Amarna

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Coordinate: 27°39′42″N 30°54′20″E / 27.661667°N 30.905556°E27.661667; 30.905556

Amarnah
Akhetaton
Tell el-Amarna
Amarna (cropped).JPG
Civiltà Antico Egitto
Localizzazione
Stato Egitto Egitto
Località Amarna

Amarnah (comunemente, ma meno correttamente noto come Tell el-Amarna) è il nome moderno della località ove sorgeva la città egizia di Akhetaton.

La città[modifica | modifica sorgente]

Il termine "tell", nell'area Mesopotamica, sta ad indicare le "collinette" createsi nel corso dei millenni a seguito della sovrapposizione delle rovine di precedenti insediamenti. Proprio tali "tell", infatti costituiscono un ben chiaro segno della presenza di antichi abitati.[1].

Tuttavia, in questo caso, il termine "tell" riferito ad Amarna non ha assolutamente tale significato giacché il nome moderno Tell el-Amarna nulla ha a che vedere con le collinette cui si è sopra fatto cenno. Il nome risale al XVIII secolo e fa riferimento ad una tribù beduina nota come "Ben Amran", Tale tribù si insediò in quest'area del Medio Egitto dando vita a quattro distinti villaggi: el-Till, El-Hagg Qandil, el-Amiriya ed el-Hawata. Il nome del primo di questi villaggi, si confuse con quello della tribù che lo abitava dando così vita ad "el-Till el-Amarna" dalla cui successiva "corruzione" derivò il termine "Tell-el-Amarna" oggi abbreviato, e più noto, semplicemente come "Amarna".

La storia di Tell el-Amarna è intimamente connessa, e non potrebbe essere differentemente giacché si tratta del moderno nome di un'antica città, a quello di Akhetaton, o Akhetaten[2] ed alla figura del sovrano "eretico" Amenhotep IV che, modificato il suo nome in Akhenaton, instaurò il culto di Aton (in una sorta di monoteismo, di fatto più assimilabile ad una forma di enoteismo). Per allontanarsi, anche fisicamente, dal potere gestito dai sacerdoti di Amon nell'antica Ipet-Eswe (l'attuale Karnak), e per non legarsi ad alcun'altra divinità ed al rispettivo clero, Akhenaton decise di fondare dal nulla una nuova capitale. È verosimile che abbia scelto personalmente, nell'anno 4º del suo regno, il sito ove sorse Akhetaton "Lo splendore di Aton", forse a causa di due colline tra cui si poteva veder sorgere il sole e che ricordavano il geroglifico

N27
La porta della terra
in geroglifico

Trasferita qui la sua corte dichiarò, sulle 14 steli confinarie che circondano la città, che "non sconfinerò ... in eterno". Considerato "eretico", il periodo di regno di Akhenaton è oggi anche conosciuto come dell'"eresia amarniana". La città di Akhetaton nascerà, pertanto, sulla sabbia e la "rivoluzione" del sovrano eretico contagerà non solo la religione in senso stretto, ma, essendo peraltro intimamente connessa a questa, la rappresentazione artistica e la stessa architettura. Nel campo dell'arte il periodo “amarniano” vide il prosperare di un verismo, unico nel panorama artistico antico egizio (tanto che si parlerà di arte amarniana), al limite della caricatura in cui alle forme consolidate dell'arte egizia (con immagini dei re sostanzialmente identiche nell'arco delle 30 dinastie), si sostituì una statuaria più attinente alla realtà con scene anche di vita intima quotidiana e con l'accentuazione addirittura dei difetti fisici dello stesso Akhenaton e della sposa regale Nefertiti.

Architettura civile e religiosa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tempio egizio.

In campo architettonico si assistette, anche in funzione della necessità di costruire in fretta la nuova capitale, all'impiego di mattoni di dimensioni molto più piccole e maneggevoli degli immani blocchi di pietra delle precedenti, e successive, costruzioni. Il nome stesso assegnato a tali mattoni dagli operai che per primi li rinvennero è sintomatico: talatat, con evidente riferimento ai "tre palmi" delle ridotte dimensioni (ca. 50x25x22). Tali mattoni avevano l'innegabile vantaggio di poter essere trasportati e posti in situ da una sola persona, con quale risparmio di tempo e mano d'opera è facile immaginare.

Mappa della città

Analogamente rivoluzionaria fu la concezione templare. Le divinità precedenti al culto atoniano, infatti, risiedevano nel luogo più riposto del tempio, il naos, il sancta sanctorum, ed i templi si sviluppavano con la classica struttura "a cannocchiale": mentre il pavimento saliva verso il naos ed il soffitto si abbassava; si assisteva, inoltre, al passaggio graduale dalla luce del cortile colonnato al buio della cella ove risiedeva la divinità. Il dio, si pensi ad Amon il nascosto, aveva generalmente forma antropomorfa o in parte tale ed era, in qualche modo, tangibile.

