Bosra

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Bosra
città
in arabo: بصرى
La cittadella
La cittadella
Localizzazione
Stato Siria Siria
Governatorato Dar'a
Distretto Dar'a
Territorio
Coordinate 32°31′00.12″N 36°29′07.8″E / 32.5167°N 36.4855°E32.5167; 36.4855 (Bosra)Coordinate: 32°31′00.12″N 36°29′07.8″E / 32.5167°N 36.4855°E32.5167; 36.4855 (Bosra)
Abitanti 30 389[1] (2012)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Siria
Bosra
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Città antica di Bosra
(EN) Ancient City of Bosra
Bosra chiesa a tre navateHPIM3318.JPG
Tipo storico
Criterio C(i) (iii) (vi)
Pericolo nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1980
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Bosra (nomi alternativi: Bostra, Busrana, Bozrah, Bozra, Busra Eski Sham, Busra al-Shām, Nova Trojana Bostra) è un'antica città nel sud della Siria, per un certo periodo capitale del regno nabateo e capitale della Provincia Arabica sotto i romani, l'Arabia Petraea.
Bosra (in aramaico cittadella) o Busr-as-Sam (la cittadella di Sam[2]) è una cittadina dal prestigioso passato, caratteristica per le sue costruzioni in pietra nera di basalto.

Situata a circa 140 km a sud di Damasco, nei pressi della frontiera giordana, fu nel passato un importante punto strategico all'incrocio delle vie carovaniere tra Mar Mediterraneo e Golfo persico e tra l'Anatolia ed il Mar Rosso.

Attualmente è un importante sito archeologico con un ben conservato teatro romano e, dal 1980, fa parte dei patrimoni mondiali dell'umanità della nazione mediorientale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Un insediamento è accertato fin dall'Età del bronzo e il centro di Busrana compare, nel XIV secolo a.C., nell'elenco delle città del faraone Thutmosi III, negli archivi reali di Tell al-Amarna.

Dopo la conquista della regione da parte di Alessandro Magno, Bosra fece parte del regno della Dinastia seleucide. Nel 163 a.C., la città venne conquistata da Giuda Maccabeo.

Nel I secolo a.C., entrò nella sfera di influenza del regno nabateo e, tra il 70 e il 106 d.C. divenne capitale dei Nabatei sotto il re Rabbel II.
Dopo la sconfitta dei Nabatei da parte di Cornelio Palma, un generale dell'imperatore Traiano, nel 106, divenne capitale della Provincia Arabica, col nome di Nova Traiana Bostra e divenne sede stanziale della Legio VI Ferrata e poi, dal 123, della Legio III Cyrenaica. In quel periodo la città assunse importanza strategica e aumentò la sua importanza dal punto di vista economico.
Nel 129, la città venne visitata dall'imperatore Adriano.
Nel periodo di suo massimo splendore, nel III secolo, la città cambiò nome altre due volte diventando dapprima, Colonia Bostra, dopo che Alessandro Severo le diede il titolo di colonia romana, e poi, Colonia Metropolis, dopo che Filippo l'Arabo la dichiarò metropoli.
Nel 260, la cerchia di mura fu rinforzata per contenere gli eventuali assalti dei re sasanidi, ma, nel 269, la città venne conquistata dall'esercito di Palmira della regina Zenobia, che distrusse il tempio di Giove Ammone, nume tutelare della Legio III Cyrenaica.

Bosra conobbe ancora un periodo di prosperità, nel VI secolo, sotto il regno di Giustiniano, e si arricchì di nuovi palazzi e nuove chiese, anche perché la popolazione era ormai cristianizzata.

Già nel II secolo divenne sede episcopale; e tale resterà fino al 634 quando verrà conquistata da Khalid ibn al-Walid e da questa data rimase sotto il dominio arabo, rimanendo un centro commerciale di grande importanza, come tappa privilegiata per la carovane di pellegrini che si recavano a La Mecca e a Medina.
All'inizio del XIII secolo, dopo che i Crociati, durante la seconda crociata, avevano cercato inutilmente di conquistare Damasco, gli Ayyubidi trasformarono il teatro romano di Bosra in una fortezza, del sistema difensivo di Damasco.

