Presbiacusia

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Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 388.01
ICD-10 (EN) H91.1

La presbiacusia è la diminuzione dell'udito dovuta all'avanzamento dell'età. Il termine ha derivazione greca: prèsbys = "vecchio, logoro"; akoe = "udito".

Caratteristiche generali[modifica | modifica wikitesto]

La perdita dell'udito comporta un innalzamento della soglia uditiva di almeno 40 decibel inizialmente alle alte frequenze (8kHz), che si estende lentamente ma progressivamente anche alle basse frequenze. È una manifestazione clinica dell’invecchiamento nell’apparato uditivo descritta come una perdita dell’udito sempre bilaterale, e progressiva. Il presbiacusico è tipicamente una persona anziana, che ha difficoltà ad udire suoni alle frequenze già indicate (come ad esempio il trillo di un telefono o il suono di una sveglia). Ha maggior difficoltà a percepire le voci di donne e bambini rispetto a quelle maschili. Segue difficilmente i film doppiati, caratteristica questa che ben dimostra quanto il movimento delle labbra supplisca il deficit funzionale nella comprensione. La principale caratteristica del paziente è però la depressione, indotta proprio dalla difficoltà di entrare in comunicazione con le altre persone. Questo aspetto è più chiaro se si pensa che la perdita funzionale è lenta, progressiva e graduale, tanto che il soggetto fatica a rendersi conto pienamente della propria invalidità, fino a poter arrivare alla convinzione di essere al centro di cospirazioni, bisbiglii, isolamento. L'individuo diventa così sospettoso, a tratti irascibile e cade nella depressione che contribuisce ad alimentare la minor comunicazione e in qualche caso ad isolarsi davvero, non solo dal punto di vista sensoriale ma anche umano e sociale.

Oltre che dalla riduzione di sensibilità uditiva, la presbiacusia è caratterizzata da una riduzione della comprensione di dialoghi in ambienti rumorosi, da una rallentata elaborazione centrale delle informazioni acustiche (difficoltà di tradurre il significante in significato) e da un'imprecisa localizzazione spaziale della fonte sonora. Sintomi spesso associati sono acufene e vertigini.

Cause e fattori di rischio[modifica | modifica wikitesto]

La comunità medico-scientifica si è posta il problema di individuare le cause e i fattori di rischio che spiegano il fenomeno. L'invecchiamento è il primo fattore di rischio individuato tra la popolazione presbiacusica. L'invecchiamento è determinante con 4 meccanismi fisiopatologici che intervengono e che agiscono in 4 sedi anatomiche differenti dell'orecchio medio e dell'orecchio interno. Questi 4 meccanismi individuano altrettante tipologie di presbiacusia, tipologie (vedi oltre) individuate dal dottor Harold Schuknecht, otologo e laringologo. Oltre all'invecchiamento che di per sé rende instabili alcune sedi anatomiche dell'orecchio, altre cause contribuiscono a velocizzare, complicare o drammaticizzare il quadro clinico. Questi fattori di rischio sono il fumo, l'abuso di alcuni farmaci, l'ipertensione e l'aterosclerosi.

Ultima causa è l'esposizione al rumore intenso, se protratta negli anni. Ciò può avvenire ad esempio per attività lavorativa rumorosa. Questa causa è inserita per completezza, ma non è pienamente accettata nella presbiacusia (ARHL), perché si classifica come causa di danno da rumore (NIHL) che è considerata una patologia a sé. In realtà l'una e l'altra si confondono nei singoli casi, dato che non si può dire con esattezza quanto la perdita di udito sia dovuta solamente al rumore, e quanto solamente all'invecchiamento. È poi altrettanto vero che tutti i soggetti viventi sono esposti al rumore in diversa misura, ed è impossibile dire che l'accumularsi di stress da rumore non sia correlato all'accumularsi dell'età.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

La presbiacusia è spesso indicata con la sigla ARHL (dall'inglese: Age-Related Hearing Loss), che la distingue da altri tipi di ipoacusia come quella succitata, NIHL (Noise-Induced Hearing Loss). Come detto in precedenza, Schuknecht individua 4 diverse tipologie di presbiacusia, a seconda dei diversi meccanismi fisiopatologici e delle diverse entità anatomiche interessate:

  • Presbiacusia sensoriale alle Cellule Ciliate Esterne (OHC);
  • Presbiacusia metabolica alla Stria Vascolare;
  • Presbiacusia neurale alle Cellule del Ganglio di Corti e Nuclei Centrali;
  • Presbiacusia meccanica alla Membrana Basilare.

Più tardi, da queste 4 egli eliminò quest'ultima e la suddivise in altre 2 tipologie per spiegare alcune carenze nel suo modello classificativo:

  • Presbiacusia mista;
  • Presbiacusia indeterminata.

Oggi il modello di Schuknecht è accettato solo in parte. Sono ritenute valide soprattutto la sensoriale e la neurale.

Cura, prevenzione e compensazione[modifica | modifica wikitesto]

Non c’è possibilità di cura alla presbiacusia, perché il danno è in tutti i casi permanente. Inoltre non esiste una prevenzione specifica, ma soltanto indicazioni date dai fattori di rischio che andrebbero evitati quando possibile. La compensazione è protesica ed efficace nella maggior parte dei casi. Per l'efficacia è indispensabile una buona compliance del paziente. La depressione e il rifiuto dell'apparecchio protesico per lungo tempo sono altamente negativi per un ripristino della capacità funzionale. Le protesi sono di due tipi:

Protesi per via aerea[modifica | modifica wikitesto]

Con le protesi tradizionali, il suono amplificato viene trasmesso alla coclea tramite un auricolare inserito nel condotto uditivo esterno. Le più moderne protesi acustiche ad elaborazione digitale, invece, funzionano diversamente: il segnale non è subito amplificato ma è processato da un computer posto all’interno dell'apparecchio. Esso modifica il suono in modo preciso e sensibile, potendo ridurre il rumore di fondo che altrimenti verrebbe amplificato assieme al resto, e che costituiva il principale problema delle protesi tradizionali.

Protesi per via ossea[modifica | modifica wikitesto]

Sono utilizzabili solo in caso che l'ipoacusia sia esclusivamente trasmissiva (cioè che il danno sia all'orecchio medio e non all'orecchio interno). Sono protesi costituite da un vibratore osseo. Questo è un piccolo dispositivo che emette vibrazioni alla frequenza dei suoni che riceve. Le vibrazioni vengono trasmesse all’orecchio interno attraverso il processo mastoideo dell'osso temporale. Quindi l'orecchio interno percepisce le vibrazioni come suoni.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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