Trauma cranico

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Trauma cranico
Brain trauma CT.jpg
Un'immagine generata tramite TC che mostra contusioni cerebrali, emorragia all'interno degli emisferi, ematoma subdurale e fratture craniche
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 800.0-801.9, 803.0-804.9, 850.0-854.1
ICD-10 (EN) S06
Sinonimi
Lesione intracranica

I traumi cranici, in inglese Traumatic Brain Injury (TBI) (che si può tradurre come "danno cerebrale traumatico"), denominati anche lesioni intracraniche o semplicemente lesioni della testa, avvengono quando un trauma improvviso causa danno cerebrale.

I traumi cerebrali possono risultare da una lesione chiusa alla testa oppure da una lesione penetrante alla testa, e sono uno dei due tipi di lesioni cerebrali acquisite (in inglese acquired brain injury). L'altro sottotipo sono le lesioni cerebrali non traumatiche (per es. ictus, meningite, anossia). Parti del cervello che possono essere danneggiate includono gli emisferi cerebrali, il cervelletto, il midollo spinale (vedere danno cerebrale). I sintomi del trauma cranico possono essere lievi, moderati, oppure gravi, dipendendo dall'estensione del danno al cervello. L'esito può variare dal recupero completo di tutte le funzioni fino alla disabilità permanente oppure la morte.

I traumi cranici sono un importante problema di salute pubblica. I gruppi di età maggiormente a rischio sono i bambini dai 5 ai 9 anni e gli ultraottantenni. Anche i bambini sino a 5 anni sono ad alto rischio di TC. Ogni anno negli Stati Uniti d'America:

  • circa 2 milioni di persone sono colpite da TC (da moderato a grave);
  • circa 500.000 persone vengono ospedalizzate per TC;
  • circa 60.000 nuovi casi di epilessia si verificano come risultato del trauma alla testa;
  • circa 50.000 persone muoiono per lesioni alla testa;
  • circa 80.000 sopravvivono con disabilità croniche come risultato delle lesioni.

Segni e sintomi di trauma cranico[modifica | modifica sorgente]

Alcuni sintomi sono evidenti immediatamente, mentre altri non si manifestano se non dopo alcuni giorni o settimane dopo la lesione.

Con il trauma cranico lieve, il paziente può rimanere in stato di coscienza o può perdere coscienza per pochi secondi o minuti. La persona può anche sentirsi confusa oppure un po' "strana" per alcuni giorni o settimane dopo il danno iniziale. Altri sintomi includono:

Con il trauma cranico moderato o grave, il paziente può mostrare gli stessi sintomi, associati a:

  • perdita di coscienza (vigilanza)
  • cambiamenti nella personalità
  • un mal di testa forte, persistente, o ingravescente,
  • vomito ripetuto o nausea,
  • crisi epilettica,
  • impossiblità a svegliarsi,
  • midriasi, cioè dilatazione (aumento del diametro) oppure paralisi di una o di entrambe le pupille,
  • disfasia: voce alterata, impastata, incomprensibile,
  • debolezza, formicolio o addormentamento delle estremità,
  • perdita nella coordinazione, e/o
  • aumento della confusione, inquietudine, o agitazione
  • il vomito e il deficit neurologico (p.es. debolezza in un braccio o gamba) assieme sono importanti indicatori della prognosi e la loro presenza richiede una immediata tomografia assiale computerizzata e spesso anche un intervento neurochirurgico.

I bambini piccoli con trauma cranico moderato o grave possono mostrare alcuni dei precedenti segni, e altri specifici dei bambini, come:

  • pianto persistente,
  • impossibilità a essere consolati, e/o
  • rifiuto a bere, essere allattati o mangiare .

Nel caso, è sempre raccomandato un rapido soccorso e un intervento medico.

Cause e fattori di rischio per il trauma cranico[modifica | modifica sorgente]

La metà di tutti i traumatismi cranici sono dovuti a incidenti di transito coinvolgenti automobili, motociclette, biciclette, e pedoni. Questi incidenti sono la maggiore causa di TC nelle persone sotto i 75 anni.

Per le persone sopra i 75 anni, le cadute causano la maggioranza dei traumi cranici.

Circa il 20% dei TC sono dovuti a violenza, come ferite da armi da fuoco e violenza contro minori, e circa il 3% sono dovute a ferite sportive.

Tipi di traumi cranici (TBI)[modifica | modifica sorgente]

Il danno da TC può essere focale, confinato a un'area del cervello, oppure diffuso, coinvolgente più di un'area cerebrale. Il traumatismo diffuso al cervello si associa frequentemente con la concussione (agitazione oppure torsione e/o decelerazione del cervello in risposta all'improvviso movimento e/o decelerazione della testa), danno diffuso assonale, o coma. Danni localizzati possono essere associati con manifestazioni comportamentali tipiche del danno organico cerebrale, emiparesi oppure altri deficit neurologici focali.

