Odontoiatria

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Paziente con diga dentale

L'odontoiatria è quella branca della medicina che si occupa della prevenzione, della diagnosi e della terapia medica e chirurgica delle patologie che colpiscono denti, gengive, ossa mascellari (mascellare superiore e inferiore o mandibola), articolazioni temporo-mandibolari (ATM), ghiandole salivari, tessuti neuro-muscolari e mucose orali.

Tutte le parti appena descritte vengono spesso sinteticamente nominate come "apparato stomatognatico" (dove "stoma, stomatos"="bocca" e "gnatos"="mascella").

Specializzazioni[modifica | modifica sorgente]

L'odontoiatria si suddivide nelle seguenti branche:

Chirurgia Odontostomatologica[modifica | modifica sorgente]

La chirurgia odontostomatologica si occupa dell'estrazione di denti molto malati o distrutti che non è possibile salvare con altra terapia (per esempio con l'endodonzia), e dell'estrazione di residui radicolari; della rimozione di radici o di denti rimasti inclusi o semi-inclusi nell'osso come gli ottavi in disodontiasi; di frenulectomie, alveoloplastiche, asportazione dell'apice di denti coinvolti in processi infiammatori quando non trattabili con la sola endodonzia, asportazione di cisti e tumori e neoformazioni del cavo orale. A scopo implantoprotesico può rendersi necessaria l'elevazione del pavimento del seno mascellare mediante innesto di materiale biocompatibile (osso autologo o eterologo, fattore di crescita derivante dalle piastrine ecc.). La chirurgia odontostomatologica concerne anche l'estrazione di denti sani in casi di "affollamento dentario" (situazione in cui la larghezza complessiva degli elementi dentari di un'arcata è superiore alla larghezza dell'arcata stessa) o ai fini di una corretta terapia ortodontica.

Endodonzia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Endodonzia.

Come la conservativa si occupa delle lesioni dei denti, ma il campo di interesse è quello della patologia pulpare, e sue conseguenze. Il suo scopo principale è la prevenzione e la cura della parodontite apicale. A livello terapeutico, l'intervento tipico prevede lo svuotamento dei "canali" dei denti dal tessuto pulpare infetto o necrotico, la disinfezione e sagomatura dei canali ed il loro successivo riempimento con materiali appositi. Lo scopo è rendere impossibile la riproduzione dei batteri nei canali stessi, fallendo il quale scopo il dente è destinato a sviluppare un granuloma, che può acutizzarsi successivamente in un ascesso dentario, o svilupparsi in cisti radicolare. La terapia endodontica (detta anche terapia canalare o devitalizzazione) è dunque la terapia primaria anche per eliminare granulomi e cisti (lesioni spesso asintomatiche rilevabili con lastrine radiografiche endorali).

Gnatologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gnatologia.

La gnatologia è quella parte dell'odontoiatria che studia i rapporti e le funzioni tra ossa mascellari, denti, articolazione temporo-mandibolare, muscoli che muovono i mascellari, il sistema nervoso che comanda quei muscoli e la lingua, le correlazioni fisiologiche e patologiche tra tutte queste componenti, ed il loro effetto sul resto dell'organismo.

Igiene Dentale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Igienista dentale.

L'igiene dentale è la branca dell'odontoiatria che si occupa della prevenzione di tutte le patologie del cavo orale mediante terapie e trattamenti quali: sbiancamento, detartrasi, diagnosi di igiene dentale, prescrizione di collutori, fluoro e presidi di igiene domiciliare e tanto altro. È praticata dall'odontoiatra o dall'igienista dentale. L'igienista dentale, laureato in Igiene Dentale, esercita la sua professione su indicazione dell'odontoiatra e senza l'obbligo di presenza dello stesso.

Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche ogni persona, anche con un'elevata salute del cavo orale, dovrebbe fare richiami di igiene dentale almeno ogni 6 mesi.

Implantologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Implantologia.

