Pietro Della Valle

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Pietro Della Valle

Pietro Della Valle (Roma, 2 aprile 1586Roma, 21 aprile 1652) è stato uno scrittore italiano. Il suo viaggio in Oriente fornì agli europei molte nuove conoscenze sui paesi asiatici.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Appartenente a un'importante famiglia della nobiltà romana, compì studi letterari, giuridici e musicali. Carattere irrequieto, ma intelligente e versato nelle più disparate discipline, nel 1606 compose i versi per una piccola rappresentazione scenica in musica, intitolata Il carro di fedeltà d'amore, considerata il primo esempio romano di quel genere su argomento profano. La musica fu composta dal suo maestro di clavicembalo, Paolo Quagliati, e l'opera fu stampata a Roma da Robletti nel 1611 su istanza di un certo Oberto Fidati.

Nel 1611 combatté nella battaglia per l'occupazione delle isole Kerkennah, presso la costa tunisina.

In seguito a una delusione amorosa, a quanto egli stesso racconta, l'8 giugno 1614 partì da Venezia sul vascello da guerra il Gran Delfino per visitare i Luoghi santi. Passò, per il porto di Zante, navigò a poca distanza dal Peloponneso e visitò un sito, del quale descrisse alcune rovine, considerato vicino alla città di Troia. Arrivò in seguito a Costantinopoli, dove si trattenne per più di un anno, quindi a Rodi e ad Alessandria. Per il ramo di Rosetta risalì il Nilo fino al Cairo e visitò le piramidi e la grande sfinge. Dal Cairò passò alla penisola del Sinai, poi da Suez si recò in Palestina, dove visitò Gerusalemme.

Continuando il viaggio attraverso il deserto e la Mesopotamia arrivò a Baghdad, e da lì in Persia, dove si trattenne a lungo, descrivendo le iscrizioni cuneiformi di Persepoli, i costumi dei persiani, la loro storia antica e recente. Da Bandar Abbas s'imbarcò per l'India, di cui visitò le coste fino a Calcutta, spingendosi anche verso l'interno nella regione del Gugerat. A Bagdad si sposò; quando la moglie morì ne fece mummificare il corpo che portò poi con sé a Roma. Inoltre un pittore lo seguiva nei suoi viaggi per ritrarne i luoghi. Nel viaggio di ritorno sostò nella penisola arabica, a Mascate, quindi attraversò il Golfo Persico giungendo ad Alessandretta, da dove infine si imbarcò per Siracusa e Napoli, ritrovandosi a Roma il 28 marzo 1626. Portò con sé un'importante collezione di manoscritti orientali (che avrebbe poi donato alla Biblioteca vaticana) oltre a reperti di varia natura, incluse alcune mummie egiziane.

Nel corso del suo viaggio sognò di far partecipare lo Scià di Persia ad un'alleanza con gli europei in funzione anti-turca. Narrò il suo viaggio in una serie di 54 lettere all'amico Mario Schipano, che furono più volte ristampate, fino all'ultima edizione di Torino del 1843. Aveva anche tenuto un diario di viaggio che è rimasto inedito ma è stato parzialmente pubblicato in rete.

Fu autore di poesie e di scritti sulla musica. Trascrisse melodie e canti tradizionali da vari paesi che aveva visitato; progettò strumenti musicali (il violone panharmonico e il cembalo triharmonico) e si occupò di teoria musicale. Fu membro dell'Accademia degli Umoristi.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Profondo conoscitore delle lettere classiche, interessato alla storia e alla geografia, e non ignaro di cognizioni astronomiche, Pietro Della Valle introdusse in Europa diverse conoscenze e prodotti orientali. Fu ad esempio lui a portare in Europa i primi esemplari della razza di gatti attualmente detta Angora Turco e secondo alcuni autori avrebbe avuto un ruolo importante anche nell immissione del caffè in Italia introducendolo nei salotti della sua città.

I suoi risultati principali riguardano l'antica storia mesopotamica, della quale, pur nell'ambito di un interesse che all'epoca non poteva che essere dilettantesco, introdusse le prime nozioni con una base archeologica. Fu infatti il primo europeo a notare e descrivere tavolette con scrittura cuneiforme. Oltre a descrivere e copiare nel resoconto del suo viaggio cinque dei segni trascritti in occasione della sua visita alle rovine di Persepoli (I caratteri cuneiformi sono trascritti in questa pagina dell'edizione del 1843 del libro), portò a Roma una tavoletta trovata a Ur.

Condusse uno scavo archeologico a Babilonia

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Il Carro di Fideltà d’amore, Robletti, Roma, 1611.
  • La valle rinverdita (scritta in occasione della nascita del primo figlio nel 1629 e di cui si è perduta la musica)
  • Viaggi di Pietro Della Valle il pellegrino, descritti da lui medesimo in lettere familiari all'erudito suo amico Mario Schipano, divisi in tre parti cioè: la Turchia, la Persia e l'India. Colla vita e ritratto dell'autore. Torino, 1843.
  • Discorso sulla musica dell'età nostra, 1640.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

A Teheran, in Iran, esiste una scuola italiana Pietro della Valle, chiamata così in onore dei viaggi dello scrittore in Persia.

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