Musica nella civiltà romana

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Trio di musicisti che sta suonando un aulos, un cimbalo, e un timpano (mosaico di Pompeii)

La musica nella civiltà Romana era una parte della cultura già dai tempi antichi.[1] La musica era in uso ai funerali, e la tibia (Aulos in greco), uno strumento a fiato, è stata suonata a sacrifici per allontanare gli influssi negativi.[2] La canzone (carmen) era parte integrante di quasi ogni occasione sociale.[3] Il Carmen saeculare di Orazio, per esempio, fu commissionata da Augusto e fu eseguita da un coro misto per bambini ai Giochi secolari (Ludi Saeculares) nel 17 a.C.. Sotto l'influenza della teoria antica greca, la musica fu pensata per riflettere la regolarità del cosmo, ed venne associata in particolare con la matematica e la conoscenza.[4]

La musica etrusca ebbe un'influenza sulla musica più antica dei Romani. Durante il periodo imperiale, i Romani portarono la loro musica alle province, mentre le tradizioni dell'Asia Minore, del Nord Africa e della Gallia divennero parte integrante della cultura romana.[5]

La musica accompagnava gli spettacoli e gli eventi nelle arene, e faceva parte dello spettacolo chiamato pantomimus, una prima forma di balletto narrativo che combinava danza espressiva, musica strumentale e un libretto cantato.[6]

Notazione musicale[modifica | modifica wikitesto]

Musicisti in un dettaglio dal Mosaico di Zliten (II secolo d.C.), originariamente rappresentati mentre accompagnano un combattimento fra gladiatore e rappresentazioni con gli animali feroci nell'arena: da sinistra, la tuba, l'idraulio (organo ad acqua), e due corni

I Romani potrebbero aver preso in prestito il metodo greco di 'notazione enchiriadic' per registrare la loro musica, ma forse non utilizzavano nessun tipo di notazione musicale.[7] Quattro lettere (in inglese notazione 'A', 'G', 'F' e 'C') indicavano una serie di quattro toni successivi. Segni ritmici, scritti sopra le lettere, indicavano la durata di ogni nota.

Nessun musicista è raffigurato nelle opere d'arte mentre legge la musica, e non è stato ancora scoperto nessun esempio scritto della musica romana. I Romani potrebbero aver accordato i loro strumenti sulle scale greche.[8]

Strumenti[modifica | modifica wikitesto]

L'arte romana raffigura vari fiati, "ottoni", percussioni e strumenti a corda.[9] Gli strumenti in stile romano si trovano in parti dell'Impero dove non erano costruiti. Questo indica che la musica faceva parte degli aspetti della cultura romana che si diffusero in tutte le province.

Strumenti a fiato[modifica | modifica wikitesto]

La tuba[modifica | modifica wikitesto]

La tuba romana era una lunga e dritta tromba di bronzo con un bocchino conico staccabile come quello del moderno corno francese. Esemplari ancora oggi esistenti sono lunghi circa 1,3 metri, e hanno un fori cilindrici dal boccaglio al punto in cui diventa a campana bruscamente,[10] simile alla moderna tromba dritta vista nelle presentazioni di 'musica d'epoca'. Dal momento che non vi erano le valvole, la tuba era capace di riprodurre solo una singola serie di note che probabilmente suonerebbe familiare per l'orecchio moderno, dati i limiti di acustica musicale per strumenti di questa costruzione.[8] In campo militare, è stata utilizzata per le "marce militari". La tuba è anche raffigurata nell'arte, per esempio in mosaici mentre accompagna i giochi (ludi) ed eventi di spettacolo.

Il cornu[modifica | modifica wikitesto]

Il cornu (latino "corno"), era un lungo strumento a fiato in metallo di forma tubolare che girava intorno al corpo del musicista con una forma simile a una G maiuscola. Aveva un foro conico (anche questo simile a un corno francese) e un bocchino conico. Può essere difficile da distinguere dalla buccina. Il cornu è stato utilizzato per i segnali militari e in parata.[11] Il cornicen era un segnale militare ufficiale che trasformava gli ordini in chiamate. Come la tuba, il cornu appare anche come accompagnamento per eventi pubblici e spettacoli d'intrattenimento.

La tibia[modifica | modifica wikitesto]

La tibia (greco aulos) ai giorni nostri corrisponde al flauto ed al clarinetto , di solito doppia, aveva due tubi con doppie ance (come in un oboe moderno), non uniti ma generalmente suonati con una fascia per la bocca per tenere entrambi i tubi costantemente tra le labbra del suonatore.[12] Studi moderni affermano che essa produceva un suono basso simile a quello del clarinetto. Vi è una certa confusione circa l'esatta natura dello strumento.

L'askaules[modifica | modifica wikitesto]

Una cornamusa.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Varie versioni del flauto moderno e del flauto di Pan.