Non così Aton che è il globo solare il cui culto non può, perciò stesso, avvenire nei meandri bui del tempio. Nei templi precedenti la progressione vedeva (dall'avanti all'indietro) il pilone, la corte colonnata, la sala ipostila, il vestibolo ed il naos con sempre minor luce. Ora il grande tempio di Aton ad Akhetaton (Tell el-Amarna) è invece il trionfo della luce. Ad un pilone che ricorda, anche in questo caso, il geroglifico aker (e che, al contrario della struttura architettonica precedente, manca dell'architrave congiungente le due torri rastremate), ne segue un secondo che immette in quella che era la sala ipostila. Mentre precedentemente tale sala era buia, costituita da una selva di colonne che rappresentavano gli alberi della palude primordiale tra cui penetrava a stento la luce da finestrelle poste in alto, ora l'ipostila è scoperta al centro. Da questa si passa in una sequenza di quattro cortili, anch'essi scoperti, occupati, come in un'aula scolastica, da altari sacrificali. Seguono due altri cortili che costituiscono il santuario vero e proprio ove può accedere solo il clero ed il sovrano, e solo qui, tuttavia pur sempre aperte alla luce, si trovano cappelle minori.

Il palazzo reale[modifica | modifica sorgente]

Pittura murale del palazzo reale raffigurante le figlie di Akhenaton

Nel suo complesso, Akhetaton (Tell el-Amarna) copriva una superficie di circa 290 km² compresa tra le stele confinarie cui si è più sopra accennato. La città si sviluppava secondo l'asse nord-sud e sono ancora individuabili tre aree, o quartieri, principali che circondano altrettanti palazzi reali: il quartiere nord, o settentrionale, quello sud, o meridionale ed il quartiere centrale.
Mentre i complessi palaziali del nord e del sud sono, però, di riposo o di svago, il vero palazzo reale, la sede del governo, è ubicato nel quartiere centrale.
Il complesso è suddivisibile in due distinte aree separate tra loro dalla Strada Regia che attraversa la città, una destinata agli uffici di governo vero e proprio e l'altra a residenza privata dei sovrani.
Su una delle pareti dell'area ufficiale del palazzo, che da sul cortile principale del palazzo peale, si apre la cosiddetta "finestra delle apparizioni" da cui, stando ai numerosi rilievi, i sovrani Akhenaton e Nefertiti (talvolta accompagnati dalle figlie) elargivano ricompense ai funzionari meritevoli.

Le lettere di Amarna[modifica | modifica sorgente]

Tavoletta con scrittura cuneiforme

Risale al 1887 il ritrovamento tra le rovine della città, da parte di una contadina in cerca di combustibile, di un rilevante numero (circa 300) di tavolette in argilla ricoperte da scrittura cuneiforme.

Le tavolette vengono messe in vendita al Cairo l'anno successivo ed il British Museum ne acquistò una minima parte. La parte maggiore andò al museo di Berlino.

Successivamente, delle tavolette, e del luogo di ritrovamento, si persero le tracce fino a che cominciarono a ricomparire, sul mercato clandestino, tavolette e frammenti. Solo nel 1891 Flinders Petrie, nel corso di una campagna di scavo a Tell el-Amarna, ritrovò altri documenti del medesimo tipo che, questa volta, verranno organicamente catalogati presso il Museo egizio del Cairo ove ancor oggi si trovano.

Si trattava dell'archivio reale di Akhetaton, meglio noto come "Lettere di Amarna". I bordi delle tavolette in argilla sono, però, sbriciolati e non è perciò possibile leggere gli elementi che, usualmente qui venivano trascritti: il mittente ed il destinatario.

Un altro problema riguarda la datazione giacché non esiste un punto comune di partenza e i vari scribi hanno elementi di datazione differenti ("...l'anno III del re...").

Ancora aperta è la diatriba su cosa rappresentino le tavolette di Amarna: se si tratti, cioè, di documenti dimenticati all'atto dell'abbandono degli archivi, o se siano, invece, vecchie lettere ormai inutili. Trattandosi di documenti in cuneiforme, però (non dimenticando tuttavia che la corrispondenza diplomatica avveniva, in quel periodo, in accadico), potrebbero anche essere documenti originali divenuti inutili perché già tradotti.

