Athanasius Kircher

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Athanasius Kircher

Athanasius Kircher (Geisa, 12 maggio 1602Roma, 28 novembre 1680) è stato un gesuita, filosofo, storico e museologo tedesco del XVII secolo.

Pubblicò una quarantina di opere, anzitutto nei campi degli studi orientali, della geologia e della medicina. Kircher è stato paragonato al suo confratello gesuita Ruggiero Giuseppe Boscovich e a Leonardo da Vinci per la sua enorme varietà di interessi, ed è stato onorato con il titolo di "maestro in un centinaio d'arti".[1]

Kircher fu il più celebre "decifratore" di geroglifici del suo tempo, malgrado buona parte dei suoi presupposti e "traduzioni" in questo campo da allora siano stati smentiti. Egli tuttavia condusse uno dei primissimi studi sui geroglifici egiziani, stabilendo il legame corretto tra la lingua egizia antica e il copto, per il quale è stato considerato il fondatore dell'Egittologia. Era inoltre affascinato dalla sinologia e scrisse un'enciclopedia della Cina, nella quale notava per la prima volta la presenza dei cristiani nestoriani, ma tentò anche di stabilire collegamenti più tenui con l'Egitto e il cristianesimo.

L'opera di Kircher sulla geologia comprendeva studi su vulcani e fossili. Tra le prime persone ad osservare microbi attraverso un microscopio, fu talmente in anticipo sul suo tempo da proporre la tesi che la peste era causata da un microrganismo infettivo, e da proporre misure efficaci per prevenire la diffusione della malattia. Kircher mostrò inoltre un vivace interesse per la tecnologia e le invenzioni meccaniche: tra le invenzioni che gli sono attribuite vi sono un orologio magnetico, diversi automi e il primo megafono. L'invenzione della lanterna magica è spesso attribuita impropriamente a Kircher, che condusse uno studio sui principi inerenti nel suo trattato Ars magna lucis et umbrae.

Fu una delle più famose personalità del suo tempo in campo scientifico, venendo oscurato verso la fine della sua vita dal razionalismo di Cartesio e altri. Nel tardo XX secolo, tuttavia, la qualità estetica della sua opera ha ricominciato ad essere apprezzata. Uno studioso moderno, Alan Cutler, ha descritto Kircher come "un gigante tra gli studiosi del XVII secolo" e "uno degli ultimi pensatori che potrebbero giustamente rivendicare come suo dominio tutta la conoscenza".[2] Un altro studioso, Edward W. Schmidt, si riferisce a Kircher come all'"ultimo uomo del Rinascimento".

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1616, all'età di 14 anni, entra come novizio nel Collegio Gesuita di Fulda. A Würzburg diventa professore di filosofia, matematica e lingue orientali.

La sua carriera, però, viene arrestata nel 1631, quando gli eventi della Guerra dei trent'anni lo costringono a cercare rifugio ad Avignone.

Nel 1635 si reca a Roma, perché il Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini) gli assegna un posto di insegnante di scienze matematiche al Collegio Romano, ma dopo otto anni si dimette dall'incarico per dedicarsi ad una sua grande passione: lo studio dell'antichità.

Nel 1640 entra nel Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri - V.E.O.S.P.S.S., l'antico Ordine dei Cavalieri Bianchi di Seborga.

Nel 1651 fondò presso il Collegio Romano il Museo Kircheriano.

Fino al 1670 intrattenne rapporti epistolari con Ferdinando I Gonzaga (1614-1675), marchese di Castiglione ed appassionato di astronomia.

La traduzione dei geroglifici egizi[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine del 1615, Pietro Della Valle, cavaliere e patrizio romano, durante un viaggio in Egitto trova nella città del Cairo un antico vocabolario copto-arabo. Questo vocabolario, secondo le sue parole, era «nascosto tra uomini le cui menti ignoranti erano incapaci di apprezzarlo»:[3] così lo riporta a Roma, dove è sicuro sarà un valido aiuto per riscoprire la lingua degli antichi egizi.

A Roma, Nicolaus Fabricius, senatore reale di Aquisgrana, vuole tradurlo in latino: per farlo contatta proprio Kircher, suo buon amico. Malgrado la ritrosia iniziale, non sentendosi all'altezza dell'operazione, alla fine egli accetta. Quando poi la notizia della traduzione arriva alle orecchie del Papa, Kircher è richiamato a Roma per eseguire lì l'operazione.

Nell'arco di due anni la traduzione è pronta, ma ne viene rimandata la pubblicazione a causa di un viaggio intrapreso da Kircher in Sicilia ed a Malta. A causa anche della mancanza di attrezzatura per stampare i caratteri geroglifici, la traduzione rimarrà inedita per alcuni anni, tanto da spingere l'autore a rinunciare a pubblicarla.

La situazione si sblocca solo con l'intervento del Sacro Romano Imperatore, che stanzia personalmente i fondi per stampare i caratteri orientali e per coprire le spese totali dell'operazione. Kircher è estasiato da questo aiuto inaspettato, tanto da elogiare più volte, nell'introduzione della sua opera, «questo ferreo imperatore che non era tanto sopraffatto dalla barbarie della guerra e da ondate su ondate di invasioni da dedicarsi interamente a Marte dimenticando Pallade Atena».[4]

L'opera vede la luce in tre parti: la grammatica, il vocabolario ed un elenco di parole in ordine alfabetico. Kircher si avvale dell'aiuto di Abraham Ecchell, studioso di lingue orientali.

Malgrado l'autore si auguri nell'introduzione di essersi «acquistato da una posterità riconoscente qualche ringraziamento quando a tempo debito avrà tratto tutti i frutti del nostro lavoro», la "posterità" ricorda Kircher solo come aneddoto storico. La sua traduzione dei geroglifici egizi, infatti, è universalmente riconosciuta come errata in ogni sua parte: si dovrà attendere il 1821 per una traduzione definitiva dei geroglifici ad opera di Jean-François Champollion.

Kircher adottò infatti un tipo di interpretazione dei geroglifici radicalmente diversa da quella di oggi: egli pensava che ogni simbolo racchiudesse in sé una molteplicità infinita di significati, rivelati dalla divinità direttamente a chi li aveva scritti: in questo modo Kircher poté riscontrare elementi religiosi propri del cristianesimo della sua epoca anche nei segni geroglifici, ascrivendo questa presunta coincidenza di significati alla comune origine divina della rivelazione cristiana e della sapienza egizia.[senza fonte]

La natura "magica" del geroglifico rispetto all'alfabeto normale richiedeva dunque, per Kircher, un atteggiamento diverso da quello del traduttore che compila un vocabolario (questo è stato l'approccio moderno ai geroglifici), cercando un'attitudine più simile a quella dell'iniziato o del sapiente, che gli permettesse di penetrare i significati ermeticamente "sigillati" nei segni sacri. I significati ottenuti non sarebbero però stabili, rinviando continuamente ad altri sensi: geroglifico per Kircher è ogni segno che dia origine a uno slittamento continuo di senso.[senza fonte] Questa linea interpretativa, oggi considerata di nessun rigore scientifico, era a suo tempo originale e brillante, essendo Kircher tra i primi nell'applicazione delle modalità del neoplatonismo rinascimentale all'interpretazione dei geroglifici.

In termini moderni si può dire che Kircher lesse l'aspetto simbolico dei geroglifici invece che quello semantico; caratteristiche del geroglifico sono per il gesuita l'analogia (corrispondenza iconica tra segno e oggetto denotato), l'intuitività (comprensione tramite intuizione) e la motivatezza (ogni elemento grafico è motivato nella sua forma), che ne fanno appunto un simbolo, diversamente da una lettera dell'alfabeto latino, che è un segno.

Nel 1644 Kircher inizia la collaborazione con Gianlorenzo Bernini per la progettazione della Fontana dei Quattro Fiumi a piazza Navona in Roma, in qualità di esperto di geroglifici. Kircher ha dedicato un'intera opera alla decifrazione delle iscrizioni geroglifiche presenti sull'obelisco intorno al quale sarebbe sorta la fontana (Obeliscus Pamphilius, 1650).

