Thugga

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Coordinate: 36°25′24″N 9°13′13″E / 36.423333°N 9.220278°E36.423333; 9.220278

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Rovine romane di Thugga (Dougga)
(EN) Dougga / Thugga
Dougga theatre.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iii)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Thugga (nome moderno Dougga) è una città nordafricana che conserva numerosi resti di monumenti punici, numidi e romani, che ne fanno uno dei più importanti siti archeologici della Tunisia. Per l'eccezionale stato di conservazione di alcuni suoi monumenti, che rivelano la tipica struttura delle cittadine romane del Nordafrica, il sito è annoverato nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità dell'UNESCO.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Numidia, Africa (provincia romana) e limes africano.

Anche se l'etimologia del toponimo è controversa, sembra certo che esso sia di origine berbera. Ciononostante, l'impianto della città (posto inizialmente su una collina, il cui lato nord era delimitato da un ripido pendio[1]) si deve a Cartagine (V secolo a.C.) che la mantenne fino a quando, dopo la sua sconfitta nel 202 a.C. (battaglia di Zama, seconda guerra punica), venne acquisita da Massinissa. Dopo la sconfitta di Giugurta, ma molto più probabilmente dopo la vittoria di Tapso ad opera di Gaio Giulio Cesare, passò sotto il controllo di Roma che durò diversi secoli.[1] Fu inoltre sede di una guarnigione legionaria sotto il principato di Augusto, fino a quando la legio III Augusta non fu trasferita ad Ammaedara[2] (oggi Haidra).

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il Mausoleo di Massinissa[modifica | modifica wikitesto]

Dougga ospita un importante monumento della cultura numidica: un mausoleo che Micipsa fece erigere in onore del padre, Massinissa, nel 138 a.C. Questo mausoleo contiene, tra l'altro, una lunga iscrizione bilingue, in punico e numidico, che è stata molto importante sia per la decifrazione dell'antico alfabeto libico, sia per lo studio dell'organizzazione politica delle città numidiche dell'antichità.

Il Capitolium[modifica | modifica wikitesto]

Il Tempio Capitolino di Thugga
Vista dal Tempio Capitolino

Il Capitolium o tempio capitolino, eretto al tempo dell'imperatore romano Marco Aurelio[3] nel 166-167 d.C., è un monumento imponente. Il tempio, dedicato alla Triade Capitolina (Giove, Giunone e Minerva), è particolarmente ben conservato ed è, anche per la qualità della sua esecuzione, uno dei più pregevoli monumenti romani dell'intera Africa settentrionale.

Si tratta di un tempio prostilo (con colonne solo sulla fronte) tetrastilo (facciata a quattro colonne), con fusti scanalati sormontati da capitelli corinzi. La facciata è sormontata da un frontone che conteneva un bassorilievo raffigurante l'apoteosi dell'imperatore Antonino Pio, portato in cielo da un'aquila. I muri della cella vennero eretti secondo la tecnica dell'opus africanum, caratterizzata dall'utilizzo di grossi pilastri in pietra intervallati, i cui interstizi sono colmati con pietre di minori dimensioni.

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Vi erano poi altri edifici pubblici, come una piazza fatta costruire da Commodo e di fronte al Capitolium. Più sotto un mercato, delle terme, l'arco di Alessandro Severo ed un teatro la cui cavea era appoggiata alla collina, con, di fronte, un bell'edificio scenico (vedi sopra foto).

Le abitazioni private erano spesso costruite a due piani, con entrate indipendenti sui diversi livelli.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b S.Rinaldi Tufi, Archeologia delle province romane, Roma 2007, p.389.
  2. ^ AE 1912, 205; AE 1969/70, 661; AE 1987, 1038; AE 1987, 1039; AE 1987, 1040; AE 1987, 1041; AE 1987, 1043; AE 1994, 1842; AE 1997, 1628; AE 1997, 1629; AE 1997, 1630; AE 1997, 1631; AE 1997, 1632; AE 1997, 1634; AE 1997, 1635; AE 1997, 1636; AE 1999, 1795; CIL VIII, 23251; CIL VIII, 23253; CIL VIII, 23254; CIL VIII, 23256; CIL VIII, 23259; CIL VIII, 23260; AE 1912, 206; AE 1987, 1036; AE 1987, 1037; AE 1927, 41; AE 1927, 42; AE 1927, 39; AE 1927, 40.
  3. ^ a b S.Rinaldi Tufi, Archeologia delle province romane, Roma 2007, p.390.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • James G. Février, "La constitution municipale de Dougga à l'époque numide", in Mélanges de Carthage offerts à C. Saumagne, L. Poinssot, M. Pinard, Paris, Geuthner (1964-5), pp. 85-91
  • Lionel Galand, "L'alphabet libyque de Dougga", ROMM 13-14 (1973), Mélanges Letourneau, pp. 361-368.
  • S.Rinaldi Tufi, Archeologia delle province romane, Roma 2007.

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