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Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze. |
Il sangue umano viene prelevato dal paziente e trasferito ad apparecchiature e analizzatori per valutarne la composizione e i fattori che indicano problemi o patologie. Spesso gli esami vengono condotti in un laboratorio di analisi, ma negli ultimi anni, grazie alla miniaturizzazione della tecnologia è possibile spostare l'attrezzatura verso il paziente, con gli analizzatori portatili o point of care. La valutazione delle misure effettuate, per derivarne un quadro clinico, viene fatto da un medico specializzato, che ha bisogno di valutare il complesso di più parametri e conoscere elementi essenziali sul paziente, quali l'età, il sesso, l'etnia e l'attuale stato di salute. Il solo confronto con le misure di riferimento (cosiddetti valori di riferimento) è spesso dannoso e disinformativo.
Prelievo e conservazione [modifica]
Solitamente il prelievo viene effettuato al mattino per ottenere una migliore standardizzazione e ridurre la variabilità biologica. Si utilizza sangue venoso prelevato dalle vene dell'avambraccio o, più raramente e per esami specifici, il sangue capillare dei polpastrelli (digitopuntura).
Diversi fattori possono influenzare o alterare i risultati dei test come ad esempio l'attività fisica, diversi farmaci, l'ora della raccolta, la postura, la prolungata costrizione del laccio emostatico durante il prelievo, etc.
Per evitare contaminazioni o la rottura dei delicati globuli rossi (emolisi) sono necessarie diverse precauzioni nel prelievo e nel trattamento del campione ematico, alcuni esempi:
- l'ago utilizzato deve essere di dimensioni non troppo ridotte
- tutti gli strumenti e contenitori devono essere puliti, sterili, asciutti e non devono contenere tracce di detergenti.
Il sangue prelevato può essere conservato sotto forma di:
- Sangue intero, con l'aggiunta di anticoagulanti
- Plasma, ottenuto da sangue intero con anticoagulanti per separazione delle cellule mediante centrifugazione
- Siero, ottenuto lasciando coagulare il fibrinogeno e rimuovendo poi il coagulo.
Possibili parametri valutabili (valori di riferimento) [modifica]
Proprietà fisico-chimiche del sangue ed emogas analisi [modifica]
Esprimono importanti caratteristiche del sangue. Il valore del pH è uno dei parametri più stabili; una sua variazione si osserva negli stati di acidosi ed alcalosi (metabolica o respiratoria). L'osmolalità (analoga alla osmolarità è un indice che valuta la forza osmotica del sangue; stati di eccessiva disidratazione (coma iperosmolare) sono eventi patologici frequenti nei diabetici. Inoltre, il gap osmolare, calcolato sottraendo dal dato sull'osmolarità offerto dal laboratorio il dato trovato mediante la formula 2 x [Na+] + [Glucosio]/18 + [Azotemia]/2.8, è un importante parametro da tenere in considerazione nelle acidosi metaboliche con gap anionico aumentato. Normalmente questo gap non dovrebbe superare il valore di 10 - 15 unità; la presenza nel torrente ematico di sostanze a basso peso molecolare come composti tossici acidi aumenta il gap osmolare. In definitiva, un pH ematico diminuito, con gap anionico aumentato e gap osmolare aumentato dovrebbe far sospettare un'acidosi metabolica causata da ingestione di sostanze tossiche acide. La viscosità rappresenta l'insieme delle forze chimiche che contribuiscono allo svilupparsi dell'attrito interno nei fluidi. Una sua diminuzione comporta lo stabilirsi di circoli ipercinetici (anemie); l'aumento della viscosità si ha negli stati infettivi e nella disidratazione.