Il declino iniziò con la prima ondata di invasioni mongole del XIII secolo, poi continuò nei secoli successivi e Bosra perse gradatamente importanza, tanto che poi, in era ottomana, non trovandosi più al centro di vie commerciali e di pellegrinaggio, si ridusse ad avere pochissimi abitanti (nel 1855, a Bosra risiedevano non più di 14 famiglie).

Nel secolo scorso la situazione di Bosra è migliorata per la costruzione della ferrovia dello Hejaz[3] e grazie al turismo che si è sviluppato per l'interesse dei suoi monumenti.

Il sito archeologico[modifica | modifica sorgente]

La cittadella e il teatro romano[modifica | modifica sorgente]

Il teatro romano
Spalti della cittadella

Il teatro romano, che era stato inglobato nella cittadella costruita dagli Ayyubidi, all'inizio del XIII secolo, ed è stato restaurato, tra il 1947 ed il 1970, si presenta in un buono stato di conservazione.
Il teatro, costruito nella prima metà del II secolo, si trovava fuori della cerchia muraria ed era costruito con pietre levigate di basalto nero.
La cavea, di 102 metri di diametro, in 3 sezioni orizzontali che potevano accogliere 6.000 spettatori seduti su 37 file, oltre a 2-3.000, in piedi, si appoggia su ambulacri semicircolari voltati.
L'orchestra è semicircolare con un diametro di 21 metri.
La scena e il frontescena sono ben conservati, il frontescena per tutta l'altezza, mancano però i marmi policromi che lo rivestivano, ed inoltre delle colonne corinzie che lo decoravano è rimasto solo il primo ordine.

L'ippodromo[modifica | modifica sorgente]

Vasca del pellegrino

A circa 200 metri a sud della cittadella si trovano le rovine di un ippodromo del II o III secolo, con un superficie di 440 per 134 metri, che aveva la possibilità di poter accogliere circa 30.000 spettatori.

Vie colonnate e decumano massimo[modifica | modifica sorgente]

Decumano massimo dove si vedono della abitazioni

Il teatro è collegato al decumano massimo da una via colonnata che accede al decumano attraverso un arco monumentale, degli inizi del III secolo, eretto in onore della Legio III Cyrenaica e dedicato al primo governatore romano, Cornelio Palma, a tre fornici, alto 13 metri.
Il decumano massimo, da est a ovest è lungo 900 metri, termina con l'arco nabateo è largo 13 metri ed era porticato e dava accesso a edifici pubblici, botteghe e negozi. In corrispondenza dell'incrocio col cardo massimo, vi era un tetrapylon, di cui restano visibili i quattro basamenti quadrati.

Terme sud[modifica | modifica sorgente]

La chiesa a tre navate delle terme sud
Una strada ancora abitata

Le terme, del II secolo, costruite vicino a quelle nabatee del I secolo, furono modificate nel secolo successivo e, nel IV e V secolo trasformate e ampliate sino a raggiungere i 2000 metri quadrati di superficie. Nel periodo bizantino furono ridotte di dimensioni per fare spazio ad una chiesa. Il frigidarium è costituito da una sala ottagonale sormontata da una cupola, oggi parzialmente crollata.

Terme centrali[modifica | modifica sorgente]

Costruite nella metà del II secolo, a nord del decumano massimo, si sviluppavano su una superficie di circa 7.000 metri quadrati. Furono modificate nel III secolo, mentre nella prima metà del V secolo furono ridotte di dimensione per ricavare delle latrine, le più grandi latrine scoperte nel Vicino Oriente, da circa 110-130 posti.

La basilica di Bahira[modifica | modifica sorgente]

L'abside della basilica di Bahira
Ingresso della basilica di Bahira

Costruzione di pianta rettangolare, con abside circolare del IV secolo. La costruzione è associata alla figura del monaco-eremita cristiano, Bahira (dall'arabo bechira, eletto), che secondo la tradizione islamica avrebbe riconosciuto nel giovane Maometto, un futuro profeta.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bahira.

La cattedrale[modifica | modifica sorgente]

Una strada ancora abitata

Costruita con materiali di spoglio, blocchi ben levigati, presenta un corpo centrale quadro che con pilastri a elle sorreggeva una cupola di un diametro di 24 metri, confrontabile con quella di Santa Sofia a Costantinopoli.

La nuova cattedrale[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione dell'arco nabateo

A sud della precedente, fu edificata nel IV secolo sui resti di un tempio nabateo del I secolo, dedicato a Dushares (Giove). La chiesa aveva un corpo centrale quadrato di 45 metri di lato, in cui era inscritto un ambiente di pianta circolare. La basilica aveva una copertura lignea. In un secondo tempo alla basilica venne aggiunto una seconda chiesa a tre navate.

Arco Nabateo[modifica | modifica sorgente]

La struttura dell'arco a tre fornici è tipicamente romana ed è datata I secolo, mentre le decorazioni dell'arco sono di ispirazione nabatea: i capitelli che ricordano quelli corinzi, il fornice centrale di grandi dimensioni, le nicchie semicircolari sormontate da archi e le merlature alla sommità della struttura che richiamano quelle del tempio di Bel o Baal a Palmira.

Palazzo di Traiano[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione del palazzo di Traiano

Edificio a pianta rettangolare di 35 per 50 metri, a due piani, attorno ad un cortile centrale porticato. La struttura viene collegata alla presenza romana nella città, tra il II ed il VI secolo.

Monumenti islamici[modifica | modifica sorgente]

La moschea di Fatima

Vi sono diverse moschee, quasi tutte al di fuori della zona archeologica, tra cui la moschea del matrimonio, dove si ritiene che da questo luogo passò Maometto, venticinquenne, assieme alla ricca vedova, Khadija, con cui era in affari e che avrebbe in seguito sposato, e la moschea al-Mibrak (la moschea delle ginocchia), sorta sul luogo dove Maometto si fermò a pregare e dove su una lastra di pietra posta davanti al mihrab vi sarebbero le impronte delle ginocchia della cammella del profeta.
L'unica moschea, accanto agli edifici cristiani, è la moschea di Fatima, eretta dai mamelucchi, nel 1306, dedicata alla figlia del profeta; questo fu l'unico edificio musulmano in uso, verso la fine del XIX secolo, al tempo dello spopolamento della città.

Bosra oggi (novembre 2013)[modifica | modifica sorgente]

Il sito archeologico di Bosra, trovatosi al centro di feroci combattimenti, nel corso della guerra civile che attualmente viene combattuta in Siria, è stato quasi interamente distrutto[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ World Gazetteer
  2. ^ Sam o Sem era il biblico figlio di Noè
  3. ^ La ferrovia dello Hejaz unisce Damasco alla penisola arabica e La Mecca.
  4. ^ tratto dall'articolo de La Stampa di Torino, dell' 08/11/2013, a cura della giornalista, Carla Reschia - Siria, in macerie i gioielli dell’Unesco:
    A Bosra rimangono solo poche rovine e il mozzicone di un minareto della Moschea di Omar, nel centro della città, un tempio pagano trasformato in luogo di culto musulmano nel primo periodo islamico, all’inizio dell’ottavo secolo. Usata come ospedale da campo dai ribelli, è stata presa d’assalto, conquistata e riconquistata, fino al suo annientamento. Che le parti avverse si rinfacciano a vicenda.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfonso Anania - Antonella Carri - Lilia Palmieri - Gioia Zenoni, Siria, viaggio nel cuore del medio oriente, 2009, Polaris, p. 219-236

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]