I tipi di trauma cranico focale includono l'ecchimosi del tessuto cerebrale nota come contusione e l'emorragia intracranica o ematoma, che avviene genericamente sotto la volta cranica.
L'emorragia, dovuta alla rottura di un vaso sanguigno nella testa, può essere extra-assiale, indicando che avviene dentro il cranio ma fuori dal cervello, oppure intra-assiale, che si verifica dentro il cervello. Le emorragie extra-assiali possono essere ulteriormente divise in ematoma epidurale, ematoma subdurale ed emorragia subaracnoidea (a seconda che il sanguinamento si verifichi rispettivamente nello spazio compreso tra il cranio e la membrana cerebrale nota come dura madre, tra quest'ultima e la membrana aracnoide o fra l'aracnoide e la pia madre). Il sanguinamento entro i limiti della membrana pia madre (la più interna delle meningi) è noto come ematoma intracerebrale.
I sanguinamenti intra-assiali sono ulteriormente divisi in emorragia intraparenchimale, che avviene dentro le masse cerebrali grigia o bianca, e l'emorragia intraventricolare, che si verifica dentro le cisterne del sistema ventricolare cerebrale.

Il trauma cranico può risultare da una lesione chiusa alla testa oppure da una lesione penetrante alla testa. Una lesione chiusa avviene quando la testa improvvisamente e violentemente colpisce un oggetto ma l'oggetto non riesce ad attraversare il cranio. Una ferita penetrante avviene quando un oggetto perfora il cranio e penetra dentro il tessuto cerebrale.

Come prima linea di difesa, il cranio è particolarmente vulnerabile alla lesione. Le fratture del cranio avvengono quando sulle ossa craniche si verificano fratture oppure rotture. Una frattura declive del cranio avviene quando pezzi di cranio rotto penetrano dentro il tessuto cerebrale. Una frattura penetrante del cranio avviene quando qualcosa perfora il cranio, ad esempio un proiettile, lasciando una lesione distinta e localizzata nel tessuto cerebrale. Le fratture craniche possono causare una contusione cerebrale.

Un altro tipo di noxa al cervello che può causare lesione permanente è l'anossia. L'anossia è una condizione caratterizzata dall'assenza di apporto d'ossigeno ai tessuti dell'organo, anche in quei casi dove rimane un adeguato flusso di sangue tissutale. L'ipossia è definita come una diminuzione nella fornitura di ossigeno piuttosto che una sua completa assenza, mentre l'ischemia è piuttosto un inadeguato apporto di sangue, come si può vedere nei casi in cui il cervello si gonfia. In ogni caso, senza una quantità di ossigeno adeguata, si genera una cascata biochimica nota come cascata ischemica che viene a scatenarsi, e le cellule del cervello possono morire entro pochi minuti. Questo tipo di lesione si vede spesso nelle persone salvate sull'orlo dell'annegamento, nei pazienti con attacco cardiaco, o in persone che soffrono una significativa emorragia causata da altre lesioni che producono un decremento del flusso di sangue al cervello.

Effetti sulla coscienza e vigilanza[modifica | modifica sorgente]

Generalmente, vi sono cinque stati anormali di coscienza che possono risultare da un Trauma Cranico (TBI): stupor, coma, stato vegetativo persistente, sindrome locked-in, e la morte cerebrale.

Lo stupor è uno stato di veglia in cui il paziente non risponde a richiami verbali ma può essere risvegliato brevemente da un forte stimolo doloroso, come p.es un forte pizzico al capezzolo. Il coma è uno stato in cui il paziente è totalmente non cosciente, non risponde a nessuno stimolo, non si accorge di nulla di ciò che accade nel luogo dove si trova, e non è risvegliabile.

I pazienti in stato vegetativo persistente sono in stato non cosciente e non si accorgono di nulla di ciò che accade attorno a loro, ma continuano ad avere un ciclo sonno-veglia e possono avere periodi di veglia. Uno stato vegetativo può derivare da un danno diffuso agli emisferi cerebrali senza danneggiamento all'encefalo inferiore (diencefalo) e al tronco-encefalo. L'anossia, cioè la mancanza di ossigeno al cervello, che è una complicanza comune dell'arresto cardiaco, può spesso portare allo stato vegetativo.

La sindrome locked-in è una condizione in cui il paziente è cosciente e anche sveglio, ma non può muoversi o comunicare per via della completa paralisi dei muscoli del corpo.

