Elettrolita
Con il termine elettrolita, in chimica, si indicano genericamente le sostanze che in soluzione o allo stato fuso subiscono la dissociazione elettrolitica.
Il termine "elettrolita" si riferisce alla capacità di condurre la corrente elettrica grazie all'intervento di ioni, caratteristica peculiare di queste specie chimiche. Un elettrolita costituisce quindi quello che viene definito conduttore ionico o, alternativamente, conduttore di seconda specie. Gli elettroliti, quindi, sono capaci di condurre corrente elettrica, una volta sciolti in soluzione, proprio per la presenza di ioni positivi e negativi nella soluzione generata, derivati dalla dissociazione e ionizzazione dell'elettrolita.
La conduzione non è legata, in questo caso, al libero scorrimento di elettroni entro una struttura cristallina bensì sono gli ioni a farsi carico di "trasportare" la corrente elettrica.
In riferimento ad una soluzione, un elettrolita forte è presente in un'unica fase liquida allo stato di ioni solvatati. Un elettrolita debole, invece, presenta un equilibrio chimico tra la forma molecolare indissociata e gli ioni che ne derivano per dissociazione. Il grado di dissociazione è un parametro che identifica il livello quantitativo della dissociazione ionica.
Si definisce anfolita (o anfolito) un elettrolita con comportamento anfotero.
Proprietà salienti degli elettroliti sono la conduttività ionica, le proprietà colligative e il pH delle soluzioni a cui danno luogo.
Le sostanze che non si dissociano vengono dette non elettroliti.
Una cella elettrochimica può contenere due diversi elettroliti collegati elettricamente da un ponte salino o da un setto poroso; in tal caso l'elettrolita a contatto con il catodo viene detto catolita, mentre l'elettrolita a contatto con l'anodo è detto anolita.[1]
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[modifica] Esempi di elettroliti
Per quanto riguarda la natura chimica, sono elettroliti gli acidi, le basi e i sali. Dal punto di vista dello stato di aggregazione, gli elettroliti possono suddividersi in:[2]
- soluzioni elettrolitiche (ad esempio acido cloridrico e acido solforico);
- elettroliti solidi (ad esempio la β-allumina, forma allotropica dell'ossido di alluminio);
- solidi ionici (ad esempio cloruro di sodio, ioduro di argento e fluoruro di calcio);
- sali fusi (ad esempio nitrati alcalini).
[modifica] Applicazioni
Gli elettroliti sono dei componenti essenziali delle celle elettrochimiche (tra cui celle galvaniche e celle elettrolitiche), dove hanno la funzione di trasportare la carica elettrica da un elettrodo all'altro. In una cella elettrochimica possono essere presenti anche due soluzioni elettrolitiche, separate da un setto poroso o da un ponte salino.
Gli elettroliti sono impiegati all'interno di particolari condensatori, detti condensatori elettrolitici.
Gli elettroliti possono inoltre essere utilizzati per realizzare le operazioni unitarie di flocculazione (utilizzata nel trattamento delle acque reflue) e scambio ionico (utilizzato nell'addolcimento delle acque e nelle operazioni di cromatografia a scambio ionico).
[modifica] In biologia
Gli elettroliti sono fondamentali per alcuni processi biologici, come la pompa sodio-potassio. Nel sangue, e nello specifico nel plasma, sono presenti ioni sodio, potassio, fosfato e altri. Nella medicina diagnostica sono parametri misurati negli esami del sangue con varie tecnologie tra cui l'elettrodo a membrana.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Giuseppe Bianchi; Torquato Mussini, Elettrochimica, Elsevier, 1976. ISBN 8821405001
- Derek Pletcher; Frank Walsh, Industrial electrochemistry, 2a ed. (in inglese), Springer, 1990. ISBN 0412304104
[modifica] Voci correlate
- Costante di dissociazione
- Dissociazione (chimica)
- Grado di dissociazione
- Polielettrolita
- Conduttore di seconda specie
- Conduttore protonico
- Teoria di Debye–Hückel
- Trasporto di carica elettrica
- Bioelettrochimica
[modifica] Altri progetti
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