L'implantologia si occupa della sostituzione di elementi dentali compromessi o già mancanti, con analoghi artificiali chiamati impianti dentali, posizionati attraverso un intervento chirurgico. L'impianto dentale si integra con il tessuto osseo mandibolare e non può successivamente essere rimosso. Gli impianti di più recente concezione hanno generalmente una forma cilindrica o tronco-conica (root-shaped) con delle spire che hanno lo scopo di aumentarne la ritenzione primaria, cioè la stabilità meccanica durante il periodo di guarigione (al termine del quale la stabilità sarà data principalmente dall'osteointegrazione, cioè dall'osso neoformato cresciuto a diretto contatto della superficie implantare, che risulta perciò in "anchilosi"). Sono in garn parte costituiti di titanio. Un tempo si utilizzavano impianti endossei a "lama" o anche impianti "sottoperiostali", oggi quasi del tutto abbandonati. A guarigione avvenuta, o in alcuni casi anche in fase precoce (carico immediato) è possibile alloggiare nell'impianto (invisibile in bocca) un pilastro (abutment) che viene utilizzato come sostegno per la protesi fissa (corona o ponte) o per la protesi rimovibile (contribuendo alla sua ritenzione).

Odontoiatria conservativa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Odontoiatria conservativa.

L'odontoiatria conservativa si occupa di trattare le lesioni a carico dello smalto e della dentina dei denti (in principal modo dovuta a carie, ma anche a traumi, erosioni, abrasioni) con la finalità di restaurare la normale funzione ed estetica di quest'ultimi. Per restaurare tali lesioni, è possibile utilizzare:

  • una tecnica diretta (l'odontoiatra prepara nel dente una idonea cavità eliminando il tessuto malato o non comunque conservabile e ricostruisce il dente nella stessa seduta);
  • una tecnica indiretta (l'odontoiatra prepara una cavità, eventualmente realizza una pre-ricostruzione (build-up) e ne rileva un'impronta che passa poi a un laboratorio odontotecnico. L'odontotecnico (tecnico specializzato nel costruire manufatti quali dentiere, protesi dentali, intarsi) costruisce poi un manufatto su misura, di grande precisione, che verrà cementato sul dente dall'odontoiatra nel corso di una seduta successiva).

La tecnica diretta è la più frequentemente utilizzata nel caso di lesioni piccole e medie; la tecnica indiretta di norma è riservata alle perdite di sostanza dentale più importanti.

Fino a pochi anni or sono, il materiale più frequentemente utilizzato per le otturazioni dei molari e premolari era costituito dall'amalgama d'argento. Da qualche anno tale materiale è stato progressivamente rimpiazzato dalle resine composite, che permettono, oltre ad una migliore estetica, anche l'esecuzione di cavità più conservative (cioè meno destruenti nei confronti del dente trattato, perché in questo caso è il materiale che si adatta alla cavità, mentre per l'amalgama al termine della bonificazione dalla carie era necessario dare alla cavità una forma idonea a ritenere il materiale). Le otturazioni (indipendentemente dal materiale, ma tassativamente con le resine composite) devono essere realizzate con l'ausilio della diga di gomma, ovvero di un foglio di gomma, posto in bocca del paziente, che ha lo scopo di non far giungere batteri sotto all'otturazione e di evitare che la saliva bagni i denti da trattare, visto che le otturazioni in composito sono "incollate" con adesivi che assolutamente non funzionano su substrati bagnati (e di conseguenza le otturazioni si distaccherebbero, saltando via o infiltrandosi). Nelle cavità più estese dove è necessaria una ricostruzione delle cuspidi è di solito preferibile una soluzione indiretta con intarsi (onlays) in oro (non estetici), in ceramica o in resina composita (entrambi estetici).

Odontologia forense[modifica | modifica sorgente]

L'Odontologia forense è quella branca della medicina legale nella quale evidenze odontoiatriche sono suscettibili di esame, valutazione e presentazione in procedimenti giudiziari civili e penali. In particolare essa comprende valutazioni medico-legali odontoiatriche in relazione a maltrattamenti/abusi, la stima dell'età di soggetti viventi o cadaveri, l'analisi e la valutazione di lesioni da morso umano, identificazione umana forense. Per quanto concerne la prevenzione e la conciliazione del contenzioso in odontoiatria o la valutazione, in ambito civilistico o penalistico, del danno odonto-stomatologico conseguente ad eventi traumatici o a responsabilità professionale, compresi gli aspetti concernenti i risarcimenti o gli indennizzi assicurativi, più propriamente ci si riferisce alla dizione "Odontoiatria Legale".

Odontoiatria pediatrica o pedodonzia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pedodonzia.

La pedodonzia si occupa dell'odontoiatria rivolta ai bambini, con particolare attenzione alla prevenzione delle lesioni cariose (suggerimento di dieta corretta, applicazioni di fluoro) ed alla ricerca della collaborazione dei piccoli pazienti, che si traduce nella accettazione da parte dei bimbi di sottoporsi di buon grado alle eventuali terapie necessarie.