Un'altra corrente di pensiero ipotizza, altresì, che si tratti in realtà della corrispondenza ricevuta durante la permanenza della famiglia reale ad Akhetaton ma, in tal caso, si dovrebbe supporre che Amenofi III, padre di Akhenaton, fosse ancora vivo e residente ad Akhetaton. Sono, infatti, stati individuati, quali destinatari di alcuni documenti: Amenhotep III, Amenhotep IV, Tiy, Tutankhamon.

Di certo le lettere di Tell el-Amarna sono sintomatiche di uno sviluppo solido del traffico internazionale nonché dell'importanza delle trattative matrimoniali a fini politici.

In relazione a quest'ultima fattispecie, in particolare, sono accertate le seguenti situazioni:

Anche i rapporti internazionali sono attestati nelle tavolette amarniane: Babilonia, i Cassiti, l'Assiria, Mitanni, gli Ittiti, i regni di Arzawa e Alashia (quest'ultimo individuato, forse, nell'odierna Cipro).

Si può, così, grazie alla corrispondenza di piccoli re locali o dei funzionari egiziani all'estero, ricostruire l'organizzazione politica estera egiziana; fondamentalmente il sistema politico locale, basato su piccoli regni autonomi sotto il protettorato egiziano restava intatto.

I piccoli re siro-palestinesi erano legati al sovrano egizio da un semplice giuramento di fedeltà mentre un controllo più diretto avviene attraverso la suddivisione in tre province: Amurru (sulla costa fenicio-libanese); Ube (all'interno della Siria), Canaan (ovvero la Palestina).

In tre città principali di questi territori risiedevano i funzionari egizi, e le relative forze militari, incaricati della sorveglianza sui regnanti locali e della raccolta dei tributi, nonché responsabili dei necessari interventi diretti nelle lotte che potevano insorgere tra le realtà locali.

Una delle tavolette amarniane appare particolarmente interessante: un re palestinese, infatti, chiede aiuto al sovrano egizio contro i "Khabiru" che stanno invadendo alcune città cananee.

Khabiru, o anche Apiru, è un nome già comparso precedentemente nella storia egiziana: sotto Thutmose III sono indicati come "vignaioli" ed Amenofi II ne catturerà 3.600 durante una battaglia con i Mitanni, nel caso della tavoletta amarniana, si tratta di fuoriusciti egiziani che tentano di stanzializzarsi o di rientrare in Egitto.

Alcuni vedono negli Apiru, o Khabiru, gli Ebrei giunti nel territorio egiziano come nomadi, poi stanzializzati. Altri ritengono di poter individuare con tale nome non un popolo, bensì una sorta di classe sociale, quella, appunto, degli immigrati o dei rifugiati, privi, cioè, di una connotazione etnica unica e di un proprio territorio.

Anche se solo indirettamente connessa alle lettere di Amarna, un'altra vicenda appare particolarmente intrigante. Anche in questo caso, peraltro, essa è legata al ritrovamento, in Turchia, di un altro archivio reale, quello dell'antica Ḫattuša, l'odierna Bogazkoi, capitale dell'impero ittita.

È qui, infatti, che venne rinvenuta la notizia relativa ad una regina vedova egizia che richiedeva al re ittita Shuppiluliumash un figlio da sposare e rendere sovrano. C'è chi ha visto in questa non meglio precisata regina vedova Nefertiti, alla morte di Akhenaton, ma anche chi, più verosimilmente, ha ritenuto di individuarvi la vedova di Tutankhamon (Ankhesenamon). È infatti bene ricordare, a corredo e completamento delle informazioni relative a Tell El-Amarna, che i primi anni di regno del faraone fanciullo si svilupparono proprio qui, ad Akhetaton (Tell el-Amarna), quando il nome teoforo era ancora Tutankhaton.

Il villaggio operaio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Deir el-Medina.

Non si può concludere la trattazione relativa a Tell el-Amarna senza accennare ad un altro insediamento di particolare interesse dal punto di vista storico-architettonico, il cosiddetto Villaggio degli artigiani (scavato nel periodo 1921-1936 dalla Egypt Exploration Society) che ospitava gli operai che avevano contribuito ad edificare, e/o a manutenere, la città di Akhetaton.
Si tratta, anche dal punto di vista urbanistico, di un quadrato di circa 70 m di lato che ospita piccole abitazioni, tutte uguali, disposte su cinque strade. Nell'angolo sud-est una abitazione più grande delle altre era, verosimilmente, quella del sovrintendente.
È questo, di Tell el-Amarna, uno dei tre villaggi destinati ad operai di cui si ha notizia; gli altri sono quelli di Deir el-Medina, occupato dai lavoratori della Valle dei Re, ed El-Khaum risalente alla XII dinastia ed ubicato presso El-Lashur.

