Legio XII Fulminata

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Legio XII Fulminata
Exercitus romanus 80AD png.png
Posizione delle legioni romane nell'80: la XII Fulminata si trovava a Melitene (punto numero 20).
Descrizione generale
Attiva 58 a.C.-inizio del V secolo
Tipo legione romana
Campi Raphana (Siria)[1]
Melitene (70[1]-V secolo)
Battaglie/guerre
Onori di battaglia Victrix ("vincitrice")
Antiqua ("di consolidata qualità")
Fulminata ("portatrice del fulmine")
Certa Constans ("sempre affidabile")
Galliena ("di Gallieno")
Comandanti
Comandanti degni di nota Giulio Cesare
Marco Antonio
Giulio Cesare Ottaviano
Cesennio Peto
Traiano
Lucio Vero
Marco Aurelio
Settimio Odenato
Simboli
Simbolo fulmine

[senza fonte]

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La Legio XII Fulminata ("portatrice del fulmine") fu una legione romana costituita da Gaio Giulio Cesare nel 58 a.C. e attiva fino all'inizio del V secolo a guardia dell'attraversamento dell'Eufrate a Melitene. L'emblema della legione era il fulmine.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Campagne galliche e guerre civili[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Legio XII (Cesare).

La XII fu costituita assieme alla XI nel 58 a.C. da Gaio Giulio Cesare per la sua campagna contro gli Elvezi e la successiva conquista della Gallia. Terminata la guerra civile tra Cesare e Pompeo, dove combatté a fianco di Cesare, la legione venne sciolta nel 45 a.C.. L'anno successivo venne ricostituita (nel 44 a.C.) da Marco Emilio Lepido e da questi consegnata a Marco Antonio. Dopo Azio, fece parte dell'esercito di Augusto ed inviata a Raphana, in Siria, mentre alcuni veterani ricevettero delle terre a Patrasso, in Grecia. Potrebbe però aver soggiornato per un breve periodo di tempo in Africa proconsolare (a Thugga) proprio all'inizio del principato.[3]

Campagna partica di Corbulone e rivolta giudaica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagne armeno-partiche di Corbulone e prima guerra giudaica.

Nel 58 il re parto Vologese I invase il Regno di Armenia, uno stato cliente dell'Impero romano. L'imperatore Nerone ordinò a Gneo Domizio Corbulone, il legato per la Cappadocia, di gestire l'emergenza e Corbulone sconfisse i Parti restaurando sul trono armeno Tigrane II.

In seguito Vologese mise il proprio fratello Tiridate I sul trono d'Armenia; i Romani tornarono all'offensiva nel 62, e il nuovo legato di Cappadocia, Lucio Cesennio Peto, venne sconfitto al comando delle sue legioni, la XII e la IIII Scythica, nella battaglia di Randeia (inverno 62/63), e dovette arrendersi. La resa pesò gravemente sull'onore delle due legioni, che infatti vennero allontanate da quel teatro di guerra e non parteciparono alla campagna vittoriosa di Corbulone.

L'occasione di riconquistare l'onore perduto venne nel 66, dopo che la rivolta zelota durante la prima guerra giudaica aveva causato la distruzione della guarnigione romana a Gerusalemme: la XII, rinforzata con vessillazioni della IIII Scythica e della VI Ferrata, fu inviata sul luogo per sedare la rivolta, ma, considerata troppo debole dal legato di Siria Gaio Cestio Gallo, fu rimandata indietro. Sulla strada del ritorno cadde nell'imboscata di Eleazar ben Simon a Bethoron: sconfitta, subì il grande disonore di perdere le proprie aquile. Malgrado ciò, la legione si risollevò, combattendo bene nell'ultima parte della guerra e sostenendo con successo la candidatura del proprio comandante Tito Flavio Vespasiano al soglio imperiale. Terminata la guerra, la XII Fuliminata e la XVI Flavia Firma furono destinate a partire dalla fine del 70, la prima a Melitene,[1] la seconda a Satala, dove dovevano proteggere il confine dell'Eufrate.[4]

A difesa della frontiera orientale[modifica | modifica sorgente]

Iscrizione romana (AE 1951, 263) trovata vicino Baku nel Mar Caspio, con preciso riferimento alla XII Fulminata

La presenza della XII nel Caucaso è testimoniata per l'anno 75: l'imperatore Domiziano aveva infatti inviato lì la Fulminata allo scopo di sostenere i regni clienti di Iberia e Albània. In quell'occasione la legione raggiunse il Mar Caspio.[5]

La legione fu in Armenia per la campagna del 114 di Traiano, dove partecipò alla creazione della Provincia romana di Armenia.

Dopo essere stata impiegata per respingere gli Alani — nel 134, sotto il comando del governatore di Cappadocia Arriano e insieme alla XV Apollinaris —, la Fulminata partecipò, con molta probabilità, alla campagna parta di Lucio Vero (162-166): una unità mista della XII e della XV, infatti, controllò per qualche tempo la capitale armena di Artaxata.

Guerre marcomanniche (II secolo)[modifica | modifica sorgente]

L'episodio della "pioggia miracolosa" coinvolse la XII durante le guerre marcomanniche, ed è raffigurata sulla colonna di Marco Aurelio; sulla sinistra si vede la figura della misteriosa divinità pluviale.

L'imperatore Marco Aurelio incluse la XII tra le legioni mobilitate in occasione della sua campagna contro i Quadi, nell'ambito delle guerre marcomanniche. Durante questa campagna avvenne l'episodio della "pioggia miracolosa", riportato da diverse fonti, che salvò una vessillazione della Fulminata dalla sconfitta. Secondo la versione di Cassio Dione,[6] un mago egiziano di nome Harnuphis evocò Mercurio e ottenne la caduta della pioggia; secondo lo scrittore cristiano Tertulliano, invece, il fenomeno miracoloso fu dovuto alle preghiere dei soldati, che erano cristiani. L'episodio è rappresentato anche sulla colonna di Marco Aurelio alla scena numero 16.

Nel 175, mentre la legione era tornata a Melitene, Avidio Cassio si ribellò a Marco Aurelio, perché era giunta voce che l'imperatore fosse morto: la XII rimase leale a Marco Aurelio e venne premiata ricevendo il titolo onorifico Certa Constans, "sempre affidabile".

Alla morte dell'imperatore Pertinace si scatenò una lotta a tre per il trono imperiale: la XII scelse di sostenere Pescennio Nigro contro Settimio Severo, ma Nigro fu sconfitto e, dopo che Severo ebbe completato la propria vittoriosa campagna contro i Parti spostando sul Tigri il confine, la XII fu lasciata in riserva, forse una specie di punizione per aver sostenuto Nigro.

Dal III al V secolo[modifica | modifica sorgente]

Melitene fu uno dei centri in cui il Cristianesimo attecchì prima: un soldato cristiano della XII, Polieucte fu ucciso sotto Valeriano (253-260). Valeriano fu sconfitto e fatto prigioniero dal re dei Sasanidi Sapore I: questo evento causò il collasso dell'impero, che perse l'Impero delle Gallie in occidente e il Regno di Palmira in oriente. Si sa che la XII fu sotto il comando di Settimio Odenato, signore di Palmira, ma ricevette anche gli onori dall'imperatore Gallieno, che concesse alla legione il titolo Galliena.

Si hanno poche testimonianze riguardo alla storia successiva della legione: rimase indubbiamente coinvolta negli eventi che accaddero lungo la frontiera orientale dell'impero, perché all'inizio del V secolo si trovava ancora a Melitene, sotto il comando del dux Armeniae.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, VII, 1.3.
  2. ^ Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, II-VII.
  3. ^ AE 1902, 252.
  4. ^ Julian Bennett, The cappadocian frontier: from the Julio-Claudians to Hadrian, p.301-312.
  5. ^ È stata ritrovata una iscrizione di un militare della Fulminata in Azerbaijan: IMP DOMITIANO CAESARE AVG GERMANICO LVCIVS IVLIVS MAXIMVS LEGIONIS XII FVL, All'imperator Domiziano, Caesar, Augustus Germanico, Lucio Giulio Massimo, Legio XII Fulminata. Si tratta del luogo più lontano in cui si sia recato con certezza un soldato romano
  6. ^ Cassio Dione, Storia romana, lxxii.8-10 The rain miracle
  7. ^ Notitia dignitatum in partibus orientis, xxxiii

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • AA.VV., Cambridge Ancient History, vol. VIII, cap. XX, Gli Antonini – IV La guerra in Germania, trad.it., Milano, 1975, p.774-775.
  • Bennet, Julian, The cappadocian frontier: from the Julio-Claudians to Hadrian, in 18th International Congress of Roman Frontier Studies, a cura di P.Freeman, J.Bennett, Z.T.Fiema e B.Hoffmann, Oxford 2002.
  • Birley, Antony, Marco Aurelio, trad.it., Milano, 1990, p.215.
  • Caprino, in C.Caprino – A.M.Colini – G.Gatti – M.Pallottino – P.Romanelli, La colonna di Marco Aurelio (illustrata a cura di Comune di Roma), Roma 1955.
  • Gonzáles, J.Rodriguez, Historia de las legiones romanas, Madrid, 2003, p.328.
  • Grant, M., The Antonines – The roman empire in transition, Londra, 1994, p.47.
  • Grimal, Pierre, Marco Aurelio, trad.it., Milano, 2004, p.166.
  • J. Guey, "Le date de la pluie miraculeuse et la colonne Aurelienne", Mélanges de l’Ecole Francaise de Rome, LX, Parigi 1948, p.105-127; id., LXI, 1949, 93-118; id. RPH, XXII, 1948, p.16 ss..
  • Lendering, Jona, "Legio XII Fulminata", Livius.org
  • Sordi, Marta, "Le monete di Marco Aurelio con Mercurio" e la «pioggia miracolosa»", Scritti di Storia romana, Milano 2002, pp. 55-70.
  • András Mócsy, Pannonia and Upper Moesia, Londra e Boston, 1974, p.188.
  • Perea Yébenes, Sabino, La legion XII y el prodigio de la lluvia en época del emperador Marco Aurelio, Madrid, 2002.
  • Ramelli, Ilaria, in Prefazione a: Sabino Perea Yébenes, La legion XII y el prodigio de la lluvia en época del emperador Marco Aurelio, Madrid, 2002, p.11-12.
  • Rubin, H.Z., Wheather Miracles under Marcus Aurelius, Atheaneum, 57, 1979, p.365-366.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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