Isca Dumnoniorum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 50°43′19.2″N 3°32′02.4″W / 50.722°N 3.534°W50.722; -3.534

Isca Dumnoniorum
Periodo di attività fortezza legionaria dal 50 al 66 d.C.
Località moderna Exeter
Unità presenti II Legione Augusta
Dimensioni castrum 17 ha circa
Provincia romana Britannia
Battaglie nei pressi sconosciuto

Isca Dumnoniorum era una città romana della Britannia sudoccidentale, precedentemente capitale dei Dumnoni; oggi si chiama Exeter, nella contea del Devon.

Fortezza[modifica | modifica sorgente]

Isca Dumnoniorum venne fondata attorno al 50 d.C. su di un'altura che sovrastava il fiume Isca, e fu il campo della II Legione fino al 66 d.C. Le famiglie dei legionari, poiché essi non potevano sposarsi mentre erano al servizio militare, si stabilirono attorno alla fortezza, specialmente a nord-est. Gli edifici del campo militare, a parte le mura ed i vasti bagni, erano in legno, ed un acquedotto portava l'acqua da una vicina sorgente.

Città[modifica | modifica sorgente]

Nell' 80 il forte perse le caratteristiche militari e divenne una città. I bagni, troppo grandi rispetto al numero degli abitanti, vennero ampiamente demoliti e sostituiti da un foro e da una basilica, mentre nuovi bagni vennero edificati a sud-est. Alla fine del II secolo la muraglia venne abbattuta e sostituita da una più ampia di quasi tre volte; all'interno della città vi erano officine per la lavorazione di rame e bronzo ed un grande mercato con un magazzino e fabbriche di vasellame.

Declino[modifica | modifica sorgente]

Il foro e la basilica vennero demoliti a metà del V secolo, quando venne creato il cimitero cristiano in corrispondenza delle loro sedi. Sotto gli attacchi dei Sassoni nel V secolo, la città entrò in una ulteriore crisi, superata solo negli anni successivi.

Resti[modifica | modifica sorgente]

Gran parte della muraglia romana sopravvive ancora oggi sotto le fondamenta del muro di cinta medievale. I ritrovamenti, in particolare quelli provenienti dagli scavi dei bagni del 1971-76, sono esposti al Royal Albert Memorial Museum, a Exeter.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]