Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea

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Coordinate: 44°24′24.4″N 8°56′00″E / 44.406778°N 8.933333°E44.406778; 8.933333

Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Liguria
Località Genova
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Ambrogio di Milano
Diocesi Arcidiocesi di Genova
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione 1552
Completamento 1598
La cupola e il campanile
L'interno

La chiesa del Gesù di Genova (o, più precisamente, chiesa dei Santi Ambrogio e Andrea) è situata nel centro della città, in piazza Matteotti, adiacente a piazza De Ferrari.

È la medesima piazza su cui si affacciano il Palazzo Ducale e il palazzo della curia arcivescovile genovese.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nucleo della primitiva chiesa di Sant'Ambrogio risale alla fuga del clero milanese a seguito delle persecuzioni longobarde, il vescovo di Milano.

Il vescovo Onorato Castiglioni nel 569 si trasferì a Genova (diocesi sottomessa) stabilendosi nel quartiere dei pollaioli vicino alla cattedrale di San Lorenzo.

La cattività genovese durò fino alla metà del VII secolo quando Giovanni Bono riportò la sua cattedra nella città meneghina. La presenza dei milanesi in città necessitò di una chiesa che fu costruita nel loro quartiere e intitolata a sant'Ambrogio.

L'edificio passò poi nelle mani dei Gesuiti, giunti a Genova nel 1552, che la ristrutturarono fino alla forma attuale che risale al 1589 su probabile progetto di Giuseppe Valeriano e arricchendola di pregevoli capolavori.

La facciata venne completata rifatta nella seconda metà del XIX secolo, dopo la demolizione della cortina di Palazzo Ducale (dalla quale un archivolto metteva in comunicazione diretta il palazzo del doge con la chiesa del Gesù, passaggio che realizzato nel XVI secolo entrava direttamente nella facciata non finita), prendendo per essa a modello i disegni di Pieter Paul Rubens. Completata nel 1894, in essa vennero inserite le due statue di Michele Ramognino, di sant'Ambrogio e sant'Andrea.

Le opere d'arte[modifica | modifica sorgente]

Volte, cupola e altare maggiore[modifica | modifica sorgente]

Nella navata centrale e nella cupola sono presenti affreschi dei pittori Giovanni Carlone, autore nel 1624 di quelli sulle volte del presbiterio, del transetto e della navata, e Giovanni Battista Carlone; quest'ultimo è l'autore dell'affresco raffigurante gli Evangelisti nei peducci della cupola. Le quattro grandi statue sono invece opera dello scultore Francesco Biggi.

Sull'altare maggiore sono collocate diverse opere pittoriche quali la tela raffigurante la Circoncisione del pittore Pieter Paul Rubens databile al 1608, la Strage degli Innocenti di Giovanni Battista Merano e la Fuga in Egitto di Domenico Piola. I candelabri in bronzo sono di Annibale Busca e fra le colonne statue dei santi Pietro e Paolo di Giuseppe Carlone.

Le navate e la cantoria[modifica | modifica sorgente]

Navata destra[modifica | modifica sorgente]

Nella prima cappella della navata destra è presente un affresco - nella cupoletta - di Giuseppe Galeotti con decorazioni di Pietro Cavatorta e il dipinto raffigurante Sant'Ambrogio caccia l'Imperatore Teodosio I di Giovanni Andrea De Ferrari discepolo di Bernardo Strozzi; nelle nicchie statue di san Carlo Borromeo e di Sant'Ambrogio di Giovanni Domenico Casella detto Scorticone.

Nella seconda cappella nella cupoletta si trova un affresco di Lorenzo De Ferrari e la tela ritraente La Crocefissione, di Simon Vouet del 1622; nelle lunette dell'arco esterno, affreschi sempre del Carlone; nelle nicchie l'Ecce Homo e il cristo Redentore, statue della scuola del Carlone. Sotto l'altare è presente un presepio scolpito da Tommaso Orsolino.

Nel grande arco della terza cappella vi sono affreschi del pittore Lorenzo De Ferrari e la tela di Guido Reni raffigurante L'Assunzione; nelle nicchie David e Saul di Carlone 1677.

Navata sinistra[modifica | modifica sorgente]

Nella quarta cappella è presente il dipinto raffigurante il Martirio di sant'Andrea di Teramo Piaggio e Antonio Semino del 1532, mentre nella terza cappella vi è l'affresco di Giovanni Battista Carlone e l'opera Sant'Ignazio guarisce un'ossessa del pittore Pieter Paul Rubens.

Nella seconda cappella il Martirio di san Giovanni Battista, affresco di Bernardo Castello, il Battesimo di Cristo del pittore Domenico Passignano e le statue raffiguranti Elisabetta e Zaccaria di Taddeo Carlone. Nella prima cappella sono inoltre presenti affreschi di Lorenzo De Ferrari e san Francesco Borgia di P. Pozzi.

Cantoria[modifica | modifica sorgente]

  • sculture dei fratelli Santacroce; organo di Jacopo Hermann

altre opere di:

Servizi religiosi[modifica | modifica sorgente]

Nella residenza annessa sono ospitati attualmente i membri anziani della congregazione gesuita, che offrono un servizio continuo per la celebrazione della Riconciliazione. Vi si officiano Sante Messe in tutte le ore della mattina, nel tardo pomeriggio e la Domenica sera alle ore 21.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Genova.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]