La pressione parziale dell'ossigeno e della anidride carbonica sono parametri spesso utilizzati per valutare lo stato della ventilazione nei soggetti ospedalizzati. Si conduce mediante prelievo del sangue arterioso.
| Parametro |
Sigla e descrizione |
Valori di riferimento |
Diminuzione |
Aumento |
| pH |
pH, valore del pH ematico. |
7,35-7,45 |
acidosi |
alcalosi |
| Osmolalità |
Misura le (milli)osmoli per litro del sangue. |
275-295 mOsm/kg (giovane adulto) / 280-301 mOsm/kg (sopra 60 anni) |
iposmolalità |
iperosmolalità |
| Viscosità |
Misura il grado di attrito interno del fluido ematico |
1,1-1,22 cP (centiPoise) |
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| Parametro |
Sigla e descrizione |
Valori di riferimento |
Diminuzione |
Aumento |
| Globuli bianchi |
WBC (White Blood Cells): il numero di GB per µL o mm³ di sangue. |
4.000-11.000 |
leucopenia |
leucocitosi |
| Globuli rossi |
RBC (Red Blood Cells): il numero di GR per µL o mm³ di sangue. |
4.000.000-5.500.000 (donna) / 4.500.000-5.900.000 (uomo) |
anemia |
poliglobulia o eritrocitosi |
| Emoglobina |
Hb (Hemoglobin): la quantità in grammi di Hb presente in un L o in un dL di sangue. |
12-16 g/dL (donna) / 13-17 g/dL (uomo) |
anemia |
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| Ematocrito |
Ht (Hematocrit): la percentuale del volume del sangue che è occupato dalle cellule. |
36-47 (donna) / 39-50 (uomo) |
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| Volume medio globuli rossi |
MCV (Mean Corpuscular Volume): il volume medio dei globuli rossi. |
80-100 |
microcitosi |
macrocitosi |
| Contenuto medio di emoglobina |
MCH (Mean Corpuscolar Hemoglobin): la quantità media di emoglobina in ogni globulo rosso. |
27-32 pg |
anemia ipocromica |
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| Concentrazione emoglobinica |
MCHC (Mean corpuscolar Hemoglobin Concentration): la concentrazione media di emoglobina in un globulo rosso. |
32-36 g/dL |
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| Indice di distribuzione globuli rossi |
RDW (Red cells Dispersion Width): l'ampiezza della distribuzione del volume dei GR attorno al suo valore medio. |
11,5-14,5 |
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| Reticolociti |
Percentuale (%) di reticolociti circolanti nel sangue. I reticolociti sono i precursori degli eritrociti maturi. |
0.5-2,0 |
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reticolocitosi |
| Piastrine |
PLTS (Platelets): il numero di piastrine presenti nel campione esaminato. |
150.000-400.000 |
piastrinopenia o trombocitopenia |
piastrinosi o trombocitosi |
| Volume medio piastrine |
MPV (Mean platelet Volume): il volume medio delle piastrine. |
9,9-15,7 |
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Elettroliti sierici [modifica]
Gli elettroliti contenuti nel plasma possono essere misurati nel plasma o nel siero con un elettrodo a membrana (ISE).
| Parametro |
Sigla e descrizione |
Valori di riferimento |
| Basi totali |
Concentrazione nel numero totale delle basi che concorrono alla genesi del pH ematico. |
145-160 mEq/L |
| Calcio |
Concentrazione totale del calcio, sia libero che legato alle sieroproteine. |
8,4-10,2 mg/100mL |
| Cloruro |
Concentrazione dello ione cloro nel plasma. |
98-106 mEq/L |