La morte cerebrale è la mancanza di attività cerebrale misurabile dovuta a danni gravi e diffusi agli emisferi cerebrali e al tronco encefalico, con la perdita di qualsiasi attività cerebrale nelle diverse aree encefaliche, e dei riflessi del troncoencefalo. La morte cerebrale, constatata da tre elettroencefalogrammi piatti (sensibilità di 2uV/mm) a distanza di tre ore l'uno dall'altro, è considerata dalla neurologia ufficiale e dalla legge come irreversibile.

La rimozione dei meccanismi di assistenza (come p.es la ventilazione assistita) causerà quasi sempre l'immediata cessazione della respirazione regolare, l'instaurarsi di respirazione patologica e molto spesso anche crisi di bradicardia e/o tachicardia, crisi di ipertensione e/o ipotensione arteriosa e dopo poche ore o giorni l'arresto cardiaco con conseguente danno sistemico d'organo e morte conclamata.

Complicanze[modifica | modifica sorgente]

A volte, complicanze sanitarie avvengono nel periodo immediatamente seguente un TC. Queste non sono varianti del trauma cranico, ma sono problemi medici distinti che emergono come risultato della lesione. Anche se le complicanze sono rare, il rischio aumenta con la gravità del trauma. Queste complicanze includono attacchi epilettici immediati, papilledema, idrocefalo o allargamento post-traumatico dei ventricoli cerebrali, perdite di fluido cerebrospinale, infezioni, danni vascolari, lesioni ai nervi cranici, dolore, piaghe da decubito, danno d'organo multisistemico in pazienti in stato di incoscienza, e il politrauma (traumatismi in altre parti del corpo in aggiunta al cervello).

Attacchi epilettici dopo trauma cranico[modifica | modifica sorgente]

Circa il 25% dei pazienti con contusioni al cervello o ematomi e attorno al 50% di quelli con ferite penetranti alla testa sviluppano attacchi epilettici, che avvengono entro le prime 24 ore dalla lesione. Questi attacchi immediati aumentano il rischio di attacchi epilettici precoci - definiti come quelli che avvengono entro la prima settimana dopo la lesione - ma non sembrano essere legati allo sviluppo della epilessia post-traumatica (gli attacchi epilettici ricorrenti che iniziano oltre una settimana dopo il trauma iniziale). Generalmente, si utilizzano farmaci anticonvulsivi nella terapia delle epilessie di pazienti con trauma cranico soltanto se l'epilessia si rivela persistente.

Idrocefalo dopo trauma cranico[modifica | modifica sorgente]

L'idrocefalo (allargamento dei ventricoli cerebrali) si verifica quando il fluido cerebrospinale (FCS) si accumula nel cervello provocando la dilatazione dei ventricoli cerebrali (cavità nel cervello occupate dal FCS) e un aumento della pressione intracranica (PIC). Questa condizione può svilupparsi durante lo stato acuto del TC oppure potrebbe accadere in seguito. Generalmente avviene entro il primo anno dalla lesione ed è caratterizzata dal peggioramento delle condizioni neurologiche, stato di coscienza alterato, cambi nel comportamento, atassia (mancanza di equilibrio e coordinazione), incontinenza sfinterica, e/o segni di innalzamento della PIC.

L'idrocefalo può svilupparsi a seguito di meningite, emorragia subaracnoidea, ematoma intracranico, oppure altre lesioni. Il trattamento include la derivazione ("shunting") e il drenaggio del fluido cerebro-spinale in aggiunta a qualsiasi altra terapia per la causa principale di questa condizione patologica.

Le fratture craniche possono lacerare le membrane che coprono il cervello, portando a fuoriuscite di FCS. Una rottura tra la duramadre e la membrana aracnoide, chiamata fistola FCS, può causare la fuoriuscita del fluido cerebro-spinale dallo spazio subaracnoideo fino allo spazio subdurale (igroma subdurale). In seguito a traumi gravi o penetranti il FCS può anche fuoriuscire dal naso e dall'orecchio. Queste lacerazioni che lasciano fuoriuscire il FCS dalla cavità cerebrale possono permettere l'accesso di aria e di batteri dentro le cavità, risultando possibili infezioni come la meningite. Lo pneumoencefalo avviene quando l'aria penetra dentro la cavità intracranica e rimane intrappolato nello spazio subaracnoideo.

Infezioni come complicanza del trauma cranico[modifica | modifica sorgente]

Le infezioni dentro la cavità cranica sono una pericolosa complicanza del trauma cranico. Possono avvenire fuori dalla duramadre, sotto la dura, come una subaracnoidite o (meningite), oppure dentro il cervello vero e proprio (ascessi). Molte di queste lesioni si sviluppano entro poche settimane dal trauma iniziale e derivano da fratture craniche oppure da ferite penetranti. Il trattamento standard comporta l'utilizzo di antibiotici e a volte chirurgia per rimuovere il tessuto infetto. La meningite può essere specialmente pericolosa, potendosi diffondere al resto del cervello e del sistema nervoso.