Immagini di vari strumenti a fiato[modifica | modifica wikitesto]

Strumenti a corda[modifica | modifica wikitesto]

Affresco romano del I secolo d.C. di una suonatrice dell'arpa

La lira[modifica | modifica wikitesto]

La lira, presa in prestito dai Greci, era essenzialmente un primitivo tipo di arpa, con una cornice di legno o di guscio di tartaruga e vari numeri di fili tesi da una barra trasversale al corpo sonoro. La lira si teneva o si faceva ondeggiare con un braccio e una mano e suonata con l'altra mano.[13]

La cetra[modifica | modifica wikitesto]

I Romani gradualmente abbandonarono la lira a favore della sofisticata cetra, uno strumento più grande, con una cornice a forma di scatola con corde tese dalla traversa in alto fino alla cassa di risonanza in basso, era tenuta in posizione verticale e suonata con il plettro. Le corde erano accordabili regolando cunei di legno lungo la traversa.

Il liuto[modifica | modifica wikitesto]

Donna che suona una chitara

Il liuto, il vero precursore della chitarra (chitara), è considerato uno strumento medievale , ma era suonato dagli antichi romani. Il liuto romano aveva tre corde, e non era tanto popolare quanto la lira o la cetra, ma era più facile da suonare.

La chitara[modifica | modifica wikitesto]

La chitara era lo strumento musicale più importante della Roma antica ed era suonata sia nella musica popolare che nelle forme più serie di musica. Più grande e più pesante di una lira, la chitara era uno strumento forte, dolce e penetrante che poteva essere accordato con precisione. Si diceva che alcuni suonatori fossero soliti piangere. Dalla chitara deriva la nostra parola chitarra e anche se la chitarra è evoluta più direttamente dal liuto, lo stessa misticismo circonda gli idoli di chitarra di oggi che gli antichi virtuosi cetra, il citharista e cantanti popolari di Roma antica. Come altri strumenti, essa proveniva originariamente dalla Grecia e le immagini greche ritraggono le citharas più elaboratamente costruite. Si riteneva che gli dei della musica, le Muse e Apollo, avessero dato ai suonatori di cetra il dono di ipnotizzare gli ascoltatori.

Organi[modifica | modifica wikitesto]

Hydraulis e cornu su un masaico di Nennig, Germany

I mosaici raffigurano strumenti che assomigliano a un incrocio tra la zampogna e l'organo. I tubi sono stati dimensionati in modo da produrre molti delle note (scale) conosciute dai greci. Non è chiaro se l'aria fosse soffiata direttamente a bocca o da qualche mantice meccanico.

L' organo idraulico (hydraulis), che funzionava grazie alla pressione dell'acqua, è stato "una delle più significative realizzazioni tecniche e musicali dell'antichità".[14]

In sostanza, l'aria che va ai tubi che producono il suono proviene da un meccanismo della cassa a fiato connesso attraverso un tubo alla cupola; l'aria è pompata all'interno per comprimere l'acqua, e l'acqua sale nella cupola, comprimendo l'aria e facendo in modo che un rifornimento costante raggiunga i tubi.[15] Lo strumento risale agli antichi greci e un modello ben conservato in ceramica è stato trovato a Cartagine nel 1885.[16]

Le hydraulis accompagnava spettacoli di gladiatori e manifestazioni nell'arena, così come spettacoli teatrali. Si può trovare anche nelle case, ed era tra gli strumenti che l'imperatore Nerone suonava.[14]

Percussioni[modifica | modifica wikitesto]

Lo scabellum[modifica | modifica wikitesto]

Si usava un dispositivo di legno o di metallo a cerniera (chiamato scabellum) per battere il tempo.

Il sistro[modifica | modifica wikitesto]

Il sistro era un sonaglio composto da anelli infilati attraverso i buchi di un telaio metallico, che era spesso utilizzato per scopi rituali.

I cymbali[modifica | modifica wikitesto]

I Cymbala (lat. plurale di cymbalum, da kymbalon greco) erano piccoli cembali: dischi metallici con centri concavi e bordi girati, usati in coppie si facevano sbattere l'uno contro l'altro.[17]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Batterie e strumenti a percussione come i timpani e le nacchere, il sistrum Egiziano, e pentole di bronzo, nella Roma antica erano usati in vari concerti ma avevano anche altri scopi:

  • Il fare d'accompagnamento alla danza ritmica
  • Il contribuire a riti celebrativi come i Baccanali
  • Usi militari
  • Lo scacciare le prede dalle tane
  • Il controllo delle api negli alveari

Della musica Romana era caratterizzata da un ritmo costante, senza dubbio ottenuto attraverso l'uso di percussioni e l'effetto a percussione ottenuto battendo le mani e i piedi. I musicisti Egiziani spesso tenevano il tempo schioccando le dita.

