Sbrigliamento

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Tessuto necrotico in una gamba sinistra viene sottoposto a sbrigliamento chirurgico in un paziente con fascite necrotizzante

Lo sbrigliamento[1], o in inglese debridement, è una tecnica medica che prevede la rimozione di tessuto lacerato, devitalizzato o contaminato.

Lo sbrigliamento è perciò la rimozione del tessuto morto, danneggiato o infetto per migliorare la salute del tessuto residuo. Può essere compiuta da un intervento chirurgico per via meccanica, chimica, autolitico o attraverso la terapia larvale, in cui certe specie di larve consumano selettivamente il tessuto necrotico.

In odontoiatria lo sbrigliamento si riferisce alla rimozione di placca e tartaro dentale che si sono accumulati sulla superficie dentale. In questo caso lo sbrigliamento viene eseguito con strumenti che impiegano gli ultrasuoni per fratturare il calcolo, facilitando in tal modo la sua rimozione, nonché con l'utilizzo di utensili come la curette, o da sostanze chimiche come perossido di idrogeno.

Lo sbrigliamento è una parte importante del processo di guarigione delle ferite o gravi ustioni. Anche usato nel trattamento di alcuni tipi di morsi di serpente.

Tipi di sbrigliamento[modifica | modifica sorgente]

Ci sono alcuni modi per rimuovere il tessuto necrotico:[2]

  • Sbrigliamento autolitico: si ricorre a delle medicazioni umide per promuovere l'autolisi tramite enzimi prodotti dall'organismo e dai globuli bianchi del sangue. Si tratta di un processo lento, ma per lo più indolore. È decisamente più efficace nei pazienti con sistema immunitario non compromesso.
  • Sbrigliamento biologico: la terapia larvale di sbrigliamento si basa sull'utilizzo di larve ad uso medico che si nutrono del tessuto necrotico e quindi puliscono la ferita nel contempo rimuovendo i batteri. Questo tipo di trattamento era stato ampiamente utilizzato nel passato e successivamente è caduto in disgrazia. Tuttavia nel gennaio 2004, una agenzia di controllo statale, la Food and Drug Administration (FDA) ha approvato l'utilizzo di larve come dispositivo medico.
  • Sbrigliamento enzimatico o chimico: è l'uso di alcuni particolari enzimi che promuovono la rimozione del tessuto necrotico.
  • Sbrigliamento meccanico: comporta l'uso di particolari medicazioni, idromassaggio oppure ultrasuoni per rimuovere l'escara di una ferita stabile.
  • Sbrigliamento chirurgico: o sbrigliamento tramite utilizzo di lame da bisturi e simili. È il metodo più veloce, in quanto permette al chirurgo di eliminare rapidamente il tessuto necrotico, il tessuto carente e la fibrina.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La base per il management efficace delle ferite: detersione e sbrigliamento
  2. ^ Guida di salute della famiglia: Tipi di sbrigliamento

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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