Ictus ischemico oppure emorragico dopo trauma cranico[modifica | modifica sorgente]

Qualsiasi danno alla testa oppure al cervello usualmente risulta in un qualche danno al sistema vascolare, che fornisce sangue alle cellule del cervello. Il sistema endoteliale dei vasi, coadiuvato dal sistema immunitario, può riparare il danno ai piccoli vasi e capillari, ma il danno a vasi di maggior calibro può causare serie complicanze. Il danno a una delle arterie maggiori che portano sangue al cervello può causare un ictus, o per sanguinamento dall'arteria (ictus emorragico) oppure per la formazione di un coagulo nel luogo del danno, chiamato trombo o trombosi, che blocca il flusso del sangue al cervello (ictus ischemico). Coaguli di sangue possono svilupparsi anche in altre parti della testa. Sintomi come cefalea, vomito, convulsioni, paralisi da un lato del corpo, e stato di semi-incoscienza che si sviluppano entro alcuni giorni dalla lesione alla testa possono essere causati da un coagulo di sangue che si forma nel tessuto di uno dei seni paranasali o frontali, che sono cavità piene di aria, adiacenti al cervello. Altri tipi di lesioni vascolari includono il vasospasmo e la formazione di aneurismi.

Le fratture craniche, specialmente della base del cranio, possono causare lesioni ai nervi cranici con conseguenti neuropatie craniali compressive. Ben nove dei 12 nervi cranici fuoriescono dal tronco encefalico in direzione della testa e della faccia. Il settimo nervo cranico, anche noto come nervo facciale, è il nervo cranico più comunemente danneggiato nel trauma cranico e le sue lesioni possono provocare la paralisi dei muscoli facciali.

Il dolore, specialmente la cefalea, è comunemente una complicanza significativa per i pazienti che rimangono coscienti nel periodo immediatamente successivo a un TC. Complicanze gravi per pazienti che rimangono in stato di incoscienza o semi-coscienza, in coma, oppure in uno stato vegetativo persistente includono le piaghe da decubito (nella pelle che copre apofisi ossee poco profonde), infezioni alla vescica ricorrenti, polmoniti oppure altre infezioni che pongono a rischio la vita, e lesioni a molteplici organi (danno d'organo multisistemico progressivo).

Trauma Generale[modifica | modifica sorgente]

Altre complicazioni mediche che potrebbero accompagnare un trauma cranico includono disfunzione polmonare, disfunzione cardiovascolare provocata da brusco trauma al torace, disfunzione gastrointestinale, squilibri ormonali e di fluidi, e altre complicazioni isolate come fratture, lesioni nervose, trombosi di vene profonde, eccessiva coagulazione del sangue, e infezioni.

Le vittime di un trauma spesso sviluppano ipermetabolismo o un tasso metabolico aumentato che porta a un aumento nella quantità di calore che il corpo produce. Il corpo trasforma in calore l'energia necessaria a mantenere in funzione i sistemi di organi causando usura nei tessuti muscolari e carenza di materiale energetico in altri tessuti. Complicazioni associate a disfunzione polmonare possono includere edema polmonare neurogenico (eccesso di liquidi nel tessuto polmonare), polmonite da aspirazione (polmonite causata da un agente esterno nei polmoni), e coaguli di grasso o sangue nei vasi sanguigni polmonari.

Squilibri di liquidi o ormonali possono complicare il trattamento dell'ipermetabolismo e di pressione intra-cranica alta. Problemi ormonali possono derivare da disfunzioni dell'ipofisi, della tiroide, e di altre ghiandole in ogni parte del corpo. Due comuni complicazioni ormonali del trauma cranico sono la sindrome di secrezione inappropriata dell'ormone antidiuretico e ipotiroidismo.

Invalidità derivate da trauma cranico[modifica | modifica sorgente]

Le invalidità causate da un trauma cranico dipendono dalla gravità dell'infortunio, dalla sua localizzazione, dall'età e dalla salute generale del paziente. Le invalidità comuni riguardano problemi della cognizione (pensiero, memoria e ragionamento), dei sistemi sensoriali (vista, udito, tatto, gusto e olfatto), della comunicazione (espressione e comprensione), e del comportamento o della salute mentale (depressione, ansietà, cambiamenti di personalità, aggressività, acting out [ovvero agire immediatamente e con poca elaborazione risolvendo le ansie, ma riducendo così la tensione in modo irrazionale e sostanzialmente inutile] e improprietà sociale). Entro pochi giorni o settimane approssimativamente il 40% dei pazienti con trauma cranico sviluppa una serie di sintomi preoccupanti chiamati nell'insieme sindrome postconcussiva, in inglese postconcussion syndrome (PCS). Il paziente non deve aver risentito le conseguenze di una commozione cerebrale o la perdita di coscienza per sviluppare questa sindrome: difatti molti pazienti con un trauma cranico di medie proporzioni hanno patito la sindrome. I sintomi comprendono mal di testa, vertigini, problemi di memoria, problemi di concentrazione, disturbi del sonno, irrequietezza, irritabilità, apatia, depressione e ansietà. Questi sintomi possono durare per alcune settimane dopo l'infortunio alla testa. La sindrome è prevalente in pazienti che hanno avuto sintomi psichiatrici come depressione o ansietà prima del danno. Il trattamento della sindrome postconcussiva può prevedere l'impiego di antidolorifici o di medicinali per condizioni psichiatriche, e di terapia occupazionale e psicoterapia.