Ortognatodonzia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi ortodonzia .

L'ortognatodonzia è quella branca rivolta alla correzione di malposizioni dei denti, causate a volte da insufficiente o eccessivo sviluppo di uno o di entrambi i mascellari. Spesso viene richiesta per motivi estetici, ma il suo scopo è fondamentalmente quello di ristabilire una corretta funzione masticatoria della bocca. Esistono due grandi famiglie di trattamenti ortodontici. L'ortodonzia fissa, in genere usata in pazienti adulti o in ragazzi in dentatura permanente, si avvale di apparecchi che solamente il dentista può togliere e, con forze meccaniche di fili ortodontici, molle ed elastici, permette il riposizionamento dentale. L'ortodonzia funzionale e/o ortopedica, che si usa in pazienti in crescita, impiega apparecchi in genere rimovibili, ad esempio il "Monoblocco di Andresen", il "Bionator di Balters", l'"Attivatore di Funzione Frankël" ecc. avvalendosi delle stesse forze muscolari per guidare lo sviluppo delle mascelle e favorire il corretto riposizionamento dei denti. Molto spesso un trattamento ortognatodontico può essere composto da due fasi di trattamento: la prima funzionale/ortopedica e la seconda ortodontica con apparecchiatura fissa. L'ortodonzia fissa si avvale eventualmente anche di estrazioni "strategiche" di elementi dentali sani, allo scopo di creare uno spazio indispensabile al buon riposizionamento dei denti malposti.

Patologia e Medicina Orale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Patologia orale.

La Patologia e Medicina Orale è quella parte della Odontoiatria che studia le patologie a carico delle mucose orali (malattie autoimmuni, infettive, neoplastiche, displastiche, paraneoplastiche, manifestazioni orali in corso di malattie e/o terapie sistemiche) e delle ossa mascellari (cisti, tumori odontogeni, localizzazioni intraossee di quadri morbosi sistemici).

Parodontologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parodontologia.

La parodontologia è quella branca che si occupa della diagnosi e del trattamento delle patologie che affliggono il parodonto (organo di sostegno dei denti naturali, costituito da: osso alveolare, cemento radicolare, legamento parodontale, gengiva. Le cause delle malattie parodontali (colloquialmente sintetizzate dal termine "piorrea", termine che però andrebbe limitato alla fuoriuscita di pus dalle gengive) sono batteriche, traumatiche, metaboliche. La malattia parodontale può essere distinta in malattia parodontale superficiale (gengiviti) e malattia parodontale profonda (parodontiti). L'etiopatogenesi è prevalentemente batterica, soprattutto Gram-, in presenza di placca muco-batterica. Da studi passati è stato ampiamente dimostrato che la mancanza o un' insufficiente igiene orale provoca gengiviti in tutti i soggetti, mentre l'instaurarsi della malattia parodontale necessita di una predisposizione individuale dovuta a un deficit immunologico, locale o generale. Un'altra causa di danno parodontale sono i traumi occlusali di primo tipo, cioè quei traumi dovute a forze anomale per intensità, verso o direzione applicate su elementi dentari originariamente sani. Possono incidere anche cause metaboliche: le gengive fanno, di diritto, parte dell'apparato digerente. Se l'alimentazione è innaturale, viziata, carente o eccessiva, o mal combinata, risulta nel tubo digerente una alterazione della normale flora batterica. Queste alterazioni inducono uno stato di intossicazione subcronico, presente ancorché non percepito dalla persona, ma le gengive malate ne costituiscono la spia, uno dei possibili segnali di avvertimento. Se il dentista sospettasse una simile causa dovrebbe integrare la terapia del cavo orale con una riconsiderazione della dieta e dello stile di vita della persona.

Protesi dentaria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Protesi dentaria.

La Protesi si occupa di ripristinare o sostituire elementi dentali mancanti con manufatti protesici (costruiti dall'odontotecnico che provvede a realizzarli su precisa indicazione dell'odontoiatra). La protesi si definisce:

  • protesi fissa, quando appoggia su elementi dentari naturali e/o artificiali (v. impianti e implantologia): i manufatti protesici sono cementati o avvitati in maniera permanente.
  • protesi rimovibile: il manufatto protesico è progettato per essere rimosso dalla cavità orale, solitamente è mantenuto stabile da ganci o attacchi; può sostituire alcuni elementi dentari con una protesi chiamata parziale, che può essere completamente in materiale acrilico (generalmente PMMA) oppure composta da una parte in materiale acrilico che fa corpo unico con una in materiale metallico chiamata scheletrato. La protesi rimovibile può sostituire l'intera arcata dentale e il suo nome è "Protesi totale" o "dentiera". Tutti i tipi di protesi (fissa o rimovibile) dovrebbero essere accuratamente detersi ogni giorno (per mezzo di dentifricio e spazzolini).

