Iperventilazione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Si definisce iperventilazione una serie frequente di atti respiratori che portano ad un aumento massiccio di ossigeno ed a una riduzione notevole dell'anidride carbonica nel sangue.

Dal punto di vista della durata dell'apnea, l'irrisorio aumento dell'ossigeno potrebbe sembrare avere effetti positivi; in realtà, la diminuzione della concentrazione di anidride carbonica porta a non avvertire la "fame d'aria", dato che è proprio la quantità di questo composto che informa il sistema nervoso centrale riguardo alla necessità di respirare; ritardando quindi lo stimolo ventilatorio, l'ossigeno presente può così scendere a valori troppo bassi, provocando una sincope ipossica.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

In passato, l'iperventilazione era una tecnica molto usata dai grandi dell'apnea; ora invece si preferisce ricorrere a nuove tecniche di ventilazione e rilassamento, come la respirazione pranayama.

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

Fra i sintomi si riscontrano:

  • Respiro troppo rapido e superficiale;
  • Possibile dolore toracico o altri sintomi simili all’attacco cardiaco;
  • Possibile sensazione di formicolio alle estremità superiori e crampi alle dita;
  • Agitazione.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tentare di calmare e rassicurare il soggetto;
  • Monitorare le funzioni vitali (stato di coscienza, respiro e circolo), se incosciente chiamare o far chiamare il 118;
  • Far respirare il soggetto dentro un sacchetto di carta (aumentando così il livello di anidride carbonica nel sangue).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina