Lanterna magica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando lo studio di animazione vedi, vedi Lanterna Magica (studio).
Lanterna Magica

La lanterna magica è una forma di proiezione di immagini dipinte (di solito su vetro) su una parete (o uno schermo appositamente predisposto) in una stanza buia, tramite una scatola chiusa contenente una candela, la cui luce è filtrata da un foro sul quale è applicata una lente. Il procedimento è del tutto analogo nella sostanza a quello dei moderni proiettori di diapositive.

Si tratta del dispositivo del precinema più vicino allo spettacolo cinematografico vero e proprio.

Principio di funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Schema di lanterna magica. M = specchio; L = lente convergente; ab = immagine dipinta su vetro; m = sistema lenticolare (obiettivo); BA = immagine rovesciata e ingrandita. Da Ganot, Corso di fisica elementare, 1868.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« Wilhelm, cosa è mai per il nostro cuore il mondo senza l'amore? È come una lanterna magica senza luce! Ma appena tu vi introduci la lampada, le più belle immagini compaiono sulla parete bianca... »
(I dolori del giovane Werther, Goethe)

La più antica descrizione di una lanterna magica risale al 1646, quando il padre gesuita Athanasius Kircher la incluse nel libro Ars Magna Lucis et Umbrae[1]. Probabilmente però a quell'epoca lo strumento doveva essere già noto alle corti europee, importato forse dalla Cina tramite la mediazione degli arabi.

Nel 1659 il matematico, astronomo e fisico olandese Christiaan Huygens lo citò fra le sue invenzioni, definendolo proprio lanterna magica, mentre l'ottico don Matteo Campani in Italia l'avrebbe costruita nel 1678[2].

Lo spettacolo della lanterna magica è il più diretto antenato della proiezione cinematografica (che non si tratta di altro che della proiezione di fotografie invece che di lastre disegnate, a una velocità tale da dare l'illusione del movimento), e continuò ad essere praticato anche dopo l'invenzione del cinema.

Uso[modifica | modifica wikitesto]

Spettacolo di Lanterna magica

La diffusione della lanterna magica fu rapida ed ebbe due principali applicazioni: una didattica e una fantastica, di intrattenimento. Nel primo caso si poteva istruire mostrando luoghi, monumenti, oggetti, piante, animali che nessuno aveva mai visto, con un effetto molto più suggestivo della stampa; nell'altro caso si potevano proiettare immagini fantastiche, sia come sussidio alle conferenze e prediche religiose (si pensi alla serie di punizioni dei dannati tra le fiamme e alla felicità dei beati in paradiso quale supporto alla spiegazione dei versetti sul giudizio universale). I due scopi potevano anche essere strettamente collegati, per potenziare l'insegnamento sviluppando l'immaginazione.

Bisogna anche tener conto che fino al XIX secolo non esisteva una netta demarcazione tra scienza e suggestione, tra realtà e fantasia: la trattazione scientifica abbondava infatti di elementi magici e fantastici, mentre le suggestioni e superstizioni fantastiche si appoggiavano quasi sempre sull'osservazione di fenomeni reali dei quali non si sapeva dare spiegazione.

Non è dunque infrequente trovare nei vetrini da lanterna magica superstiti immagini vere e di fantasia accostate: animali reali e animali fantastici (come elefanti accanto a dragoni), luoghi lontani e luoghi immaginari (la Cina accanto a Atlantide), ecc.

Tra i più celebri usi vi fu però quello di suggestione spiritica, abilmente sfruttato da Cagliostro; prima di lui, all'inizio del XVII secolo, il mitico rabbino Loew aveva intrattenuto l'imperatore Rodolfo d'Asburgo con una processione dei suoi antenati, che atterrì i convitati nel castello di Praga, dando origine a un'esplosione di paura e confusione, che portò anche a un incendio.

Il movimento[modifica | modifica wikitesto]

Lastra scorrevole per lanterna magica

Inizialmente con la lanterna magica si proiettava una sola immagine fissa per volta, ma a poco a poco, grazie a varie invenzioni accessorie, si arrivò a moltiplicare le immagini ed a farle muovere, magari facendo scorrere due o più lastre l'una sull'altra, ottenendo per esempio l'effetto di due persone che si allontanavano o di un cavaliere che muoveva verso un castello.

Proust, all'inizio della Recherche, parlò di una lanterna magica di ultima generazione, che dava l'illusione del movimento tramite lastre sovrapposte, mostrando il traditore Golo che cavalca verso il castello dove vive Ginevra

L'imbonitore[modifica | modifica wikitesto]

Lanterna magica del 1890

Figura chiave nello spettacolo della lanterna magica (e non solo), era quella dell'imbonitore, cioè di una persona che spiegasse le immagini mostrate oppure, nel caso di una storia che si sviluppava su una sequenza di illustrazioni, raccontasse gli avvenimenti che venivano proiettati. Le immagini da sole infatti non erano sufficientemente chiare per essere capite nel senso dal pubblico, che quindi aveva bisogno di un commento parlato per comprendere a pieno.

Questa figura di narratore presente fisicamente alle rappresentazioni venne conservata anche in tutti gli spettacoli del cinema delle origini, almeno per tutta la fase del cosiddetto cinema delle attrazioni (1895-1908).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Athanasii Kircheri, Ars magna lucis et vmbrae in decem libros digesta. Quibus admirandae lucis et vmbrae in mundo, atque adeo vniuersa natura, vires effectusq. vti noua, ita varia nouorum reconditorumq. speciminum exhibitione, ad varios mortalium vsus, panduntur, Romae, sumptibus Hermanni Scheus sub signo reginae : ex tipographia Ludouici Grignani, 1658.
  2. ^ Giacinto Amati, Ricerche storico-critico-scientifiche sulle origini, scoperte, invenzioni e perfezionamenti fatti nelle lettere, nelle arti e nelle scienze, con alcuni tratti biografici degli autori più distinti, Opera dell'abate Son Giacinto Amati, Milano, coi tipi di Giovanni Pirotta, 1830, Tomo IV, p. 154-6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Alberto Minici Zotti (a cura di), Magiche visioni prima del Cinema. La Collezione Minici Zotti, Padova, Il Poligrafo, 2001, ISBN 88-7115-299-9.
  • Sandro Bernardi, L'avventura del cinematografo, Venezia, Marsilio Editori, 2007, ISBN 978-88-317-9297-4.
  • Donata Pesenti Campagnoni, Quando il cinema non c'era. Storie di mirabili visioni, illusioni ottiche e fotografie animate, Torino, UTET Università, 2007, ISBN 88-6008-079-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]