Alabastro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alabastro
Alabaster.jpg
Categoria Roccia sedimentaria
Sottocategoria evaporitico
Colore bianco-avorio
Utilizzo decorazione

Alabastro è il nome generico attribuito ad una roccia di tipo evaporitico di origine gessosa (solfato di calcio idrato) o calcitica (carbonato di calcio), che si presenta in aggregati concrezionati, zonati o fibroso-raggiati, di aspetto cereo, deposti in ambienti sotterranei da acque particolarmente dure. Il vocabolo è di origine orientale: per gli antichi greci la parola alábastron indicava un vaso di alabastro.

Si presenta frequentemente di colore giallo-bruno grazie alla presenza di ossidi di ferro, ma vi sono varietà di colore bianco-avorio, giallo chiaro o anche verdino. La specie più pregiata è quella di colore bianco, presente in Italia nelle zone di Pisa e Livorno, da non confondersi con l'alabastro calcareo proveniente dall'Oriente, conosciuto con il nome di onice.

Trattandosi comunque di gesso o calcite, l'alabastro è una pietra piuttosto tenera e facile a rigarsi.

Provenienza[modifica | modifica sorgente]

Esemplari notevoli provengono dall'Africa settentrionale sin dal tempo dei romani che già lo utilizzarono largamente a scopo decorativo.

In Italia, masse lavorabili provengono dalla zona del Carso, dalla bergamasca e dalla Toscana. In particolare era estratto in miniere sotterranee presso Castellina Marittima (Pisa) e lo è attualmente in cave a cielo aperto nella zona di Volterra (Pisa).

L'alabastro di Volterra è costituito da solfato di calcio diidrato, e non nelle forme microcristalline di calcite e aragonite (calcari cristallini) con le quali è formato l'alabastro detto "orientale". Questo alabastro, detto "gessoso", è più tenero e facilmente lavorabile, di minore peso specifico rispetto a quello "calcareo". Forse, oggi, è più noto e diffuso, anche grazie alla grande abilità e intraprendenza degli artigiani volterrani.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Cofanetto in alabastro dell'Antico Egitto

È utile come pregiato materiale da decorazione suscettibile di lucidatura ed il suo utilizzo risale a tempi molto remoti, visto che già nell'antico Egitto, a Creta e a Micene era sfruttato per i rivestimenti di pareti o per i vasi funebri. Se i Fenici sono stati tra i primi ad adoperarlo, in Etruria, il suo impiego fu notevole nel campo delle urne cinerarie e sarcofagi. Inoltre fu usato nelle basiliche paleocristiane per l'illuminazione, in sostituzione del vetro non ancora utilizzato. Campioni particolarmente chiari e di grandi dimensioni sono talvolta ridotti in sottili lastre, tali da lasciar passare la luce che ne evidenzia il disegno e le zonature, ed utilizzati al posto di vetri per finestre (solo a scopo decorativo).

Viene usato inoltre in forma grezza per realizzare piccole sculture, soprammobili o bigiotteria, o in lastre lucidate impiegate come rivestimento. Nella zona di Volterra è ancora presente questo tipo di artigianato.

Statua in alabastro presente al Cimitero degli Innocents, a Parigi.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Secondo alcuni le piramidi di Giza in origine sarebbero state coperte interamente di alabastro di colore bianco, capaci così anche durante la notte di riflettere la luce lunare.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

geologia Portale Geologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di geologia