Mitanni

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Regno di Mitanni nel 1400 a.C.

Mitanni (o anche Mittanni, Naharina nei testi egizi) fu un regno situato nel nord della Mesopotamia che si estese, al culmine della sua ampiezza, dai monti Zagros al lago di Van ed ai confini con l'Assiria, abitato principalmente dagli Hurriti.

Raggiunse il massimo splendore tra il 1450 a.C. e il 1350 a.C., durante la fase terminale dell'età del Bronzo. La sua capitale fu Waššukanni, identificata oggi con Tell Fekheriye. La sconfitta per parte dell'esercito ittita, guidato da Piyashshili di Karkemish e dal re Suppiluliuma I, segnò la fine della potenza di Mitanni anche se il principato visse ancora per un certo tempo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fino ad ora non sono state trovate fonti originali per la storia del regno dei Mitanni (ossia Hanilgalbat) e quindi ci si basa soprattutto su racconti assiri, ittiti ed egizi e su iscrizioni provenienti principalmente dalla Siria. Spesso non è nemmeno possibile stabilire una cronologia relativa tra governanti di diversi paesi o città, per non parlare della possibilità di fornire date precise. Una precisa definizione della storia del Mitanni è ulteriormente compromessa dalla mancata individuazione dei gruppi linguistici, etnici e politici.

Si ritiene che le tribù guerriere degli Hurriti e le loro città-stato siano state unificate sotto un'unica dinastia dopo il crollo di Babilonia dovuto al saccheggio degli ittiti di Mursilis I nel 1595 a.C. ed alla successiva invasione dei Cassiti nella Mesopotamia Inferiore. La conquista ittita di Aleppo (Yamkhad), la crisi del regno medio-assiro e le lotte interne nel regno ittita crearono un vuoto di potere nella Mesopotamia superiore che permise la formazione del regno di Mitanni.

Il secondo re, Barattarna espanse il regno a ovest fino ad Aleppo e rese suo vassallo Idrimi di Alalakh. Lo stato di Kizzuwatna, ad ovest, divenne anch'esso alleato di Mitanni mentre Arrappa e l'Assiria, ad est, divennero stati vassalli di Mitanni intorno alla metà del XV secolo a.C. Da questo momento in poi il re dei Mitanni, nelle corrispondenze diplomatiche, definirà se stesso come "gran Re" e così saranno definiti il re di Babilonia ed il faraone d'Egitto. Questo scenario di tre superpotenze (Egitto, Babilonia e Mitanni, poi sostituiti dagli Ittiti) sarà per secoli importante per l'equilibrio politico del vicino oriente; nelle corrispondenze diplomatiche i tre GranRe si chiamavano fratelli fra loro e ad ogni successione dinastica il nuovo re dei Mitanni doveva ottenere l'approvazione degli altri due GranRe prima di poter considerare sicuro il suo insediamento. Il principato si rafforzò durante il regno di Shaushtatar anche se la pressione ittita sugli altopiani dell'Anatolia iniziò a farsi preoccupante. Il regno di Kizzuwatna ad ovest e Ishuwa al nord, importanti alleati degli ittiti, esercitarono una pressione sempre più forte sul regno dei Mitanni.

Dopo alcuni scontri con i sovrani egizi della XVIII dinastia, per il controllo della Siria, il regno Mitanni cercò la pace con l'Egitto e fu stretta un'alleanza. Durante il regno di Shuttarna II, agli inizi del XIV secolo a.C., le relazioni furono amichevoli, ed il re mandò sua figlia Kilu-Hepa in Egitto per darla in sposa a Amenhotep III. Il regno Mitanni era allora all'apice della sua potenza.

Alla morte di Shuttarna II, lo stato fu dilaniato dalle lotte tra i vari pretendenti al trono. Alla fine prevalse Tushratta, figlio di Shuttarna ma il regno Mitanni si era molto indebolito e di questo approfittarono gli ittiti che aumentarono la loro pressione sui confini. Anche le relazioni diplomatiche con l'Egitto si erano nel frattempo raffreddate, nonostante che, come il suo predecessore, anche Tushratta avesse inviato una sua figlia come sposa ad Amenhotep III. Anche gli Assiri approfittarono di questo periodo di crisi dinastica ed istituzionale per liberarsi del giogo di Mitanni. Il re ittita Suppiluliuma I invase gli stati vassalli di Mitanni nel nord della Siria e rimpiazzò i loro governanti con altri a lui fedeli.

Nella capitale di Mitanni scoppiò una nuova lotta per il potere. Ittiti e assiri sostennero diversi pretendenti al trono. Infine, un esercito ittita conquistò la città e mise sul trono Shattiwaza, figlio di Tushratta, come vassallo. Alla fine del XIV secolo a.C., il regno si era ormai ridotto alla sola valle del fiume Khabur. Gli Assiri, che non avevano abbandonato le loro pretese sul regno del Mitanni, nel XIII secolo a.C. lo invasero e lo incorporarono nel loro regno con il nome di Hanigalbat, come divenne noto in seguito.