La protesi rimovibile, dovrebbe essere rimossa durante la notte per permettere ai tessuti sui quali appoggia, di avere un libero scambio di sostanze con il cavo orale.

Normativa[modifica | modifica sorgente]

Il profilo professionale per gli odontoiatri è regolamentato dall'art.2 della Legge n.409 del 1985[1][2]:

« Formano oggetto della professione di odontoiatra le attività inerenti alla diagnosi ed alla terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché alla prevenzione ed alla riabilitazione odontoiatriche.

Gli odontoiatri possono prescrivere tutti i medicamenti necessari all'esercizio della loro professione. »

L'art.4 della Legge 409/85 e successive modifiche ed aggiornamenti[3] istituisce l'Albo degli Odontoiatri, che si aggiunge all'Albo dei Medici Chirurghi tenuto dall' Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Questo articolo, secondo l'interpretazione più diffusa, vincolerebbe l'esercizio della professione alla iscrizione all'Albo, non alla laurea posseduta (in Medicina piuttosto che in Odontoiatria), il predetto articolo così recita a proposito dell'Albo degli Odontoiatri:

« L'iscrizione al predetto Albo è incompatibile con la iscrizione ad altro Albo professionale. »

In ogni caso è possibile la cosiddetta "doppia iscrizione", ossia l'iscrizione consentita per alcuni laureati in Medicina e Chirurgia - in possesso di particolari requisiti - sia all'albo degli Odontoiatri che a quello dei Medici Chirurghi oltre che per i professionisti che hanno conseguito entrambe le lauree.

Il primo provvedimento normativo che regolamenta la professione di dentista è del settembre 1699 in Francia, l'articolo 50 delle Lettre Patentes di Luigi XIV prevede per la Città di Parigi e sobborghi[4]:

« il sera fait défense à tous bailleurs, renoueurs d’os, aux experts pour les dents... et tous autres exerçant telle partie de la chirurgie qui soit... d’avoir aucun étalage ni exercice dans la ville et faubourgs de Paris,... s’ils n’ont été jugés capables... »

Dal punto di vista storico già il Regno di Sardegna con l'art.47 del Regolamento annesso a RR. PP. (Regie Partenti) del 16 marzo 1839 prevedeva per l'arte di dentista[5]:

« Niuno può esercitare la medicina, l'ostetricia, la flebotomia, o le professioni di oculista, dentista, levatrice, o altra parte qualunque della chirurgia, senza aver ottenuto l'approvazione rispettiva da una Università degli studi de' R.Stati. »

In seguito l'art. 30 del Regolamento 25 luglio 1844 abroga il disposto dell'art.47 del Regolamento annesso alle Regie Patenti del 16 marzo 1839, dichiarando abolite le approvazioni per frazioni della chirurgia conosciute sotto i nomi di dentista, ernista, litotomista, oculista, e simili[6].

Il primo provvedimento dopo la proclamazione del Regno d'Italia (1861) avente per oggetto specifico l'attività di dentista è del 1865[7]:

« art.117 Nessuno potrà esercitare l'arte di dentista se non ha ottenuto il diploma di chirurgia in una Università dello Stato.

Art.118 Riguardo a coloro che alla data del presente Regolamento legalmente esercitassero l'arte di dentista in virtù di patente d'idoneità diversa da quella indicata nell'articolo precedente saranno applicate le disposizioni dell’articolo 114 concernenti l'esercizio della flebotomia. »

In seguito modificato nel 1866[8]:

« Art. 117. Nessuno potrà esercitare l'arte di dentista, se non ha ottenuto il diploma in alta chirurgia od in chirurgia minore, ovvero quello speciale di dentista, in una delle Università dello Stato. »

Nei periodi precedenti all'unificazione ogni Stato o Repubblica regolamentava la professione di dentista in modo autonomo.

