Impressionismo musicale

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Con l'espressione Impressionismo musicale (o anche Musica impressionista) si intende una corrente musicale di musica colta sviluppatasi in Europa (in particolare in Francia) tra il 1870 e il 1920 avente alcune analogie con l'omonima corrente pittorica e facente capo alle idee compositive di Claude Debussy[1]. Questa espressione è stata data a posteriori dai musicologi poiché lo stesso Debussy non vi si riconosceva in toto. L'Impressionismo musicale è inoltre strettamente legato alla poetica simbolista[2].

Impressioni e sfumature[modifica | modifica sorgente]

Come i pittori impressionisti privilegiano il colore, i musicisti che condividono questa sensibilità portano la loro attenzione sul timbro, il “colore” degli strumenti. Il timbro diventa per questi compositori l’elemento più importante della composizione, attraverso il quale esprimere impressioni e suggestioni. Le tecniche di strumentazione utilizzate sono molto raffinate e gli strumenti sono spinti agli estremi limiti della loro estensione. Le sonorità dell’orchestra così ottenute sono leggere, sfumate e trasparenti. La dinamica non raggiunge quasi mai il forte, ma in genere va dal mezzoforte al pianissimo. L’armonia (cioè gli accordi utilizzati) non segue le regole tradizionali, ma è molto innovativa e crea un effetto di sospensione. Le melodie usano spesso scale antiche, di tradizione medievale, o ispirate all’Oriente come la scala pentafonica (di cinque suoni) e la scala esatonale (di sei suoni). Le atmosfere delle composizioni appaiono così sognanti, vaghe e indeterminate. L’impressionismo musicale nasce a Parigi e si afferma fra il 1890 e il 1920.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Come nell'impressionismo i contorni del disegno non sono più netti ma sfumati, ugualmente nella musica i contorni musicali sono più sfuggenti, volti a comunicare atmosfere immaginarie e sensazioni vaghe. I musicanti cercano di rappresentare la natura e comunicare all'ascoltatore le loro "impressioni", ponendo l'accento sul colorante e sul timbro dei suoni; a differenza dei sentimenti forti della musica romantica, tali impressioni sono per irreali. In particolare, per quanto riguarda la musica di Debussy, si intende il progressivo dissolversi della forma musicale in favore di costruzioni basate su delle "macchie sonore" attraverso l'impiego del cromatismo[3].

L'impressionismo musicale rifiuta quindi i modi tradizionali della musica classica, come la sonata, la sinfonia, e il concerto, affidandosi piuttosto a pezzi praticamente brevissimi.

Protagonisti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Compositori impressionisti.

Il fondatore del genere fu Claude Debussy, che fu considerato dopo Richard Wagner il “padre” della musica moderna. Debussy e Maurice Ravel sono generalmente considerati i due maggiori impressionisti. Altri importanti rappresentanti furono comunque Erik Satie, Paul Dukas, Alexander Scriabin, Frederick Delius, Ralph Vaughan Williams, e Arnold Bax.

Tra gli italiani sono da ricordare invece Ottorino Respighi ed Alfredo Casella.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ treccani.it
  2. ^ Baroni, Fubini, Petazzi, Santi, Vinay, Storia della musica, Torino, Einaudi 1999, p.392
  3. ^ Baroni, Fubini, Petazzi, Santi, Vinay, Storia della musicazione, Torino, Einaudi 1999, p.389

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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