Ipoacusia

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Ipoacusia
Audiogramma sordità.jpg
Audiometria che mostra residui uditivi alla basse frequenze. Reperto compatibile con grave e diffusa sofferenza a carico delle cellule neurosensoriali della coclea o a carico del nervo acustico.
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano {{{RaraIT}}}
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 389
ICD-10 (EN) H90-H91
Sinonimi
Eponimi

Per ipoacusia si intende una riduzione, più o meno grave, dell’udito.

Audiometria normale.

Indice

[modifica] Definizione

L’orecchio di un soggetto giovane è in grado di udire suoni di frequenza compresa tra i 20 e i 20.000 Hz e di intensità superiore ai 10-20 dB. Nelle prove audiometriche la soglia di udibilità viene ricercata tra i 125 e i 8000 Hz (frequenze del campo tonale) per un’intensità compresa tra i -10 e i 120 dB. Si definisce normoacusico un soggetto che è in grado di percepire suoni di intensità pari o minore ai 20-25 dB per tutte le frequenze del campo tonale. L’ipoacusia può quindi essere definita come un deficit uditivo in cui il soggetto non è in grado di percepire suoni di intensità superiore ai 25 dB per alcune o tutte (pantonale) le frequenze del campo tonale.

[modifica] Classificazione

In base alla sede del danno che ha portato ad ipoacusia può essere classificata come

  • Ipoacusia mista: in questi casi la causa del danno uditivo coinvolge sia l’apparato di trasmissione (orecchio esterno o medio) del suono che quello di trasduzione (coclea) o trasmissione (nervo acustico). Molti dei fenomeni infiammatori (otiti) o distrofici (otosclerosi) a carico dell’orecchio medio causano questo tipo di ipoacusia.
  • Ipoacusia percettiva: il danno è localizzato a livello delle vie centrali di trasmissione del segnale nervoso. In questi casi l’audiogramma può risultare normale pur con significativa alterazione delle capacità integrative.

In base all’entità dell’ipoacusia si riconoscono:

  • Ipoacusia lieve: tale deficit è caratterizzato da un abbassamento della soglia uditiva tra 20 e 40 dB. Essa, a parte la non audizione di suoni e rumori fievoli, non comporta nel bambino nessun problema nell'apprendimento del linguaggio.
  • Ipoacusie medio/lievi: deficit uditivo caratterizzato da un abbassamento della soglia uditiva che varia tra i 40 e 65 dB. Tale deficit, se diagnosticato nei primi mesi di vita di un bambino, non porta quasi nessun rischio nell'imparare il linguaggio.
  • Ipoacusia profonda: tale deficit si attesta con perdite uditive che variano dai 65 agli 85 dB. Come nella sordità, se essa si manifesta in età preverbale, l'apprendimento del parlato risulta essere molto precario.
  • Sordità: deficit superiore agli 85 dB(decibel), con compromissione dell’acquisizione del linguaggio nell’età infantile e handicap sociale nell’età adulta.

Inoltre è possibile distinguere

  • Anacusia: perdita completa unilaterale dell’udito
  • Cofosi: perdita completa bilaterale dell’udito

[modifica] Bibliografia

  • Albera e Rossi, Otorinolaringoiatria - II edizione, Torino, Edizioni Minerva Medica, 2008. ISBN 9788877115836

[modifica] Voci correlate

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