Kizzuwatna

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Kizzuwatna fu un regno anatolico del II millennio a.C., situato nella regione ai piedi del Tauro all'incirca corrispondente alla più tarda Cilicia, sulle rive dei fiumi Ceyhan e Seyhan (odierna Turchia). Il regno controllava le miniere d'argento del Tauro e ricchi territori agricoli.

I suoi abitanti erano di cultura urrita e parlavano il luvio, una lingua indoeuropea imparentata con l'ittita.

La sua capitale fu Kummani, dove era presente un luogo di culto dedicato al dio della tempesta hurrita Teshub.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene il re Sargon di Akkad pretendesse di aver raggiunto le montagne del Tauro nel XXIII secolo a.C., non sembrano essere presenti tracce del suo passaggio o della civiltà accadica nella regione. Agli inizi del II millennio a.C. vi passava la via commerciale tra l'Assiria e la città di Kanesh.

Fu un regno vassallo dell'Antico regno degli Ittiti, i cui documenti probabilmente lo menzionano insieme alla regione dell'Arsawa (corrispondente alla Lidia) con il nome di Luwia. Divenne indipendente con il declino dell'Antico regno, intorno al 1500 a.C. Il primo re conosciuto è Ishputahshu (1530-1500 a.C.), dal nome luvio, che fu figlio di Pariyawatri e siglò un trattato con il re ittita Telipinu (1525-1500 a.C.) contro i Mitanni. Il trattato venne onorato ancora dal suo successore, Paddatishu.

I Mitanni tuttavia sconfissero la coalizione e sotto il regno di Piliya, intorno al 1460 a.C., il Kizzuwatna passò all'alleanza con il re di Alalakh, Idrimi, sotto l'egida del re mitanno Barattarna. A partire da questo re i sovrani del Kizzuwatna portarono nomi hurriti, indicando forse un cambio di dinastia. In quest'epoca il Kizzuwatna si estendeva tra gli Ittiti e i Mitanni, raggiungendo il Mediterraneo con l'annessione del regno di Adaniya (attuale Adana).

Il regno fu alternativamente sottomesso ai due potenti vicini: ripassato sotto il dominio ittita dopo il regno di Shunashshura I, tornò sotto i Mitanni intorno al 1440 a.C. con il successore Talzu, che si sottomise al re mitanno Shaushtatar. Il successivo re di Kizzuwatna, Shunashshura II siglò un nuovo trattato intorno al 1420 a.C. con il re ittita Tudhalia I. Il successivo re ittita, Aruanda I annesse il Kizzuwatna, collocandovi al potere dei principi ittiti.

Il regno restò in seguito sotto il dominio ittita, come una delle più importanti regioni dell'impero, dalla quale forse proveniva la dinastia fondata da Tudhalia I. Influenzò il Nuovo regno degli Ittiti con elementi hurriti. Il re ittita Hattušili III sposò una grande sacerdotessa di Kizzuwatna, la regina Puduhepa, che ebbe un ruolo importante nella corte ittita sotto i regni del marito e del figlio Tudhaliya IV. Ad Hattusa è stato inoltre rinvenuto un corpus di testi religiosi chiamato Rituali di Kizzuwatna.

Con la caduta dell'impero ittita intorno al 1200 a.C. la regione non è più menzionata con questo nome. L'impero si dissolse in una moltitudine di piccoli regni detti neo-ittiti, che abbandonarono la scrittura cuneiforme e la lingua ittita a favore della scrittura geroglifica e il luvio. Nel 715 a.C. la regione venne annessa dagli Assiri e nel VI secolo a.C. fu una satrapia dell'impero achemenide.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Albrecht Goetze, Kizzuwatna and the Problem of Hittite Geography (Yale Oriental Series. Reserarches, volume 22), Yale University Press, New Haven 1940.
  • Paolo Desideri, Anna Margherita Jasink, Cilicia. Dall'età di Kizzuwatna alla conquista macedone, Le Lettere editore, 1990. ISBN 8871660129
  • (DE) Rita Strauss, Reinigungrituale aus Kizzuwatna. Ein Beitrag zur Erforschung hethitischer Ritualtradition und Kulturgeschichte, 2006. ISBN 978-3-11-017975-0

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Scavi a Sirkeli Höyük, forse identificabile con la città di Lawazantiya del Kizzuwatna (Eberhard Karls Universität di Tubinga e Çanakkale Onsekiz Mart Üniversitesi, con il patronato della Accademia delle scienze bavarese).