Terme romane
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Le terme romane erano degli edifici pubblici con degli impianti che oggi chiameremmo igienico-sanitari. Sono i precursori degli impianti odierni e rappresentavano uno dei principali luoghi di ritrovo durante l'antica Roma, a partire dal II secolo a.C..
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[modifica] Tipologia
Esistevano due classi di terme, una più povera destinata alla popolazione minuta e una destinata ai ricchi, che erano dei veri e propri monumenti e piccole città all'interno della città.
Le terme erano un luogo di socialità, di sviluppo di attività sportive per uomini e donne che facevano il bagno completamente nudi.[1]
[modifica] Origine
Le prime terme nacquero in luoghi dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari doti curative. Col tempo, soprattutto in età imperiale, si diffusero anche dentro le città, grazie allo sviluppo di tecniche di riscaldamento (ipocausto) delle acque sempre più evolute.
[modifica] Struttura
Lo sviluppo interno tipico era quello di una successione di stanze, con all'interno una vasca di acqua fredda (il frigidarium),[2] tiepida (tepidarium) e calda (calidarium).[3]
Attorno a questi spazi principali, si sviluppavano gli spazi accessori: l'apodyterium (uno spazio non riscaldato adibito a spogliatoio), il sudatorio e il laconico (simili ad una sauna), il destrictorio (sala di pulizia), il ginnasio (una sorta di palestra). All'interno delle terme più sontuose (come le Terme di Caracalla) potevano trovare spazio anche piccoli teatri, biblioteche, sale di studio e addirittura negozi.
[modifica] Abitudini
Una delle abitudini era quella di gettare nell'acqua profumi e vini speziati, similmente agli antichi Egizi che mescolavano nell'acqua varie sostanze quali malva, loto egiziano, viole, papavero, orzo.[1]
Per lavarsi, i romani, usavano la pietra pomice e la cenere di faggio, che però avevano qualche cointroindicazione, come ad esempio l'inaridamento della pelle. Ecco perché, dopo il lavaggio, i cittadini si spostavano e sostavano nella sala adibita ai massaggi, che effettuavano con oli profumati e unguenti speciali, importati per lo più dall'Oriente e dall'Egitto, tra i quali si ricordano la mirra e l'olio di mandorle.[1]
[modifica] Patologie legate alle terme
Oltre alle controindicazioni igieniche, i continui sbalzi di temperatura cui erano sottoposti i frequentatori delle terme (dal frigidarium al calidarium in rapida successione), potevano generare nei canali auricolari e nasali dei fruitori le esostosi auricolari e le conchae bullosae, delle neoformazioni ossee globulari (tipiche ancora oggi nei nuotatori), che potevano portare alla sordità o ad una deviazione del setto nasale (ne sono state riscontrate diverse durante lo studio di crani appartenuti ad antichi romani).
[modifica] Note
- ^ a b c Roberto Michele Suozzi, Le piante medicinal, Newton&Compton, Roma, 1994, pag.40-41
- ^ Stanza adiacente al calidarium in cui veniva creato un raffreddamento artificiale. Assieme al calidarium veniva usata per quella che ai nostri giorni viene chiamata la sauna finlandese, ovvero il passaggio repentino dal caldo al freddo e viceversa.
- ^ Ambiente presente nelle terme romane che veniva riscaldato come una sauna