La maggior parte dei pazienti con trauma cranico grave, se riprende coscienza, soffre di problemi cognitivi, inclusa la perdita di molte capacità mentali superiori. La più comune menomazione cognitiva tra pazienti con grave trauma cranico è la perdita di memoria, caratterizzata dalla perdita di alcuni ricordi specifici e dall'incapacità parziale di formarne o immagazzinarne nuovi. Alcuni di questi pazienti possono patire un'amnesia post-traumatica (PTA), o anterograda o retrograda. L'amnesia post-traumatica anterograda porta a una perdita di memoria che non compromette i ricordi passati ma limita enormemente la capacità dell'individuo di memorizzare informazioni presenti, mentre quella retrograda porta alla perdita di memoria per eventi accaduti prima del trauma, ma completa lucidità per tutto ciò che è successo in seguito.

Molti pazienti con danni alla testa di media entità che patiscono di deficit cognitivi diventano facilmente confusi o distratti e hanno problemi di concentrazione e attenzione. Inoltre hanno problemi con le cosiddette funzioni esecutive superiori come la programmazione, l'organizzazione, il ragionamento astratto, la risoluzione di problemi, e nel formulare giudizi, tutte cose che rendono difficile la ripresa di attività lavorative che avevano prima dell'infortunio. Il recupero da deficit cognitivi è maggiore entro i primi sei mesi dal trauma e più graduale dopo questo periodo.

Pazienti che hanno avuto un trauma cranico che va dalla modesta alla grave entità hanno più problemi con i deficit cognitivi rispetto a quelli che hanno avuto un danno medio, ma una serie di ripetuti traumi cranici di media entità possono avere un effetto additivo, causando deficit cognitivi uguali a quelli provocati da un danno modesto o grave.

Molti pazienti con trauma cranico hanno problemi sensoriali, in particolar modo problemi visivi. I soggetti possono non essere capaci di registrare ciò che stanno vedendo o possono essere lenti a riconoscere oggetti. I pazienti con trauma cranico, inoltre, spesso hanno difficoltà con la coordinazione mano-occhio: a causa di ciò essi possono sembrare goffi o traballanti. Altri problemi sensoriali sono: problemi con l'udito, l'olfatto, il gusto o il tatto. Alcuni pazienti sviluppano un acufene, un tintinnio o un rumore nelle orecchie. Una persona con danni nella parte del cervello che elabora il gusto e l'olfatto possono avere un sapore amaro persistente nella bocca o percepire un durevole odore nocivo. Un danno alla parte del cervello che controlla il senso del tatto può causare al paziente lo sviluppo di un formicolio, prurito o dolore permanente. Queste condizioni sono rare e sono difficili da curare.

Problemi di linguaggio e comunicazioni sono comuni in pazienti con trauma cranico. Alcuni possono avere afasia, definita come difficoltà nel comprendere e nel produrre linguaggio scritto o parlato; altri possono avere difficoltà con i più sottili aspetti della comunicazione, come il linguaggio del corpo e segnali emozionali non verbali.

Nell'afasia non-fluente, chiamata anche afasia di Broca o afasia motoria, i pazienti spesso hanno problemi nel ricordare parole e parlare con frasi complete: essi parlano con frasi interrotte e pause frequenti. La maggior parte dei pazienti sono consapevoli di questi deficit e possono divenire estremamente frustrati.

Soggetti con afasia fluente, conosciuta anche come afasia di Wernicke o afasia sensoriale, fanno discorsi con poco senso, anche se parlano con frasi complete e usano una grammatica corretta. Infatti, parlano con un borbottio continuo, componendo le loro frasi con parole non essenziali e inventate. Molti pazienti con afasia fluente non sono consapevoli che danno poco senso a quello che dicono e si arrabbiano con gli altri perché non li capiscono. Pazienti con afasia globale hanno danni di vasta proporzione alle porzioni del cervello responsabili del linguaggio e spesso hanno gravi handicap di comunicazione.

