Edema

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Edema
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 782.3
ICD-10 (EN) R60.9
Edema periorbitale

L'edema (dal greco οίδημα, gonfiore) è un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dell'organismo. Il termine idropisia o idrope (per quanto sinonimo di edema) indica l'accumulo del liquido sieroso in una cavità del corpo, solitamente quella peritoneale.

L'edema può interessare una zona circoscritta, come ad esempio una gamba, oppure può essere generalizzato, quando si manifesta in tutto l'organismo. In questo caso, prima che l'edema sia clinicamente evidente, devono accumularsi diversi litri di liquido; per questo motivo l'aumento di peso precede generalmente le altre manifestazioni dell'edema. Quando l'edema interessa tutti i distretti corporei si parla di anasarca.

Meccanismo[modifica | modifica wikitesto]

La generazione di fluido interstiziale è descritta dall'equazione di Starling, che afferma la relazione tra la pressione oncotica e la pressione idrostatica, agenti con direzioni opposte lungo le pareti semi-permeabili dei capillari. Nell'organismo sano la pressione idrostatica, che tende a determinare la fuoriuscita di liquidi dai capillari, è pressoché bilanciata dalla pressione colloido-osmotica, che si esercita in direzione opposta. Quella minima fuoriuscita di liquidi nello spazio interstiziale viene drenata dai vasi linfatici, che la reimmettono nel circolo venoso attraverso il dotto toracico che sbocca nella giunzione tra la vena succlavia e la vena giugulare interna. Quando la pressione idrostatica non è più bilanciata dalla pressione colloido-osmotica si verifica un'ostruzione linfatica, aumenta la permeabilità vascolare e si verifica un accumulo di liquido negli interstizi che, se non risolto, provoca edema.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Edema in un paziente con insufficienza epatica cronica. Si noti la fovea dopo digitopressione.

L'edema può essere provocato da un aumento della pressione idrostatica (ad esempio dovuto a stasi venosa nel caso di varici degli arti inferiori), o dalla riduzione della pressione colloido-osmotica (dovuta per esempio a qualsiasi patologia che determina ipoalbuminemia) sufficientemente significativo da non permettere più ai vasi linfatici di drenare il liquido che si accumula negli spazi interstiziali, gonfiandoli. Può essere provocato da un'ostruzione dei vasi linfatici, che non riescono più a drenare il liquido interstiziale (linfedema) o ad un'eccessiva ritenzione di sodio. In questi casi il liquido che si accumula negli spazi interstiziali è detto trasudato poiché ha un peso specifico minore di 1 012 kg/m3, è povero di proteine e non contiene cellule dell'infiammazione. Infine, si può avere edema in caso di infiammazione (edema infiammatorio) poiché aumenta la permeabilità vascolare. In tal caso il liquido accumulatosi è essudato poiché possiede alto peso specifico, maggiore di 1 020 kg/m3, è ricco di proteine e di cellule della flogosi.

Le forme localizzate agli arti sono quasi sempre causate da patologie che interessano la circolazione venosa o linfatica, come ad esempio una trombosi venosa. Casi particolari di edema localizzato sono quelli conseguenti ad un trauma come un dito gonfio dopo uno schiacciamento, un bernoccolo dopo aver battuto la testa o un gonfiore dopo una puntura di insetto.

Le forme di edema generalizzato hanno come cause principali:

  • le malattie cardiache che comportano uno scompenso;
  • le affezioni che determinano una grave insufficienza renale;
  • le patologie che provocano una forte riduzione dell'albumina, come sindrome nefrosica, grave compromissione della funzionalità epatica o stati di grave carenza alimentare;

L'edema generalizzato prende il nome di anasarca. Altri casi di edema comprendono l'edema da malnutrizione, il mixedema dell'ipotiroidismo e l'edema nella sindrome di Cushing. Un caso particolare è l'edema idiopatico o sindrome edematosa che al momento attuale delle cononoscenze mediche e a differenza degli altri edemi generalizzati non è collegato a malattie del paziente.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver individuato la patologia di base, è possibile stabilire la più corretta terapia. Quasi sempre i farmaci utilizzati sono i diuretici, ma l'impiego deve essere relazionato alla malattia di base e non solo alla necessità di eliminare il liquido in eccesso nei tessuti. In casi particolari legati a pazienti refrattari al solo trattamento con farmaci, è possibile ricorrere a trattamenti di ultrafiltrazione extracorporea del sangue mediante apposite macchine (simili o identiche a quelle utilizzate per l'emodialisi), mentre nell'edema generalizzato molto spesso è opportuno che il paziente limiti l'apporto di liquidi e di sale.

Nella storia[modifica | modifica wikitesto]

Le cronache antiche fanno riferimento alla malattia in numerosissimi casi e testimoniano che questa condizione fosse spesso mortale. Tra i personaggi storici più noti possiamo ricordare, per citarne solo alcuni, il filosofo Eraclito, Il tiranno Greco di Siracusa Gelone, gli imperatori Traiano, Adriano, Teodosio I, gli imperatori d'Occidente Onorio ed Anicio Olibrio, Eraclio I, Leone III Isaurico, Sant'Antonio di Padova, Miguel de Cervantes, il doge Ludovico Manin, Gustave Courbet, Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio, Giacomo Leopardi, il maresciallo e generale francese napoleonico Pierre François Charles Augereau duca di Castiglione delle Stiviere, Ugo Foscolo, Honoré de Balzac, Nostradamus, Maria I d'Inghilterra . Nella Bibbia (Luca 14:3) si fa riferimento alla guarigione da parte di Gesù di un uomo idropico.

Forme di edema[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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