Ipoacusia

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Ipoacusia
Audiogramma sordità.jpg
Audiometria che mostra residui uditivi alla basse frequenze. Reperto compatibile con grave e diffusa sofferenza a carico delle cellule neurosensoriali della coclea o a carico del nervo acustico.
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 389
ICD-10 (EN) H90-H91

Per ipoacusia si intende una riduzione, più o meno grave, dell’udito.

Audiometria normale.

Indice

Definizione [modifica]

Il termine ipoacusia indica una riduzione dell'udito; tale riduzione può essere di lieve, media o grave entità. L'ipoacusia può essere monolaterale, bilaterale simmetrica o bilaterale asimmetrica. Quando la perdita della capacità uditiva è completa e bilaterale si parla di cofosi; se invece la perdita totale è di tipo monolaterale viene definita anacusia. L'udito è una funzione molto importante e una sua riduzione può compromettere seriamente la qualità della vita di un soggetto. L'ipoacusia è una condizione molto diffusa; si stima infatti che il 40% della popolazione sopra i 75 anni soffra di ipoacusia. Prima di analizzare in dettaglio le caratteristiche dell'ipoacusia, riteniamo opportuno fornire qualche informazione sull'anatomia e la fisiologia dell'organo uditivo. L'organo dell'udito consta di tre apparati: l'apparato di trasmissione, l'apparato di trasduzione e l'apparato di trasferimento e di percezione.

Classificazione [modifica]

In base alla sede del danno che ha portato ad ipoacusia può essere classificata come

  • Ipoacusia mista: in questi casi la causa del danno uditivo coinvolge sia l’apparato di trasmissione (orecchio esterno o medio) del suono che quello di trasduzione (coclea) o trasmissione (nervo acustico). Molti dei fenomeni infiammatori (otiti) o distrofici (otosclerosi) a carico dell’orecchio medio causano questo tipo di ipoacusia.
  • Ipoacusia percettiva: il danno è localizzato a livello delle vie centrali di trasmissione del segnale nervoso. In questi casi l’audiogramma può risultare normale pur con significativa alterazione delle capacità integrative.

In base all’entità dell’ipoacusia si riconoscono:

  • Ipoacusia lieve: tale deficit è caratterizzato da un abbassamento della soglia uditiva tra 20 e 40 dB. Essa, a parte la non audizione di suoni e rumori fievoli, non comporta nel bambino nessun problema nell'apprendimento del linguaggio.
  • Ipoacusie medio/lievi: deficit uditivo caratterizzato da un abbassamento della soglia uditiva che varia tra i 40 e 65 dB. Tale deficit, se diagnosticato nei primi mesi di vita di un bambino, non porta quasi nessun rischio nell'imparare il linguaggio.
  • Ipoacusia profonda: tale deficit si attesta con perdite uditive che variano dai 65 agli 85 dB. Come nella sordità, se essa si manifesta in età preverbale, l'apprendimento del parlato risulta essere molto precario.
  • Sordità: deficit superiore agli 85 dB(decibel), con compromissione dell’acquisizione del linguaggio nell’età infantile e handicap sociale nell’età adulta.

Inoltre è possibile distinguere

  • Anacusia: perdita completa unilaterale dell’udito
  • Cofosi: perdita completa bilaterale dell’udito

Bibliografia [modifica]

  • Albera e Rossi, Otorinolaringoiatria - II edizione, Torino, Edizioni Minerva Medica, 2008. ISBN 9788877115836

Voci correlate [modifica]

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