Satala

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Satala
Exercitus romanus 80AD png.png
Il castrum di Satala nell'80 al n.19.
Periodo di attività forte ausiliario dalla dinastia giulio-claudia
fortezza legionaria dal 72/73 al 545
Località moderna Sadak in Turchia
Unità presenti Legio XVI Flavia Firma dal 72/73 al 117
Legio XV Apollinaris dal 117 a Giustiniano I (545).
Dimensioni castrum 425x350 metri circa, pari a 14,87 ha[1]
Provincia romana Cappadocia
Battaglie nei pressi nel 298

Satala era il nome dell'antica fortezza legionaria della provincia romana della Cappadocia, che corrisponde all'odierna città turca di Sadak. Era posizionata di fronte al regno d'Armenia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da Tiberio a Nerone[modifica | modifica wikitesto]

In seguito all'annessione della provincia di Cappadocia, avvenuta sotto l'imperatore Tiberio nel 17 furono posti lungo il fiume Eufrate alcuni forti militari a presidio del settore settentrionale del limes settentrionale orientale. E qui come in altre località potrebbe essere sorto un primo sito di milizie ausiliarie.

Da Vespasiano alla Notitia Dignitatum[modifica | modifica wikitesto]

Una volta terminata la guerra civile e volgendo ormai verso la conclusione la prima guerra giudaica, la legio XII Fulminata e la XVI Flavia Firma furono destinate alla provincia di Cappadocia dal 72/73, la prima con destinazione Melitene, la seconda fu posizionata a Satala, a protezione del confine dell'Eufrate.[2]

La legione XVI Flavia rimase fino alla fine principato di Traiano, quando al termine delle campagne militari contro la Partia, fu rimpiazzata dalla legio XV Apollinaris (dal 117),[3] che rimase a presidio di questo tratto di limes fino alla fine del IV secolo come è testimoniato dalla Notitia Dignitatum (databile al 387 circa).[4]

Dal 395 a Giustiniano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J.Bennett, The Cappadocian frontier: from the Julio-Claudians to Hadrian, p.312.
  2. ^ Julian Bennett, The cappadocian frontier: from the Julio-Claudians to Hadrian, p.301-312.
  3. ^ Julian Bennett, op.cit., pp.305-306.
  4. ^ Not.Dign., Armenia e Ponto, 38; Julian Bennett, op.cit., pp.307-308.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV., Atlante Storico De Agostini, Novara 1979.
  • Julian Bennett, The cappadocian frontier: from the Julio-Claudians to Hadrian, in 18th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di P.Freeman, J.Bennett, Z.T.Fiema e B.Hoffmann, Oxford 2002.
  • D.B.Campbell, Roman legionary fortresses 27 BC - AD 378, Oxford 2006.
  • T. Cornell e J. Matthews, Atlante del Mondo romano, Novara 1984.
  • Y. Le Bohec, L'esercito romano da Augusto a Caracalla, Roma 1992.
  • E. Luttwak, La grande strategia dell'Impero romano, Milano 1991.
  • H. Parker, The roman legions, New York 1958.
  • G. Webster, The roman imperial army, Londra-Oklahoma 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Località geografiche/altro[modifica | modifica wikitesto]