Pazienti con trauma cranico possono avere problemi col linguaggio parlato se la parte del cervello che controlla i muscoli per parlare è danneggiata. In questo disordine, chiamato disartria, i pazienti possono pensare a un linguaggio appropriato ma non possono pronunciare facilmente le parole poiché sono incapaci di usare i muscoli necessari a formare le parole ed emettere suoni: il discorso risulta spesso lento, farfugliato e alterato. Alcuni hanno problemi con l'intonazione o l'inflessione (disfunzione prosodica).

Molti pazienti con trauma cranico hanno problemi emotivi o comportamentali che entrano nell'ampia categoria della salute psichiatrica. I membri della famiglia di pazienti con trauma cranico spesso trovano che i cambiamenti della personalità e i problemi di comportamento siano le invalidità più difficili a cui far fronte. Problemi psichiatrici che possono manifestarsi comprendono depressione, apatia, ansia, irritabilità, rabbia, paranoia, confusione, frustrazione, agitazione, insonnia o altri disturbi del sonno, e sbalzi d'umore. Problemi di comportamento possono includere aggressività e violenza, impulsività, disinibizione, acting out, inadempienza, inappropriatezza sociale, crisi emotive, comportamento infantile, self-control ridotto, ridotta autocoscienza, incapacità ad assumersi responsabilità o accettare critiche, egocentrismo, attività sessuale inappropriata, e abuso/dipendenza da alcol o droghe. I problemi di personalità di alcuni pazienti possono essere così gravi che gli viene diagnosticato un disordine organico della personalità, una condizione psichiatrica caratterizzata da molti dei problemi menzionati precedentemente. Talvolta i pazienti con trauma cranico soffrono di un ristagno dello sviluppo, ossia non riescono a maturare né emozionalmente, né socialmente, né psicologicamente dopo il trauma. Un problema piuttosto serio per i bambini e per gli adolescenti che hanno patito un trauma cranico: atteggiamenti e comportamenti che sono propri di un bambino o di un teenager divengono poi inappropriati in età adulta. Molti pazienti con trauma cranico che mostrano problemi psichiatrici o di comportamento possono essere aiutati con trattamenti e psicoterapia.

Altri problemi a lungo termine associati con il trauma cranico[modifica | modifica sorgente]

Altri problemi a lungo termine che possono svilupparsi successivamente a un trauma cranico includono la malattia di Parkinson e altri problemi motori, la malattia di Alzheimer, la demenza pugilistica, e la demenza post-traumatica.

La malattia di Alzheimer - La malattia di Alzheimer è una malattia progressiva neurodegenerativa caratterizzata da demenza, perdita di memoria e deterioramento delle capacità cognitive. Recenti ricerche indicano un'associazione tra trauma cranico occorso nella prima età adulta e sviluppo della malattia di Alzheimer più avanti nella vita; più grave è la lesione alla testa, più grande è il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Alcune prove indicano che un infortunio alla testa può interagire con altri fattori e scatenare la codizione e può accelerare la comparsa della malattia in individui già a rischio. Ad esempio, persone che hanno una particolare forma dell'apolipoproteina E (apoE4) e hanno avuto un trauma cranico rientrano in questa categoria di rischio aumentato. (ApoE4 è una proteina che si trova naturalmente che aiuta il trasporto di colesterolo attraverso il circolo sanguigno).

La malattia di Parkinson e altri problemi motori - Disturbi del movimento come risultato di un trauma cranico sono rari ma si possono verificare. La malattia di Parkinson può svilupparsi anni dopo il trauma come conseguenza del danno ai gangli basali. I sintomi della malattia di Parkinson includono tremore o tremolio, rigidità o intorpidimento, movimento lento (bradicinesia), incapacità a muoversi (acinesia), andatura strascicata e postura curva. Malgrado molti progressi scientifici negli ultimi anni, la malattia di Parkinson rimane un disturbo cronico e progressivo, ovvero è inguaribile e progredisce nell'aggravarsi fino alla fine della vita. Altri disordini del movimento che si possono avere dopo trauma cranico includono tremore, atassia (movimenti dei muscoli non coordinati) e mioclone (contrazione di muscoli come in uno spasmo).

Demenza pugilistica - Conosciuta anche come encefalopatia traumatica cronica, la demenza pugilistica colpisce soprattutto la carriera dei boxers. I sintomi più comuni di questa condizione sono demenza e parkinsonismo causati da colpi ripetuti alla testa per un lungo periodo di tempo. I sintomi si manifestano tra i 6 e i 40 anni dopo l'inizio della carriera di pugile, con un'insorgenza media di circa 16 anni.