Inoltre, c'erano vari sonagli, campanelli e tamburelli .

La musica nella società[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo teatrale mascherato intorno a un suonatore di aulos (mosaico dalla Casa del poeta tragico, Pompei)

Nonostante la presunta mancanza di originalità musicale da parte dei romani, a loro la musica piaceva molto e la utilizzavano in molte attività.

Scott enumera gli evidenti usi militari della tuba per la segnalazione, così come la musica per i funerali, riunioni private, gli spettacoli sul palco e i grandi spettacoli gladiatori.

La musica veniva utilizzata anche nelle cerimonie religiose. I Romani coltivavano la musica come un segno di educazione.[18] I concorsi musicali erano abbastanza comuni e attiravano una vasta gamma di concorrenza, tra cui Nerone stesso, che si esibì ampiamente come un dilettante e una volta si recò in Grecia per competere.[19]

Ci sono anche numerosi riferimenti di Scott, all'enorme presenza della musica nella Roma antica, musica anche su una scala molto grande - centinaia di trombettieri e suonatori di cornamusa che suonavano insieme a giochi di massa e festival - e perfino di chitaras tenute normalmente in mano, grandi come carri.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ p. 146.
  2. ^ Ginsberg-Klar pp. 313, 316
  3. ^ Habinek, passim
  4. ^ Habinek, pp. 90ff., dicembre 2012.
  5. ^ Scott, p. 404
  6. ^ Frankin, p. 95; Starks, pp. 14ff.
  7. ^ Ulrich and Pisk, p. 25.
  8. ^ a b Pierce, p. 45.
  9. ^ Ginsberg-Klar, p. 313.
  10. ^ Bonanni, tavola 2.
  11. ^ Ginsberg-Klar, p. 314.
  12. ^ Bonanni, tavola 3.
  13. ^ Bonanni, tavola 48.
  14. ^ a b Ginsberg-Klar, p. 316.
  15. ^ Williams, p.?.
  16. ^ Cook, p.?.
  17. ^ Marcuse, pp. 137, 304.
  18. ^ Walter, p. 23.
  19. ^ Suetonius, cited in Scott, p. 418.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bonanni, Filippo. 1964. Antique Musical Instruments and their Players, Dover Publications reprint of the 1723 work, Gabinetto armonico',' with supplementary explanatory material. New York: Dover Publications.
  • Boethius, Anicius Manlius Severinus. De institutione musica. (English edition as Fundamentals of Music, translated, with introduction and notes by Calvin M. Bower; edited by Claude V. Palisca. New Haven: Yale University Press, 1989.)
  • Cook, James H. 1999. "Organ History: Origin and Development through 800 AD". James H. Cook's Faculty Personal Website, at Birmingham-Southern College (Accessed 19 December 2012).
  • Franklin, James L., Jr. 1987. "Pantomimists at Pompeii: Actius Anicetus and His Troupe". American Journal of Philology 108, no. 1.
  • Ginsberg-Klar, Maria E. 1981. "The Archaeology of Musical Instruments in Germany during the Roman Period". World Archaeology 12, no. 3.
  • Habinek, Thomas. 2005. The World of Roman Song. Baltimore: Johns Hopkins University Press.
  • Marcuse, Sibyl. 1975. Musical Instruments: A Comprehensive Dictionary, corrected edition. The Norton Library. New York: W. W. Norton & Company, Inc. ISBN 0-393-00758-8.
  • Naerebout, Frederick G. 2009. "Dance in the Roman Empire and Its Discontents". In Ritual Dynamics and Religious Change in the Roman Empire. Proceedings of the Eighth Workshop of the International Network Impact of Empire (Heidelberg, July 5–7, 2007).
  • Pierce, John R. 1983. The Science of Musical Sound, New York: Scientific American Books.
  • Scott, J. E. 1957. 'Roman Music' in The New Oxford History of Music, vol.1: 'Ancient and Oriental Music,' Oxford: Oxford University Press.
  • Smith, William. 1874. A Dictionary of Greek and Roman Antiquities. New York: Harper.
  • Starks, John H., Jr., 2008. Pantomime Actresses in Latin Inscriptions. In New Directions in Ancient Pantomime.
  • Tintori, Giampiero. 1996. La musica di Roma antica. Lucca, Akademos.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Musica Romana, archelogia della musica, recensione scientifica della musica degli antichi Romani e della sua esecuzione, bibliografia e descrizioni per strumenti e notazioni online (inglese e tedesco).
  • The Thesaurus Musicarum Latinarum (TML), un database che si sta evolvendo dell'intera teoria della musica latina scritta durante il Meioevo e il Rinascimento.
  • Synaulia, dedicato alla ricostruzione di strumenti musicali storici, teatro con accompagnamento musicale, danza e le basi dell'etnologia.
  • Origini greche della musica romana
  • [1] Giovenale