Alcuni secoli dopo la caduta di Washukanni e l'asservimento all'Assiria, la regione risulta essere quasi del tutto integrata e la lingua hurrita scompare dall'uso nell'Impero assiro. Un dialetto strettamente legato all'hurritico sopravvive però nel nuovo Stato di Urartu, costituitosi nelle zone montagnose del nord della Mesopotamia. Nelle iscrizioni di Adad-Nirari II, Assurbanipal II e Salmanassar III, Hanilgalbat è ancora usato come termine geografico.

L'incertezza dunque avvolge tutta la storia dell'impero dei Mitanni ed anche la lista di sovrani che segue, compilata seguendo la cronologia intermedia.

Sovrani di Mitanni[modifica | modifica wikitesto]

Il problema delle origini del Mitanni[modifica | modifica wikitesto]

È stato ipotizzato che l'aristocrazia di Mitanni, che portava nomi indo-ariani, fosse migrata dall'Iran e si fosse imposta sulle popolazioni indigene hurritiche del medio Eufrate che non risultano essere indoeuropee, benché i dati siano scarsi.

Alcuni studiosi hanno provato ad equiparare le divinità venerate dagli Hurriti con divinità Vediche, ed hanno identificato i nomi usati dall'aristocrazia come eponimi indoeuropei. In un trattato tra il sovrano ittita Suppiluliuma I ed il re di Mitanni Shattiwaza, vengono invocate le divinità vediche di Mitra Varuna Indra Nasatya e Asvins.

Eusebio di Cesarea, agli inizi del IV secolo, riferisce citazioni di Eupolemo, uno storico ebreo del II secolo a.C., le cui opere sono perdute, che affermavano che ...al tempo di Abramo gli Armeni invasero la Siria; ciò potrebbe corrispondere ad una migrazione degli Hurriti, o della loro aristocrazia, poiché Abramo viene collocato storicamente intorno al 1700 a.C..

Interpretazioni sanscrite dei nomi dei sovrani di Mitanni rendono Shuttarna come Sutarna ("buon sole"), Baratarna come Paratarna ("grande sole"), Parsatatar come Parashukshatra ("governatore con l'ascia"), Saustatar come Saukshatra ("figlio di Sukshatra, il buon governatore"), Artatama come "giustissimo", Tushratta come Dasharatha ("possessore di dieci carri"?), e, infine, Mattivaza come Mativaja ("la cui ricchezza è la preghiera").
Alcuni studiosi ritengono che non solo i re avessero nomi indo-ariani; un gran numero di altri nomi somiglianti al sanscrito sono stati scoperti in documenti di quest'area.
Un trattato sull'allevamento dei cavalli scritto da Kikkuli l'hurrita in lingua ittita contiene termini correlabili al sanscrito come aika (eka, uno), tera (tri, tre), panza (pancha, cinque), satta (sapta, sette), na (nava, nove), vartana (vartana, rotondo). Un altro testo ha babru (babhru, bruno), parita (palita, grigio), e pinkara (pingala, rosso).

La festività principale del Mitanni era la celebrazione del solstizio (vishuva), comune a molte culture del mondo antico. I guerrieri erano chiamati marya, termine usato per i guerrieri anche in sanscrito.

Una teoria alternativa alla precedente ha tentato di connettere il nome M(a)itanni conche appartengono a gruppi linguistici affini. Studiosi curdi ritengono che uno dei loro clan, quello dei Mattini che vivono nella regione geografica detta un tempo Hanilgalbat, conservi il nome dei Mitanni. Gli archeologi hanno riscontrato un notevole parallelismo con la diffusione in Siria di un particolare tipo di vasellame associato con quella che viene chiamata cultura Kura-Araxes, ma le date comunemente assegnate per questa cultura sono parecchio più antiche del presunto arrivo dei Mitanni. Sempre in base ad affinità linguistiche il nome Shaushtatar è stato messo in relazione con il cimmero Sandaksatra.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Quando conquistavano dei popoli, gli Hurriti li dividevano a seconda dell'etnia ed il loro re e li rendevano vassalli. Lo stato hurrita era dotato di grandi funzionari, i khalsukhlu che, secondo alcuni, si occupavano della giustizia. Il governo hurrita era di tipo feudale. L'esercito hurrita possedeva armi in ferro e combatteva su carri da guerra.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Gli Hurriti ci lasciano un'ampia testimonianza delle loro divinità, lasciando templi ed anche testi religiosi (anche se gran parte della letteratura hurrita è andata perduta). La principale divinità era Teshub. L'influenza mesopotamica sulla religione hurrita si è fatta molto sentire.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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