Seshat

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Seshat

Seshat o Sešet era la moglie di Thot, la divinità dalla testa di ibis, considerato dagli egizi l'inventore del calendario di 365 giorni. Seshat era considerata la dea della scrittura, in quanto fu la prima donna a introdurne l'uso nell'Antico Egitto. Spesso è considerata la dea della Sapienza e come signora dei costruttori preparava il modello dei nuovi templi. I suoi ruoli ed attestati comunque erano svariati. Veniva chiamata "Signora dei Costruttori", "Dea dell'edilizia", "Fondatrice dell'architettura" e, per finire, "Signora delle stelle".

Per questi motivi, Seshat, veniva incarnata in terra da una attraente secerdotessa che doveva comparire accanto al faraone ogni qual volta si doveva compiere un rito religioso chiamato "tendere la corda". Questa funzione serviva ad allineare l'asse dei quattro angoli dei futuri monumenti sacri, o delle piramidi, del faraone con le stelle e le costellazioni. Il "tendere la corda" sembra risalire a partire dalla Seconda Dinastia, ovvero sia al 2900 a.C. circa. Esistono raffigurazioni di questo tipo anche nei templi di Dendera ed Edfu. Nulla toglie ipotizzare, però, che questo rito esistesse già all'epoca della Quinta Dinastia e cioè all'atto della costruzione delle Grandi Piramidi di Giza. Esaustive le frasi che sono state ritrovate a margine di una raffigurazione ritrovata a Dendera ed a Edfu: (il re dice)"Io reggo il paletto. Afferro il manico della mazza e stringo la corda di misurazione con Seshat. Rivolgo i miei occhi ai movimenti delle stelle. Dirigo il mio sguardo verso la Coscia del Toro (meskhetiu Grande Carro, Orsa Maggiore)...rendo fermi gli angoli del tempio...". [1] Più precisamente l'allineamento che il re faraone e la sacerdotessa, che incarnava Seshat, facevano era quello relativo alla "messa a terra" (tramite la corda) della stella Mizar (stella del Grande Carro). Anche se recenti studi sembrano collegare il rito all'allineamento con la stella Sirio (Sothis), la stella di Horus. Non a caso gli allineamenti dei templi o delle piramidi avevano un'angolazione perfetta ad est. Secondo alcune fonti gli antichi egizi attendevano il sorgere ad est della stella Sirio quando a nord transitava la Coscia del Toro.

Seshat era la più colta tra le varie divinità dell'Egitto. Era alta, longilinea, adorata e venerata dagli scribi reali nella "Casa della vita" (biblioteca del tempio).

Seshat veniva raffigurata con indosso una pelle di leopardo aderente. Le macchie nere del leopardo venivano, a volte, rappresentate come stelle. Sul capo della divinità c'era una tiara dorata. Alla sommità di questa tiara veniva raffigurato un arbusto, cioè l'albero della conoscenza, che terminava con una stella, o rosetta, a 7 punte racchiusa da due corna rovesciate a forma di compasso.

La tradizione e l'adorazione per questa Dea egizia arriva fino all'epoca tolemaica e verrà impersonificata anche dalla regina Cleopatra IV che, si diceva, fosse così colta ed intelligente da saper parlare ben nove lingue, che avesse studiato architettura, matematica, astronomia e medicina presso la Grande Biblioteca di Alessandria.

Geroglifico[modifica | modifica wikitesto]

In geroglifico scritto:

S29 N37 G1 X1 G7

Sš3t

con le abbreviazioni:

R21

e

R20

Altri nomi[modifica | modifica wikitesto]


Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Temple of Edfu 15


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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Primitive Methods of Measuring Time with Special Reference in Egypt di R.W.STOLEY
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