Per Kircher il geroglifico è il modo più adatto per parlare dei misteri della Religione: "Symbola Hieroglyphica, uti ex omnibus mundalium rerum classibus assumpta fuerunt: ita magnae quoque virtutis et efficaciae ob miram et occultam cum supramundanis causis connexionem, fuisse...» (p. 19) «Atque adeo idem Aegyptiis contigisse videtur, quod moderno tempore in nostrae Christianae Religionis Mysteriis exhibendis praestari videmus; in quibus tametsi Divinitatis Mysteria, ut SS. Triadis, Incarnationis Verbi aeterni, sub alia et alie ratione depicta videas, unum tamen semper et idem, quoad essentialem significationem, exhibant...".

Questo sapere di tipo "emblematico" suscita grandi diffidenze negli ambienti della Royal Society (l'Accademia Nazionale delle Scienze inglese, soprattutto nel suo più esimio esponente, Robert Boyle, che dal 1653 è diventato anche Gran Priore del Venerabilis Equester Ordo Sacri Principatus Sancti Sepulchri - V.E.O.S.P.S.S., l'Ordine dei Cavalieri cistercensi di Seborga, di cui lo stesso Kircher ne fa parte sin dal 1640.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Scrittore prolifico di fama europea, fu autore di molte opere dedicate a vari campi del sapere, dalla filologia alla fisica, alla liturgia sacra, all'astronomia, alla storia naturale, alla matematica, alla musica, all'egittologia, alla geografia e alla civiltà cinese. Tra le principali opere scientifiche ricordiamo Magnes, sive de arte magnetica (1641), l'Ars magna lucis et umbrae (1645), il Mundus subterraneus (1665), l'Organum mathematicum (1668) e la Musurgia universalis (1650) nella quale descrive l'Abacus harmonicus.

Le sue opere in ordine cronologico:

  • 1631 - Ars Magnesia
  • 1635 - Primitiae gnomoniciae catroptricae
  • 1636 - Prodromus Coptus sive Ægyptiacus
  • 1638 - Specula Melitensis encyclica, hoc est syntagma novum instrumentorum physico- mathematicorum
  • 1641 - Magnes sive de arte magnetica opus tripartitum
  • 1643 - Lingua Ægyptiaca restituta
  • 16451646 - Ars Magna Lucis et umbrae in mundo (in cui spiega il significato delle Tavole sciateriche)
  • 1650 - Obeliscus Pamphilius
  • 1650 - Musurgia universalis, sive ars magna consoni et dissoni
  • 16521655 - Œdipus Ægyptiacus
  • 1656 - Itinerarium extaticum s. opificium coeleste
  • 1657 - Iter extaticum secundum, mundi subterranei prodromus
  • 1658 - Scrutinium Physico-Medicum Contagiosae Luis, quae dicitur Pestis
  • 1660 - Pantometrum Kircherianum ... explicatum a G. Schotto
  • 1661 - Diatribe de prodigiosis crucibus
  • 1663 - Polygraphia, seu artificium linguarium quo cum omnibus mundi populis poterit quis respondere
  • 16641678 - Mundus subterraneus, quo universae denique naturae divitiae
  • 1665 - Historia Eustachio-Mariana
  • 1665 - Arithmologia sive de abditis Numerorum mysteriis
  • 1666 - Obelisci Aegyptiaci ... interpretatio hieroglyphica
  • 1667 - China Monumentis, qua sacris qua profanis
  • 1667 - Magneticum naturae regnum sive disceptatio physiologica
  • 1668 - Organum mathematicum
  • 1669 - Principis Cristiani archetypon politicum
  • 1669 - Latium
  • 1669 - Ars magna sciendi sive combinatorica
  • 1670 - La Chine [...] illustrée de plusieurs monuments tant sacrés que profanes [...]
  • 1671 - Ars magna lucis et umbrae
  • 1673 - Phonurgia nova, sive conjugium mechanico-physicum artis & natvrae paranympha phonosophia concinnatum
  • 1675 - Arca Noë
  • 1676 - Sphinx mystagoga
  • 1676 - Obelisci Aegyptiaci
  • 1679 - Musaeum Collegii Romani Societatis Jesu
  • 1679 - Turris Babel sive Archontologia
  • 1679 - Tariffa Kircheriana sive mensa Pathagorica expansa
  • 1680 - Physiologia Kircheriana experimentalis