Sul tema prevenzione odontoiatrica vi è una ricca normativa[9], dedicata all'educazione e all'istruzione alla igiene orale nelle scuole[10][11][12], compito già affidato ai servizi di Igiene e Sanità Pubblica dal D.P.R. n. 264 del 1961[13]:

« Art. 11 La vigilanza igienica delle scuole e la tutela sanitaria della popolazione scolastica vengono esercitate con servizi medico-scolastici a carattere prevalentemente profilattico e con servizi specialistici. A mezzo di tali servizi si provvede: ...
f) all'educazione igienico-sanitaria della popolazione scolastica; ...

Art. 12 I servizi medico-specialistici di cui all'articolo 11 concernono:

1) le imperfezioni e le malattie dentarie; ... »

Nel piano nazionale per la prevenzione per gli anni 2010-2012 (PNP)[14], la voce "patologie orali" discute sulla importanza della prevenzione odontoiatrica:

« Le patologie del cavo orale, associate in molti casi a scarsa igiene, ad una alimentazione non corretta, a stili di vita non salutari ed in associazione eventualmente con malattie cronico-degenerative, immunitarie ed infettive, influiscono negativamente sulla qualità di vita degli individui, specie in età evolutiva.

Si tratta di malattie di cui è nota l'eziologia, la patogenesi, l'evoluzione e soprattutto gli alti costi sociali e che trovano nella prevenzione una misura fondamentale in termini di efficacia e favorevole rapporto costobenefici. Appare, pertanto, chiaro il ruolo fondamentale della prevenzione in considerazione del fatto che una buona prevenzione odontostomatologica consente ricadute positive per altre patologie cronico-degenerative sistemiche. Nonostante ì miglioramenti in termini dì salute orale globale, raggiunti negli ultimi anni, rimane ancora elevata la necessità di promuovere ulteriori interventi che mirino ad avere massima efficacia e, soprattutto, vedano coinvolte tutte le professionalità deputate al mantenimento ed al ripristino della salute orale. ... »

L’apertura di uno Studio Per poter esercitare il dentista deve sottostare agli obblighi di legge disciplinanti la materia; dopo l’esame di stato il Laureato, per poter esercitare la professione medica l’odontoiatra ha l’obbligo di iscriversi all’Ordine Professionale della Provincia dove intende svolgere la propria attività; l’autorizzazione ad esercitare nel locale destinato a Studio Dentistico è subordinato alla comunicazione ed al controllo della ASL territoriale, di tutte le normative vigenti in tema di apertura e inizio attività.

Il Piano di Sicurezza dello Studio odontoiatrico (La sicurezza sul lavoro: la legge 626)

Anche lo Studio Dentistico è sottoposto alle normative riguardanti l’applicazione della sicurezza sui luoghi dove si svolge attività professionale, nel quale ci si avvale di collaboratori dipendenti o collaboratori liberi professionisti e si ricevono persone da sottoporre a cure ed in particolare alla osservanza dell’art.4 comma 1 che dispone: il datore di lavoro deve valutare, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze e dei preparati chimici impiegati, nonché della sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli esposti a rischi particolari. All’esito di questa valutazione, il datore di lavoro dovrà produrre un documento denominato Piano di Sicurezza dello Studio contenente:

a) una relazione dei rischi per la sicurezza e la salute durante il lavoro, nella quale sono specificati i criteri adottati per la valutazione stessa. b) L’individuazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate in conseguenza della valutazione di cui alla lettera a, nonché delle attrezzature di protezione utilizzate c) Il programma di attuazione delle misure di cui la lettera b.

Incombenze anche in tema di:

1) Meccanica, delle apparecchiature elettromedicali e attrezzature odontoiatriche 2) Impiantistica elettrica, messa a terra 3) Rifiuti speciali, assimilabili ospedalieri 4) Registro degli infortuni Tenute e aggiornamento di 5) Radioprotezione del personale dipendente, collaboratori e pazienti e personali 6) Rumore, controllo fonometrici 7) Luce, illuminazione ambientale 8) Biologico: esposizione ai virus e all’epatite c 9) Gas, nell’utilizzo di protossido d’azoto quale gas anestetico 10) Postura, ergonomia del posto di lavoro ( posizione fisiologica corretta 11) L’uso di VDT, monitor, schermi TV, ecc.

