Sordità

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Sordità
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 389
ICD-10 (EN) H90
Simbolo internazionale della sordità.

La sordità è la perdita dell'udito: può essere legata alla malattia, all'eccessiva esposizione al rumore, all'assunzione di determinati farmaci o antibiotici ecc. È una patologia che interessa tutto il regno animale. Può essere presente sin dalla nascita, ma è più spesso causata da traumi subiti durante gli anni.

Viene chiamata "handicap invisibile" ("handicap della comunicazione") in quanto non immediatamente percepibile dall'ambiente esterno.

Sordità infantile[modifica | modifica wikitesto]

Le persone nate sorde o diventate tali nei primi anni di vita riscontrano difficoltà nell'apprendere la lingua parlata che non acquisiscono in maniera naturale ma che deve essergli insegnata attivamente. Per favorire il successo di interventi riabilitativi sulla sordità congenita si ricorre, sempre più, allo screening uditivo neonatale: in tal modo è possibile velocizzare operazioni di diagnosi, protesi, impianto cocleare, preliminari ai percorsi riabilitativi ed apprendimento linguistico.

Le due metodologie di cura della sordità natale sono:

  • Oralismo puro: quando la persona viene educata all'apprendimento della lingua tramite la logopedia, dopo che gli sono state applicate protesi e/o impianti cocleari.
  • Metodo bilingue: quando alla persona vengono insegnate sia la lingua locale sia la lingua dei segni. Ricerche dimostrano che l'apprendimento della seconda facilita l'assimilazione della prima.

Tipi e livelli di sordità[modifica | modifica wikitesto]

Il danno riportato dall'udito può essere lieve, medio, grave o addirittura profondo: un soggetto in questa condizione non percepisce nemmeno suoni e rumori di elevata intensità. Quando la sordità interessa un solo orecchio si parla di "anacusia", altrimenti di "cofosi". La sordità parziale è invece nota col nome di ipoacusia, la quale può essere indotta dai danni relativi ai rumori (NIHL) oppure dall'invecchiamento (ARHL, o presbiacusia).

Oltre che per l'entità della riduzione uditiva, l'ipoacusia viene classificata in base alla sede del danno che l'ha prodotta:

  • Trasmissiva: il danno è avvenuto a livello dell’orecchio esterno o a livello delle strutture trasmissive dell’orecchio medio (catena ossiculare). Il deficit è solitamente pantonale, benché sia solitamente più accentuato per le frequenze medio-gravi. Raramente il deficit di tipo trasmissivo è superiore a 50-60 dB.
  • Neurosensoriale: il danno è localizzato a livello della coclea (ipoacusia neurosensoriale cocleare) o a livello del nervo acustico (ipoacusia neurosensoriale retrococleare). Il deficit dipende dall’entità del danno e dalla localizzazione mono o bilaterale. Nel caso in cui il nervo acustico non sia eccessivamente danneggiato, parte dell'input uditivo può essere recuperata mediante interventi con impianto cocleare e conseguente riabilitazione.

Persone famose legate alla sordità[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo dell'Orgoglio dei Sordi

La sordità nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cultura sorda e Comunità sorda.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]