Maria I d'Inghilterra
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| Maria I d'Inghilterra | ||
|---|---|---|
| Regina d'Inghilterra e Irlanda | ||
| Ritratto di Anthonis Mor | ||
| Regno | 19 luglio 1553 – 17 novembre 1558 | |
| Incoronazione | 1 ottobre 1553 | |
| Nome completo | Mary Tudor | |
| Altri titoli | Regina consorte di Napoli, Spagna, Sicilia | |
| Nascita | palazzo di Piacentia, Greenwich | |
| 18 febbraio 1516 | ||
| Morte | St. James's Palace, Londra | |
| 17 novembre 1558 | ||
| Predecessore | Jane Grey | |
| Successore | Elisabetta I | |
| Consorte | Filippo II di Spagna | |
| Casa reale | casa Tudor | |
| Padre | Enrico VIII | |
| Madre | Caterina d'Aragona | |
Maria I Tudor (Greenwich, 18 febbraio 1516 – Londra, 17 novembre 1558) fu regina d'Inghilterra e Irlanda dal 19 luglio 1553 alla morte.
Figlia di Enrico VIII e Caterina di Aragona (figlia di Isabella e Ferdinando di Spagna), Maria, quarta e penultima monarca della dinastia Tudor, è ricordata soprattutto per il tentativo di restaurare il cattolicesimo in Inghilterra dopo la Riforma. Avendo fatto giustiziare almeno trecento oppositori religiosi, è nota anche come Maria la sanguinaria (Bloody Mary).
La sua politica in campo religioso fu abbandonata da Elisabetta I, che le succedette.
Talvolta viene confusa con Maria I di Scozia, ovvero Maria Stuart, figlia di suo cugino Giacomo V di Scozia.
Indice |
[modifica] I primi anni
Figlia di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona (quest'ultima sorella di Giovanna di Castiglia detta "la pazza", madre dell'imperatore Carlo V), trascorse un'infanzia felice, circondata dall'affetto dei genitori e dalle attenzioni della corte. Piccola, bionda, pallida, fu fidanzata in via ufficiosa prima con Francesco di Valois, delfino di Francia e duca d'Angoulême, e poi con il cugino di sedici anni più grande, Carlo V d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Spagna. La sua sorte subì una brusca svolta con l'ingresso di Anna Bolena nella vita di Enrico VIII: il desiderio del re di divorziare dalla moglie portò ad un progressivo disinteresse nei confronti di quest'ultima e della stessa Maria; che culminò, dopo il matrimonio con la Bolena, nell'astio dovuto al rifiuto della ragazza di riconoscere la nuova regina. Maria, che era ormai una giovane donna, fu allontanata dalla madre e non la rivide mai più. Entrambe rimasero ferme sui loro principi, e non si piegarono mai a compromessi. All'ex principessa, retrocessa al titolo di Lady Maria dopo la nascita di Elisabetta e dichiarata illegittima, fu imposto di far parte del seguito dei servitori della nuova infanta reale. Le umiliazioni per Maria non ebbero mai fine: il padre non volle mai vederla, ed ordinava che fosse chiusa nelle sue stanze quando si recava ad Hatfield a far visita ad Elisabetta. Maria conobbe un breve periodo di pace con l'esecuzione di Anna Bolena e l'ascesa al trono di Jane Seymour, la quale fu benevola nei suoi confronti, come pure la quarta consorte di Enrico VIII, Anna di Cleves. Le terribili esperienze della prima adolescenza, comunque, lasciarono un segno indelebile nella personalità della futura regina; segnata soprattutto dall'odio per Anna Bolena ed Elisabetta, responsabili del suo abbandono da parte del padre, della sua separazione dalla madre e delle sue precarie condizioni di vita.
[modifica] Ascesa al trono
Alla morte del fratello Edoardo, sostenuta dal marito Guilford Dudley, assetato di potere, salì al trono Jane Grey, che fu regina d'Inghilterra per soli 9 giorni: infatti, grazie al testamento di Edoardo, fragile ragazzo manipolato dagli uomini di potere della sua corte, fu convinto ad apportare delle modifiche alla legge di successione del padre, e ne promulgò una nuova che escludeva Maria dalla stessa per evitare la ricaduta dell'impero in mano ai papisti: erano ora quindi da considerarsi pretendenti al trono unicamente la cugina Jane Grey e la sua discendenza, e, in luogo di mancata discendenza da parte della donna, la zia Margherita, sorella del padre Enrico VIII. Maria, supportata dal popolo, che la considerava la legittima erede al trono, e dalla gran parte degli uomini politici del paese, rivendicò i suoi diritti alla successione, fu acclamata regina ed incoronata il 19 luglio 1553.
[modifica] Il Regno
Maria quando salì al trono, all’età di 37 anni, era priva di qualsiasi formazione politica e strategica ma puntava a non fidarsi di nessuno; perdonò tutti i suoi oppositori tranne il duca di Northumberland che andò al patibolo il 22 agosto. Anche i consiglieri che erano fedeli a lui vennero riammessi nel Consiglio perché necessitava la loro esperienza e affiancò loro i nobili che l’avevano aiutata a conquistare il trono.