| Fosfato inorganico |
Concentrazione dello ione fosfato nel plasma. |
2,3-4,1 mg/100 mL (giovani adulti) / 4,5-5,5 mg/100 mL (bambino) |
| Magnesio |
Concentrazione dello ione magnesio nel plasma. |
1,3-2,1 mEq/L |
| Potassio |
Concentrazione dello ione potassio nel plasma. |
3,5-4,5 mEq/L |
| Sodio |
Concentrazione dello ione sodio nel plasma. |
136-146 mEq/L |
Funzionalità renale [modifica]
| Parametro |
Sigla e descrizione |
Valori di riferimento |
| Azotemia |
Concentrazione dell'azoto non proteico nel plasma. |
10-50 mg/100mL |
| Creatinina |
Concentrazione della creatinina nel plasma. |
0,8-1,2 mg/100mL |
| Clearance della creatinina |
Volume di sangue depurato dalla creatinina in un minuto. |
80-120 mL/minuto |
Funzionalità epatica [modifica]
| Parametro |
Sigla e descrizione |
Valori di riferimento |
| Azotemia |
Concentrazione dell'azoto non proteico nel plasma. |
10-50 mg/100mL |
| Acido lattico |
Concentrazione dell'acido lattico nel plasma. Aumentano dopo attività fisica, attività anaerobica e coma da biguanidi. |
4,5-19,8 mg/100mL (sangue venoso) / 4,5-14,4 mg/100mL (sangue arterioso) |
| Acido piruvico |
Concentrazione della acido piruvico nel plasma. |
0,3-0,9 mg/100mL |
| Acido urico |
Concentrazione dell'acido urico nel plasma. Elevate concentrazioni si riscontrano dopo trattamento con chemioterapici e nella gotta cronica. |
4,5-8,2 mg/100mL (maschi) / 3,0-6,5 mg/100mL (femmine) |
| Ceruloplasmina |
Concentrazione della ceruloplasmina nel sangue, proteina responsabile del trasporto dello ione rame. |
23-43 mg/100ml |
| Coenzima Q10 |
Concentrazione del coenzima Q10 nel plasma; una sua diminuzione è documentata nei cardiopatici e in talune malattie neurologiche. |
0,4-1,9 µg/mL |
| Corpi chetonici |
Concentrazione dei corpi chetonici nel plasma. Aumentano in caso di chetoacidosi, grave conseguenza in caso di iperglicemia. |
0,3-2,0 mg/100mL |
| Creatinina |
Concentrazione della creatinina nel plasma, metabolita della creatina, eliminato dai reni. Un aumento della creatininemia è indice di insufficienza renale. |
0,8-1,5 mg/100mL |
| Crioglobulina |
Concentrazione della crioglobulina nel plasma. Questa proteina (presente ad esempio nell'epatite C) precipita a temperature molto basse (di qui il nome). |
Assente |
| Fenilalanina |
Concentrazione della fenilalanina nel plasma, utile parametro per il follow-up dei pazienti con fenilchetonuria. |
0,8-1,8 mg/100mL |
| Ferro |
Concentrazione del ferro nel plasma, diminuita nell'anemia ferro carenziale. |
75-175 µg/100mL |
| Glucosio |
Concentrazione del glucosio nel plasma, parametro richiestissimo e utile per il controllo dei pazienti diabetici. |
20-60 mg/100mL (nei neonati prematuri) / 40-80 mg/100mL (neonati) / 60-100 mg/100mL (bambini) / 70-100 mg/100mL (adulti) |
| Colesterolo |
Concentrazione del colesterolo nel plasma. |
massimo 200 mg/100mL (totale) / 30-70 mg/100mL (HDL) / massimo 100 mg/100mL (LDL) |
| Trigliceridi |
Concentrazione dei trigliceridi nel plasma. |
massimo 170 mg/100mL |
| Piombo |
Concentrazione del piombo nel plasma, da valutare per scongiurare patologie legate ad attività professionale od avvelenamenti (saturnismo). |
massimo 40 µg/100mL (adulti) / massimo 30 µg/100mL (bambini) |
Diversi tracciati elettroforetici con patologie connesse. Descrizione nel testo.
