Horo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

(Reindirizzamento da Horus)
bussola Nota disambigua – Se stai cercando altri significati di Horo o Horus, vedi Horo (disambigua).
Statua di Horo. Tempio di Edfu, Egitto
Statua di Horo. Tempio di Edfu, Egitto

Horo (Colui che è in alto). Divinità egizia rappresentata dal falco.

G5 A40

Horo (o Horus) è la forma latina del nome egizio Hr (nella scrittura egizia non sono rappresentate le vocali) la cui lettura è Heru oppure Hor.
Il culto di Horo è attestato dal periodo predinastico fino all'epoca romana quando il suo culto viene unito a quello della madre Iside.
In epoca predinastica si ebbero, con molta probabilità, diverse divinità falco la più importante delle quali era il dio-falco venerato nell'Alto Egitto. Quando i sovrani del Basso Egitto unificano le Due Terre, Horo assume il carattere di Unificatore dell'Alto e Basso Egitto.
Il sovrano egizio è considerato la personificazione di Horo, ossia l' Horo vivente; la prima tra le molte titolature che identificano un sovrano dell'Egitto è il serekht ossia il nome-Horo caratterizzato appunto dal falco.

immagine:Horus Narmer.png

In alcuni miti, Horo è considerato figlio della dea-vacca Hathor, il cui nome significa letteralmente casa di Horo.
Il mito però maggiormente famoso è quello che lo vuole figlio di Osiride ed Iside e vendicatore del padre nei confronti di Seth, il quale gli tolse un occhio durante lo scontro.
Durante il lungo periodo della civiltà egizia l'Horo di Hierakonpolis assorbe, con un meccanismo di sincretismo, svariate altre divinità locali aventi caratteristiche simili che infine divennero aspetti diversi di una sola figura. I figli di Horo sono quattro divinità protettrici dei vasi canopi, i contenitori delle viscere nel processo di imbalsamazione.

Raffigurazione
Raffigurazione

Presso i Greci e i Romani fu noto con il nome di Arpocrate e rappresentato come un bambino con un dito in bocca, gesto interpretato come un invito al silenzio.

Dall'etimologia del nome e dal suo aspetto di uccello, si deduce che Horo fosse una divinità del cielo: i suoi occhi simbolizzano luna e sole, il cui viaggio nel cielo è dovuto al volo di Horo. Inoltre il mito dello scontro tra Horo e Seth spiega la minore luminosità della luna rispetto al sole col fatto che l'occhio lunare sarebbe quello staccato da Seth in combattimento e in seguito riposizionato dal dio della magia Toth.

Indice

[modifica] L'ipotesi della somiglianza con Gesù Cristo

Nel 1999 la storica e archeologa D.M. Murdock pubblicò un testo, "The Christ Conspiracy" con lo peseudonimo di Acharya S. Questo testo è stato anche usato come base della prima parte del film web Zeitgeist. In un capitolo del suo libro, l'autrice mette in luce delle somigianze notevoli che intercorrerebbero tra la figura di Gesù Cristo e quella di Horo. Eccone alcune[1]:

  • Fu annunciata la sua nascita alla madre dall'angelo Thot, che le comunicò anche che il figlio sarebbe stato concepito verginalmente
  • Nacque in una grotta il 25 dicembre dalla vergine Iside, annunciato da una stella d'oriente
  • Viene adorato nella grotta da pastori e da tre saggi che gli offrono in dono oro, incenso e mirra
  • Da bambino insegnò in un tempio
  • Ebbe 12 discepoli
  • All'età di 30 anni fu battezzato da una figura nota come Anup
  • Combatté 40 giorni nel deserto contro Satana
  • Compieva miracoli, come la resurrezione dei morti e la camminata sulle acque
  • Era chiamato il "Santo Bambino" ed era noto con molti nomi, tra cui: "La Verità", "La Luce", "La Vita", "L'Unto Figlio di Dio" e il "Buon Pastore", "L'Agnello", "La Stella del Mattino"
  • Horus è nato a Annu, il "posto del pane", mentre Gesu è nato a Bethleem, la "casa del pane"
  • Fu crocifisso tra due ladroni e dopo tre giorni risorse dai morti
  • Viene rappresentato da una croce
  • Assieme a Iside e Osiride, Horo costituisce un membro della trinità egizia.

Innanzitutto, bisogna sottolineare come non si trovi in nessuna Enciclopedia dell'Egitto la storia di Horo riassunta in questo modo[2]. È più corretto dire che l'autrice, nel corso dei suoi studi, ha ritrovato questi motivi e li ha poi riordinati in una specie di racconto evangelico per mettere in luce le somiglienze di fondo. La questione è tutt'ora molto controversa e il dibattito molto acceso. Una delle critiche fondamentali al lavoro della Murdock è quella di non aver raccolto "fonti primarie" e di aver usato fonti poco attendibili, come i lavori dell'egittologo Gerald Massey. D.M. Murdock, in risposta alle critiche mosse ai suoi studi, sta preparando il testo "Christ in Egypt - The Jesus-Horus connection" nel quale afferma di aver raccolto commenti e prove da fonti primarie per quanto afferma. Tuttavia a Luxor, su edifici risalenti al 1500 a.C. sono presenti immagini relative all’ Annunciazione e all’ Immacolata Concezione di Iside.

[modifica] Galleria di immagini

[modifica] Bibliografia

  • Tosi, Mario, Dizionario enciclopedico delle Divinità dell'Antico Egitto, Torino 2004 ISBN 8873250645
  • Acharya S, The Christ Conspiracy - The Greatest Story Ever Told, 1999, Adventures Unlimited Press

[modifica] Note

  1. ^ Acharya S - The Christ Conspiracy, cap. "The Characters"
  2. ^ Acharya S, The Companion Guide to Zeitgeist, pag. 12

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali