brevissimo tempo uno dei maggiori centri del regno seleucide, sede anche della cavalleria reale.
Mantenne integra la sua importanza anche durante il periodo romano, sia come base militare che commerciale; all'apogeo del proprio sviluppo poteva contare fino 500.000 abitanti. Distrutta da un terremoto nel 115, la ricostruzione fu iniziata da Traiano; sorsero in quel periodo il teatro, le terme e vari templi. Vi fiorirono le arti, la scienza e l'economia. All'inizio del IV secolo Giamblico vi diresse la scuola neoplatonica.
Divenne capoluogo della provincia Syria Secunda e dovette subire vari assalti da parte dei persiani. Nel 636 fu conquistata praticamente senza colpo ferire agli arabi del califfo Khalid Ibn al-Waid. Durante le crociate la città fu conquistata (1106) da Tancredi ed unita al principato di Antiochia; venne poi riconquistata da Norandino nel 1149.
Due altri terremoti la rasero al suolo nel 1157 e nel 1170, riducendo completamente l'importanza della città.
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