Il Medico titolare ha l’obbligo di:

svolgere i compiti propri del servizio di prevenzione dei rischi o individuare figura idonea ( nel caso di più professionisti esercitanti nel medesimo ambiente di lavoro) sorveglianza sanitaria con esecuzione degli accertamenti complementari

a) profilassi delle malattie infettive b) rilascio di idoneità lavorativa c) individuare/fornire ai lavoratori i necessari mezzi idonei di protezione individuali, ambientali e d’emergenza d) impartire a ciascun lavoratore un’adeguata informazione mirata ai rischi e alla sicurezza specifica del proprio posto di lavoro e) tenere un registro cronologico degli infortuni sul lavoro come da art.4/5c f) provvedere al rilascio al dipendente/i, al momento della risoluzione del rapporto, copia delle cartelle sanitarie e di rischio.

Le Ispezioni

Il titolare dello studio può demandare a personale esterno ( ditte specializzate abilitate ) l’elaborazione del Piano Sicurezza e conservato da esibire in occasione di eventuali controlli e/o verifiche autorizzazioni Tale documento dovrà poi essere rielaborato ogni qualvolta intervengano modifiche nello studio ( cambio poltrone, autoclave, apparecchio emittente RX, ecc.) e trasmesso all’organo di vigilanza competente per territorio ( ASL)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Legge 24 luglio 1985, n. 409 (GU n. 190 suppl.ord. del 13/08/1985) Istituzione della professione sanitaria di odontoiatria e disposizioni relative al diritto di stabilimento ed alla libera prestazione di servizi da parte dei dentisti cittadini di stati membri delle comunità europee., Corte Suprema di Cassazione. URL consultato il 20 dicembre 2009.
  2. ^ Profili Professioni Sanitarie - Odontoiatra -, Ministero Salute. URL consultato il 4 dicembre 2009.
  3. ^ LEGGE 24 luglio 1985, n. 409 ., Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Prato. URL consultato il 17 novembre 2010.
  4. ^ Exercice illégal de l'art dentaire en France et en particulier à Toulouse du début du XVIIIème siècle jusqu'en 1789, Bibliothèque Interuniversitaire de Médecine de Paris. URL consultato il 3 febbraio 2011.
  5. ^ Volume 2 di Manuale dizionario di amminio: trazione municipale, provincale, e delle opere pie, Carlo Borda, 1863, Università di Princeton. URL consultato il 6 settembre 2010.
  6. ^ Giornale delle scienze mediche, Volumi 31-33, 1858, Università di Ghent. URL consultato il 6 settembre 2010.
  7. ^ Regio decreto 8 giugno 1865 n.2322, Firenze, approvativo del Regolamento per l'esecuzione della Legge sulla sanità Pubblica.
  8. ^ Regio decreto 14/06/1866 n.3003 (G.U. 7/7/1866) Sostituzione dell'art. 117 del Regolamento 8 giugno 1865 sulla sanità pubblica, riguardante l'arte del dentista.
  9. ^ Conseil de L'Europe, Comité des Ministres, Resolution (74)6F / 27 février 1974 sur les methodes propres a ameliorer la sante bucco-dentaire, Council of Europe. URL consultato il 20 dicembre 2009.
  10. ^ Conclusioni del Consiglio e dei ministri dell'istruzione riuniti in sede di Consiglio, del 27 novembre 1992, sull'educazione alla salute nelle scuole. Gazzetta ufficiale n. C 336 del 19/12/1992 pag. 0008 - 0008, eur-lex.europa.eu. URL consultato il 27 dicembre 2009.
  11. ^ Risoluzione del Consiglio e dei Ministri della pubblica istruzione, riuniti in sede di Consiglio del 23 novembre 1988 sull'educazione alla salute nelle scuole. CEE Gazzetta ufficiale n. C 003 del 05/01/1989 pag. 0001 - 0003, eur-lex.europa.eu. URL consultato il 27 dicembre 2009.
  12. ^ Health 21. The health for all policy framework for the WHO European Region (European Health for All Series No. 6), World Health Organization, Regional Office for Europe, Copenhagen, 1999, pp. 56–57,60,188. ISBN 9289013494.
  13. ^ Decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1961, n. 264 Disciplina dei servizi e degli organi che esercitano la loro attività nel campo dell'igiene e della sanità pubblica. (GU n.100 del 22 aprile 1961) art. 11-12, Corte Suprema di Cassazione. URL consultato il 20 dicembre 2009.
  14. ^ Rep. Atti n. 63/csr del 29 aprile 2010. Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n . 131, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente il Piano nazionale per la prevenzione per gli anni 2010-2012 ., statoregioni.it. URL consultato il 18 luglio 2010.

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