| Parametro |
Valori di riferimento |
Significato |
| Albumina |
55-70% |
L'albumina è la proteina quantitativamente più presente nel plasma. Diminuisce negli stati di iponchia. |
| Alfa1 globulina, (α1) |
2,5-6 % |
Antitripsina e glicoproteina acida sono le proteine che costituiscono principalmente la banda Alfa1 . Si ha un aumento della sua percentuale nei processi infiammatori acuti. |
| Alfa2 globulina, (α2) |
6,5-14% |
Aptoglobulina, alfa2-antiplasmina e alfa;2-macroglobulina sono le proteine che costituiscono principalmente la banda Alfa2. Si ha un aumento della percentuale nei processi infiammatori acuti, nei processi infiammatori cronici e nella sindrome nefrosica. |
| Beta, (β) |
5-15% |
La transferrina, le lipoproteine a bassa densità (LDL) e la frazione c3 del complemento, costituisco principalmente la banda beta. Si ha un aumento nella sindrome nefrosica (unitamente all'aumento di α2). |
| Gamma, (γ) |
11-21% |
In questa banda si concentrano le immunoglobuline (IgA, IgD, IgE, IgG e IgM). Un aumento si può avere in cirrosi epatica (curva a cupola) e nel mieloma multiplo (curva a campanile). |
| Parametro |
Valori nei maschi |
Valori nelle femmine |
| IgA |
90-410 mg/100mL |
50-373 mg/100mL |
| IgD |
0-15 mg/100mL (valore medio: 3) |
0-15 mg/100mL (valore medio: 3) |
| IgE |
0-250 UI/mL |
0-175 UI/mL |
| IgG |
565-1765 mg/100mL (valore medio: 1047) |
565-1765 mg/100mL (valore medio: 1047) |
| IgM |
60-250 mg/100mL |
70-280 mg/100mL |
| Parametro |
Valori di riferimento |
Significato |
| Vitamina A |
30-65 µg/100mL (adulti) / 30-80 µg/100mL (bambini) |
La concentrazione plasmatica della vitamina A viene valutata per stabilire eventuale carenza, caratterizzata da ritardi della crescita e turbe visive. |
| Vitamina B12 |
330-990 pg/mL |
La concentrazione della vitamina B12 è un importantissimo parametro da tenere in considerazione nel trattamento delle atrofie della mucosa gastrica, connesse alla scarsa capacità di garantire un corretto assorbimento della vitamina B12. La carenza di vitamina B12 può portare ad anemia perniciosa, aumento dei livelli ematici di omocisteina e danni neurologici. |
| Vitamina C |
0,6-2 mg/100mL |
La concentrazione della vitamina C si valuta per diagnosticare eventuali complessi sindromici riconducibili allo scorbuto. |
Markers tumorali [modifica]
Alfa-fetoproteina (AFP): è una glicoproteina con pm 72.000 sintetizzata dagli epatociti embrionali e presente nel siero del feto in quantità elevate che però vanno a diminuire nelle prime settimane di vita. Nella vita adulta possono mantenersi dei valori non superiori a 20 ng/ml (range 10-40 ng/ml). Valori superiori ai 40 nn/ml in un adulto sono quasi sempre indice di una neoplasia (epatoma, carcinoma embrionale, gastrico, polmonare, pancreatico, del colon, della prostata); valori più elevati sono sempre presenti nei carcinomi epatocellulari primitivi. Il dosaggio dell’ AFP è un test specifico per l’epatoma maligno in quanto una parte del tessuto neoplastico riprende la capacità del fegato embrionale di sintetizzare tale proteina. È stato osservato che anche alcune patologie epatiche quali cirrosi ed epatite virale possono sviluppare tale sintesi, probabilmente come espressione di un processo rigenerativo parenchimale. Nelle patologie fetali un aumento dei valori sono espressione di malformazioni del tubo neurale e nella sofferenza fatele grave nei casi di iperbilirubinemia e nella tirosine mia ereditaria. L'AFP si determina con i test radioimmunologici, elettroforesi, immunoelettroforesi, immunodiffusione radiale e metodiche enzimoimmunologiche. Oltre che nell’epatoma, un aumento di tale proteina si riscontra nel teratoblastoma e in corso di metastasi epatiche. (Fonti bibliografiche: il manuale di medicina)
Ca 15.3: È un antigene glicoproteico espresso dalle cellule tumorali umane della mammella. Non ha valore diagnostico in senso stretto. Un aumento dei valori del Ca 15.3 si trova in caso di formazione neoplastica della ghiandola mammaria e in altre forme tumorali, anche se può essere presente in alcune patologie non tumorali. La sua concentrazione decresce a seguito della terapia antiblastica o può innalzarsi in caso di recidive, patologie residue e metastasi. Il dosaggio di tale antigene è utile quindi nel monitoraggio dei trattamenti dei pazienti con neoplasie maligne e per la valutazione della terapia . Una diminuzione del valore può essere indicativa di una risposta positiva alla terapia e quindi di andamento favorevole della malattia. Un aumento invece indica un incremento nefasto della patologia o di una cattiva risposta alla terapia. Valori normali attesi: < 30 U/ml (Fonti bibliografiche: BioMerieux)
Markers immunologici [modifica]
Quadro reumatico [modifica]
- Simonetta Adamanti, Dati di laboratorio (valori normali), Roma, Casa editrice scientifica internazionale, 1992. ISBN 88-86062-0366