Tenendo fede al contenuto delle steli fatte erigere (11 negli anni V e VI di Akhenaton e 3 nell'anno VIII), di mai più sconfinare dalla città, Akhenaton fece preparare la sua tomba, in una sorta di riduzione in miniatura della Valle dei Re tebana, a circa 4 km dalla città, ma questa, all'atto della sua scoperta, risulterà depredata così avvalorando il convincimento che, forse, il sovrano eretico fosse stato sepolto o, più probabilmente, risepolto, in una tomba della Valle dei Re, che viene individuata nella misteriosa KV55.
La vita di Akhetaton (Tell el-Amarna) durò circa 30 anni ed il suo abbandono iniziò nei primi anni di regno di Tutankhamon (a cui potrebbe essere peraltro imputabile la traslazione del corpo di Akhenaton).

Cronologia essenziale della scoperta di Tell el-Amarna[modifica | modifica sorgente]

  • 1714: Claude Sicard, per la prima volta, descrive una stele confinaria di Akhetaton;
  • 1798: gli scienziati della sfortunata spedizione napoleonica in Egitto realizzano la prima planimetria di Tell el-Amarna che sarà pubblicata nella Description de l'Egypte;
  • 1833: Robert Hay visitano la località, scoprono alcune delle tombe della necropoli amarniana e ne ricopiano i rilievi;
  • 1843: la spedizione prussiana capeggiata da Richard Lepsius visita le rovine della città e ne traccia una planimetria;
  • 18831893: inizia una fase esplorativa di tombe private e della tomba reale;
  • 1887: una contadina, alla ricerca di combustibile, rinviene 300 tavolette coperte di scrittura cuneiforme. Una minima parte viene acquistata dal British Museum mentre la maggior parte viene acquisita dall'Ägyptisches Museum di Berlino;
  • 1891: Flinders Petrie inizia lo scavo del tempio di Aton, del palazzo reale – compresa l'area "privata" del re - e, come abbiamo sopra visto, rinviene un consistente numero di tavolette di argilla degli archivi reali;
  • 1904-1914: l'area di Tell el-Amarna viene data in concessione alla Deutsche OrientGesellshaft;
  • 1903: Norman de Garis Davies pubblica disegni e fotografie di tombe private e delle stele confinarie;
  • 1912: il 25 novembre, nel quartiere sud, l'archeologo Ludwig Borkard, capo del Deutsche OrientGesellshaft, scopre l'atelier di uno scultore; su un frammento di vaso forse il nome dell'artista: Thutmose. Sarà questo l'unico riferimento a tale nome che, però, verrà universalmente riconosciuto come l'autore dello splendido busto della regina Nefertiti che verrà rinvenuto tra il 6 e 7 dicembre 1912 nella cosiddetta sala delmodellamento;
  • 1914: la prima guerra mondiale interrompe i lavori di scavo;
  • 1921-1936: la Egypt Exploration Society riprende gli scavi ad Amarna sotto la direzione di Leonard Woolley e John Pendelbury, prosegue e completa lo scavo ponendo particolare attenzione alle struttura reali e religiose; viene individuato il "villaggio degli artigiani";
  • anni sessanta: la Egyptian Antiquities Organization intraprende scavi nell'area amarniana;
  • 1977: da tale data l'area è in concessione all'Università di Cambridge sotto la direzione di Barry Kemp.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Uno dei più famosi, anche perché collegato alla ricerca archeologica italiana, è Tell Mardikh, meglio conosciuto con il nome dell'antica città di Ebla (scoperta in Siria nel 1964, i cui scavi sono ancora in corso, dalla missione italiana diretta da Paolo Matthiae)
  2. ^ Margaret Bunson, Enciclopedia dell'antico Egitto, pag. 17

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Margaret Bunson, Enciclopedia dell'antico Egitto, Fratelli Melita Editori, ISBN 88-403-7360-8
  • Moschetti Elio, Akhenaton storia di un'eresia, Ananke, ISBN 978-88-7325-289-4
  • Leospo E., Tosi M., Il potere del re, il predominio del dio:Amenhotep III ed Akhenaten, Ananke, ISBN 88-7325-104-8
  • Guy Rachet, Dizionario Larousse della civiltà egizia, Gremese Editore, ISBN 88-8440-144-5
  • Mario Tosi, Dizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto, vol. II, Ananke, ISBN 88-7325-115-3
  • Paul Bahn, Dizionario Collins di archeologia, Gremese Editore, ISBN 88-7742-326-9
  • Edda Bresciani, Grande enciclopedia illustrata dell'antico Egitto, De Agostini, ISBN 88-418-2005-5
  • Maurizio Damiano-Appia, Dizionario enciclopedico dell'antico Egitto e delle civiltà nubiane, Mondadori, ISBN 88-7813-611-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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