Emona

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Emona
Emona in ljubljana osm.jpg
Mappa di Emona
Periodo di attività fortezza legionaria dal 35 a.C. al 43 d.C. circa
Località moderna Lubiana
Unità presenti legio XIII Gemina dal 35 a.C. al 14 d.C.?[1]
legio XV Apollinaris[2] dal 14 al 43 circa quando divenne Colonia
Dimensioni castrum 540x430 metri, pari a 23,2 ha
Provincia romana Italia[3]
Status località Colonia attorno al 43

Emona (in latino Aemona) fu un importante centro militare dal 35 a.C. fino all'epoca dell'Imperatore Claudio quando divenne colonia con il nome di Colonia Aemona Iulia Claudia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Illyricum e Pannonia (provincia romana).

Fondata dai Romani sopra un preesistente sito celtico dei Taurisci, con il nome di Aemona Iulia, divenne importante fortezza legionaria permanente all'inizio del I secolo (attorno al 14), al termine della Rivolta dalmato-pannonica del 6-9. Il sito era stato però utilizzato anche 50 anni prima dai Romani (forse anche con continuità negli anni successivi), quale fortezza legionaria durante le campagne militari di Ottaviano in Illirico (35-33 a.C.).

Si trovava lungo l'importante via dell'Ambra che collegava Aquileia con il Danubio presso Carnuntum e Vindobona, passando per Poetovio e Savaria. Subì alcune distruzioni sia durante l'invasione germanica di Marcomanni e Quadi nel 170 (al tempo delle guerre marcomanniche), sia al tempo dell'anarchia militare, ad opera di Massimino Trace nel 238.

Nel 388, la città occupata dall'usurpatore Magno Massimo, salutò imperatore Teodosio I subito dopo la vittoriosa battaglia della Sava. E infine fu distrutta nel 452 dagli Unni guidati da Attila,[4] e in seguito dagli Ostrogoti e dai Longobardi.

La fortezza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi fortezza legionaria.

La fortezza era costituita da un perimetro di 540x430 metri, ai cui lati vi erano quattro porte principali e numerose torri ad intervalli regolari di 60 metri l'una dall'altra. Le mura erano alte tra i 6 e gli 8 metri e larghe attorno ai 2,5 metri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ILJug-1, 316b; CIL III, 14354,10 (p 2328,189).
  2. ^ CIL III, 3835 (p 23228,188); CIL III, 3847.
  3. ^ Šašel Kos, M. (2002) "The boundary stone between Aquileia and Emona", ACTA ARCHAEOLOGICA 53, pp. 373–382.
  4. ^ (EN) Colonia Iulia Aemona. URL consultato il 27-07-2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV, a cura di M. Buora e W. Jobst, Roma sul Danubio, Roma 2002.
  • Santo Mazzarino, L'Impero romano, Bari-Roma 1973.
  • A.Mocsy, Pannonia and Upper Moesia, Londra 1974.
  • P. Olivia, Pannonia and the onset of crisis, Praga 1962.
  • M. Pavan, Dall'Adriatico al Danubio, Padova 1991.

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