L’insediamento di una regina determinò mutamenti nella prassi e nelle consuetudini, come l’accesso alle stanze reali consentito solo alle donne, di cui alcune avevano un enorme ascendente su di lei. Si appoggiava per le questioni più rilevanti, come anche in passato, ai consigli del cugino, l’imperatore Carlo V.
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Il suo primo obiettivo era la restaurazione della religione cattolica. Maria necessitava di un erede cattolico per continuare la sua battaglia e quindi cercava disperatamente un marito. Venne fatto il nome dell’inglese Edward Courtenay, uno dei nemici di Enrico VIII, ma fu ritenuto di personalità instabile.
Carlo V le consigliò suo figlio, Filippo (che divenne re di Spagna con il nome di Filippo II); ma questo significava in pratica la conquista asburgica dell’Inghilterra subito dopo le nozze. I consiglieri erano in disaccordo su questa scelta (e lo sarebbe stato anche il popolo), perché nessuno straniero era mai salito al trono dai tempi di Guglielmo il Conquistatore. Nonostante tutto amava Filippo ed era intenzionata a sposarlo, ma per sposare un parente le occorreva una dispensa papale. Filippo, infatti, era nipote da parte di padre di Giovanna di Castiglia (detta la loca, "la pazza"), sorella di Caterina d'Aragona, madre di Maria.
La Camera dei Comuni guidata dall’arcivescovo Gardiner propose a Filippo alcune condizioni per il matrimonio, con lo scopo di garantire all’Inghilterra dei vantaggi. Ma il sovrano spagnolo non accettò. La Spagna era legata alla vecchia fede e quindi anche al Papa. Gli "eretici" erano contrari a questa unione e tramavano contro la regina: da ogni regione d’Inghilterra si elaboravano piani insurrezionali che provenivano dai membri della gentry esclusi dai favori reali. Il Consiglio fiutò il complotto e Gardiner fece confessare Courtenay. In primavera il Kent si sollevò e in poco tempo Londra fu assediata e minacciata dai ribelli. Maria si rifugiò con i cittadini nel municipio e fece sbarrare le porte della città. La rivolta fallì e i ribelli furono impiccati alle porte di Londra.
I cospiratori intendevano assassinare Maria e insediare al suo posto Elisabetta, farla quindi sposare con Courtenay per ristabilire la religione evangelica. Maria giunse alla conclusione che ogni sedizione proveniva dagli evangelici che considerava eretici; ne seguì una repressione che le valse il nome di Maria “la sanguinaria”; i primi a morire furono, il 12 febbraio, Lady Jane Grey e Guilford Dudley. Maria sospettò anche della sorellastra Elisabetta ma non riuscì mai a provare un suo coinvolgimento nelle cospirazioni. Il 25 luglio 1554, a Winchester, il vescovo Gardiner celebrò il matrimonio fra Maria e Filippo. Gardiner avrebbe dovuto essere il primo consigliere inglese di Filippo, ma il sovrano si affidava soprattutto a Paget, suo rivale.
L’arrivo degli spagnoli portò malcontento nel Paese e la paura dell’Inquisizione si fece presto realtà quando il vescovo di Londra, Bonner, aprì la caccia agli eretici nella sua diocesi. Per Maria l’unico modo per continuare la sua lotta a favore del cattolicesimo era la nascita di un erede, che però non arrivò mai.
[modifica] Morte
L'ultima illusione per questa sventurata regina venne proprio con l'avvicinarsi della morte, che le si manifestò con un ingrossamento del ventre e la scomparsa delle mestruazioni. Credeva di essere, finalmente, incinta del sospirato erede. Quando i mesi trascorsero e del nascituro non ci fu traccia tutti compresero che si trattava di un tumore. Maria rifiutò, tuttavia, di firmare la condanna a morte dell'eretica bastarda Elisabetta, sua sorellastra.
[modifica] Onorificenze
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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| Predecessore: | Regina d'Inghilterra | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Lady Jane Grey | 1553 - 1558 | Elisabetta I |
| Predecessore: | Regina d'Irlanda | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Lady Jane Grey | 1553 - 1558 | Elisabetta I |
| Predecessore: | Regina consorte di Napoli e Sicilia | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Isabella del Portogallo | 1554 - 1558 | Elisabetta di Valois |
| Predecessore: | Regina consorte di Spagna | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Isabella del Portogallo | 1556 - 1558 | Elisabetta di Valois |
| Re d'Inghilterra | ||
|---|---|---|
| Monarchi pre-conquista (878 - 1066) |
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| Normanni (1066 - 1154) |
Guglielmo I · Guglielmo II · Enrico I · Stefano · Matilde | |
| Plantageneti (1154 - 1485) |
Enrico II · Riccardo I · Giovanni · Enrico III · Edoardo I · Edoardo II · Edoardo III · Riccardo II · Enrico IV · Enrico V · Enrico VI · Edoardo IV · Edoardo V · Riccardo III | |
| Tudor (1485 - 1603) |
Enrico VII · Enrico VIII · Edoardo VI · Jane Grey · Maria I · Elisabetta I | |
| Stuart (1603 - 1649) (1660 - 1707) |
Giacomo I · Carlo I · Commonwealth · Carlo II · Giacomo II · Guglielmo III e Maria II · Anna | |
| Con l'Atto di Unione del 1707 i regni di Inghilterra e Scozia furono uniti nel Regno Unito di Gran Bretagna | ||

