Ipovolemia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'ipovolemia è la diminuzione del volume di sangue circolante (volemia).

Cause principali[modifica | modifica wikitesto]

Emorragia[modifica | modifica wikitesto]

È intesa come la perdita di sangue. Può essere:

  • esterna, ad esempio attraverso una ferita da taglio;
  • interna, causata da un danno agli organi interni: in questo caso il riconoscimento è più difficile. Esempi sono fistole gastrointestinali, lesioni ad arterie o vene viscerali a causa di traumi contundenti, lesioni alla parete degli organi interni (molteplici cause).

Perdite cutanee[modifica | modifica wikitesto]

  • ustioni gravi
  • sudorazione: la sudorazione eccessiva causa perdita di elevate quantità di acqua, fino a 3 litri nell'attività motoria intensa. È innescata da meccanismi di termoregolazione, specialmente dopo sforzi muscolari intensi.

Perdite gastrointestinali[modifica | modifica wikitesto]

Vomito e diarrea prolungati causano veloce perdita di acqua, la quale costituisce il 92% del plasma. Una diminuzione dell'acqua nell'organismo, se non reintegrata, è ovviamente causa di diminuzione di volume di tutti i liquidi, soprattutto quelli extracellulari come il sangue. Causa di diarrea e vomito è ad esempio un'infezione da colera.

Perdite renali[modifica | modifica wikitesto]

Sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Shock ipovolemico:

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Si somministrano sostituti artificiali del plasma come i plasma expanders.

Prognosi[modifica | modifica wikitesto]

Lo shock ipovolemico, se non viene rapidamente riconosciuto e curato, porta a morte in pochi giorni per insufficienza multiorgano, che principalmente consiste in insufficienza respiratoria, insufficienza renale e acidosi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Cecil textbook of Medicine, 21th edition Ed. Saunders