Demenza post-traumatica - I sintomi della demenza post-traumatica sono molto simili a quelli della demenza pugilistica, salvo che la demenza post-traumatica è caratterizzata anche da problemi di memoria a lungo termine ed è causata da un singolo e grave trauma cranico che sfocia nel coma.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

L'assistenza medica comincia solitamente quando i paramedici o una squadra di soccorso medico arriva sulla scena dell'incidente o quando un paziente con trauma cranico arriva al pronto soccorso di un ospedale. Poiché ben poco può essere fatto per invertire il danno iniziale al cervello causato dal trauma, il personale medico tenta di stabilizzare il paziente e si concentra sul prevenire ulteriori danni. Le preoccupazioni principali sono assicurare un adeguato apporto di ossigeno, mantenere un sufficiente flusso sanguigno e mantenere sotto controllo la pressione del sangue. Giacché molti pazienti infortunati alla testa possono avere inoltre danni alla colonna vertebrale, il soggetto viene posto su una barella e con un collare al collo per prevenire ulteriori danni alla testa e alla spina dorsale.

Il personale medico valuta la condizione del paziente misurandogli le funzioni vitali e i riflessi, ed eseguendogli un controllo neurologico. Si controlla la temperatura, la pressione sanguigna, le pulsazioni, la frequenza del respiro e la dilatazione delle pupille e la loro risposta alla luce. Si valuta inoltre il livello di coscienza e il funzionamento neurologico usando la Glasgow Coma Scale.

I test di imaging aiutano a formulare la diagnosi e la prognosi di un paziente con trauma cranico. Pazienti con danni dal non grave al moderato possono ricevere: raggi X al cranio e al collo per controllare la presenza di fratture ossee. Per casi moderati o gravi, il miglior test di imaging standard è una tomografia computerizzata (TC o CT), che crea una serie di immagini a raggi X trasversali del capo e del cervello e può mostrare fratture ossee così come la presenza di emorragie, ematomi, contusioni, gonfiori del tessuto cerebrali e tumori. L'imaging a risonanza magnetica (MRI) può essere usato dopo la valutazione e la cura iniziale del paziente con trauma cranico. L'MRI usa campi magnetici per individuare leggeri cambiamenti nel contenuto del tessuto cerebrale e può mostrare più dettagli dei raggi X e della TC. L'impiego della TC e dell'MRI è standard nella cura del trauma cranico, ma altre tecniche di imaging e diagnostiche che possono essere utilizzate per confermare una diagnosi particolare sono: l'angiografia cerebrale, l' elettroencefalogramma (EEG), gli ultrasuoni Doppler transcraniali e la tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli (SPECT).

Circa la metà dei pazienti gravemente feriti alla testa necessitano di un intervento chirurgico per rimuovere o riparare ematomi e contusioni. I pazienti possono inoltre aver bisogno di un intervento per curare danni in altre parti del corpo: questi di solito vengono mandati nel reparto di terapia intensiva dopo l'intervento.

Talvolta quando il cervello è danneggiato si manifesta un gonfiore e i fluidi si accumulano all'interno della cavità cranica. È normale per danni corporali provocare gonfiori e disturbi nel bilanciamento dei liquidi, ma quando ciò accade dentro la cavità cranica, non c'è spazio per espandersi per i tessuti gonfi e nessun tessuto contiguo per assorbire il liquido in eccesso. Quest'aumentata pressione viene chiamata pressione intra-cranica (ICP).

Il personale medico misura l'ICP di un paziente usando una sonda o un catetere. Lo strumento viene inserito attraverso il cranio a livello subaracnoidale e viene connesso a un monitor che registra la pressione intra-cranica del paziente. Se un paziente ha un'alta ICP, egli può essere sottoposto a ventricolostomia, una procedura che drena il liquido cerebrospinale dai ventricoli per riabbassare la pressione a livelli normali. Farmaci che possono essere usati per diminuire l'ICP comprendono il mannitolo o i barbiturici.

Riabilitazione[modifica | modifica sorgente]

La riabilitazione è una parte importante del processo di recupero per un paziente con trauma cranico. Durante la fase acuta, pazienti danneggiati da moderatamente a gravemente possono ricevere trattamenti e cure in un reparto di terapia intensiva di un ospedale. Una volta stabilizzato, il paziente può essere trasferito in un'unità subacuta di un centro medico, in un reparto di riabilitazione interno a un centro per traumi gravi o in un ospedale di riabilitazione indipendente. Pazienti in condizioni dal moderato al grave possono ricevere una cura di riabilitazione specializzata che ricorra alle competenze di molti specialisti, riguardando programmi di terapia fisica, terapia occupazionale, terapia del discorso/linguaggio, fisiatria, rieducazione del movimento, psicologia/psichiatria, e lavoro sociale. I servizi e gli sforzi di questo team di professionisti di assistenza sanitaria sono generalmente concentrati su preoccupazioni pratiche e su problemi incontrati dai sopravvissuti al danno cerebrale nella loro vita quotidiana. Questo programma di cura è in genere fornito attraverso un processo coordinato e auto-organizzato nel contesto di un modello transdisciplinare fornito da un team di assistenza sanitaria.