Musica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1995 il gruppo francese Lightwave ispirato al suo Mundus Subterraneus ha pubblicato l'omonimo album.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Athanasius Kircher è spesso citato come l'inventore della lanterna magica (1675), nota per la sua capacità di proiettare ingranditi disegni e pitture su vetri trasparenti, utilizzando lanterne a petrolio o candele. Nel giro di pochi anni, anche la lanterna magica, così come la camera oscura, farà impazzire il mondo. Sono famose le illustrazioni e le caricature che raffigurano proiezionisti che vanno in giro per i mercati di paese col loro attrezzo magico e l'organino per suonare nel corso delle rappresentazioni, come fossero dei piccoli cinema ambulanti primordiali.

Nel 2007 l'artista Cybèle Varela crea il progetto Ad Sidera per Athanasius Kircher, ispirato alla sua vita e al Museo Kircheriano del Collegio Romano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Woods, p 108
  2. ^ Cutler, p 68
  3. ^ Dedica apposta da Petrus à Valle sul vocabolario stesso. Raccolta in I detective dell'archeologia (1965), a cura di C.W. Ceram (traduzione di Luciana Bonaca).
  4. ^ Introduzione alla traduzione di Kircher. Raccolta in I detective dell'archeologia (1965), a cura di C.W. Ceram (traduzione di Luciana Bonaca).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti
Approfondimenti
  • Rivosecchi Valerio, Esotismo in Roma barocca. Studi sul Padre Kircher, Roma: Bulzoni, 1982, pp. 280.
  • Casciato M., Ianniello M.G., Vitale M. (eds), Enciclopedia in Roma Barocca. Athanasius Kircher e il Museo del Collegio Romano tra Wunderkammer e museo scientifico, Venezia: Marsilio 1986, p. 376 ISBN 88-317-4846-7.
  • Anton Haakman, "Il mondo sotterraneo di Athanasius Kircher", Garzanti 1995, p. 239 ISBN 88-11-66170-6.
  • Lo Sardo Eugenio (ed), Il Museo del mondo, Roma: De Luca 2001, ISBN 8880164090.
  • Marrone Caterina, I geroglifici fantastici di Athanasius Kircher, Viterbo: Nuovi Equilibri 2002, pp. 160 ISBN 88-7226-653-X.
  • Marrone Caterina, Le lingue utopiche, Viterbo: Nuovi Equilibri 2004 [1995], pp. 338 ISBN 88-7226-815-X.
  • Jean-Pierre Thiollet, Je m'appelle Byblos, Paris:H & D 2005, "Athanasius Kircher", p. 254. ISBN 978-2-914266-04-8.
  • Totaro Giunia, L'autobiographie d'Athanasius Kircher. L'écriture d'un jésuite entre vérité et invention au seuil de l'œuvre. Introduction et traduction française et italienne, Bern: Peter Lang 2009, p. 430 ISBN 978-3-03911-793-2.
  • Pangrazi Tiziana, La Musurgia Universalis di Athanasius Kircher. Contenuti, fonti, terminologia, Firenze: Olschki 2009, pp. 206 ISBN 978-88-222-5886-1
  • AA.VV., "Athanasius Kircher e il suo teatro di natura ed arte", mostra 4-11-18-25 maggio 2009, Roma, C.C.I.A.A. di Roma, 2009.
  • Athanasius Kircher, "Vita del reverendo padre, Athanasius Kircher" autobiografia", Roma: La Lepre edizioni 2010, p.123.
  • Nathalie Lallemand-Buyssens, « Les acquisitions d'Athanasius Kircher au musée du Collège Romain à la lumière de documents inédits », in Storia dell'Arte, n. 133, ott.-dic. 2012, p. 107-129.
Opere riguardanti Kircher

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