L'obiettivo complessivo della riabilitazione dopo un trauma cranico è di migliorare e ottimizzare la capacità di un paziente ad agire in casa e nella società nonostante gli effetti residui del danno che possono essere complessi e sfaccettati. Un obiettivo ulteriore del programma di riabilitazione è di prevenire, quando possibile, o altrimenti di diagnosticare e curare qualsiasi complicazione (es. idrocefalo post-traumatico) che può causare ulteriore morbosità o mortalità in questa popolazione di pazienti. I terapisti aiutano il paziente ad adattarsi alle invalidità o a cambiare lo spazio vitale del paziente per rendere più facili le attività quotidiane. L'educazione e l'allenamento di persone che accudiscono il paziente sono inoltre dei componenti molto importanti del programma di riabilitazione.

Alcuni pazienti possono necessitare di cure per problemi fisici o psichiatrici derivanti dal trauma cranico e di varie cure disponibili che possono diminuire o moderare le manifestazioni problematiche del danno senza alterare direttamente la patologia di fondo. Grande cura deve essere esercitata nel prescrivere cure perché pazienti con trauma cranico sono più suscettibili agli effetti collaterali e possono reagire negativamente ad alcuni agenti farmacologici. È importante per coloro che seguono il malato in famiglia fornire assistenza e incoraggiamento per il paziente facendosi coinvolgere dal programma di riabilitazione. I membri della famiglia possono inoltre beneficiare dei servizi di psicoterapia e supporto sociale. L'aiuto per coloro che seguono il malato diventa particolarmente importante durante la fase ambulatoriale della cura quando problemi cognitivi e di comportamento possono complicare e indebolire le relazioni che i pazienti hanno con quelli che sono intorno a loro. Una sfida importante è sostenere queste relazioni, particolarmente nel contesto del matrimonio, dove l'impatto dell'infortunio altera significativamente la relazione a tal punto che la ripresa di questa a un livello adulto è seriamente minata.

È da notare che simili principi di riabilitazione per danno cerebrale diffuso possono essere applicati a soggetti con danni al cervello di eziologia sia traumatica sia non-traumatica. Un termine onnicomprensivo che può essere applicato alle diverse eziologie che causano diffuse disfunzioni cerebrali che accadono durante la vita in un individuo precedentemente sano è il Danno Cerebrale Acquisito (Acquired Brain Injury o ABI). Il trauma cranico può dunque essere visto come un caso particolare di ABI causato dal trauma, e i principi di riabilitazione qui riferiti per trauma cranico possono essere prontamente adattati e applicati a individui con tutte le forme di ABI.

Coloro che si prendono cura di pazienti con trauma cranico possono spesso avvertire un grande carico di stress che può ridurre la qualità stessa della cura. Pause dall'assistenza come vacanze in compagnia, giorni passati fuori compiendo attività come camminare, andare in bicicletta, andare sul kayak o scalare offrono sollievo a loro e una nuova area di stimolazione cerebrale per il paziente.

Prevenzione[modifica | modifica sorgente]

A differenza di molti disordini neurologici, le lesioni alla testa possono essere prevenute. Il Centro per il Controllo di Malattie e Prevenzione (CDC) ha pubblicato i seguenti consigli per la sicurezza per ridurre il rischio di subire un trama cranico[1].

  • Indossare una cintura di sicurezza ogni volta che si guida o si viaggia in macchina.
  • Assicurare il proprio bambino in un seggiolino per bambini, booster seat, o con cinture di sicurezza (a seconda dell'età del bambino) ogni volta che il bambino viaggia in macchina.
  • Indossare un casco e assicurarsi che i propri bambini indossino un casco quando:
    • si va in bici o su una motocicletta;
    • si gioca a un gioco fisico come il football o hockey sul ghiaccio;
    • si usano pattini in linea o uno skateboard;
    • si batte o si corre per le basi giocando a baseball o softball;
    • si cavalca un cavallo;
    • si scia o si fa snowboard.
  • Tenere armi da fuoco e proiettili depositati in un armadietto chiuso a chiave quando non si usa.
  • Evitare cadute
    • usando uno sgabello con un'asta per afferrare oggetti su mensole alte;
    • installando corrimano sulle scale;
    • installando inferriate alle finestre per prevenire cadute dei bambini fuori dalla finestra;
    • usando porte di emergenza alla cima e alla base di scale quando ci sono bambini piccoli nelle vicinanze.
  • Assicurarsi che la superficie del terreno di gioco dei propri bambini sia fatto di materiale assorbi-shock (es. sabbia).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ CDC, Department of Health and Human Services

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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]