Würzburg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando il radar usato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, vedi Würzburg (radar).
Würzburg
Città extracircondariale
Würzburg – Stemma
Würzburg – Veduta
Localizzazione
Stato Germania Germania
Land Flag of Bavaria (striped).svg Baviera
Distretto gov. Unterfranken Wappen.svg Bassa Franconia
Circondario Non presente
Amministrazione
Sindaco Christian Schuchardt (CSU) dal 2014
Territorio
Coordinate 49°48′N 9°56′E / 49.8°N 9.933333°E49.8; 9.933333 (Würzburg)Coordinate: 49°48′N 9°56′E / 49.8°N 9.933333°E49.8; 9.933333 (Würzburg)
Altitudine 177 m s.l.m.
Superficie 87,63 km²
Abitanti 124 577[1] (31-12-2012)
Densità 1 421,63 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 97018–97084
Prefisso 0931
Fuso orario UTC+1
Codice Destatis 09 6 63 000
Targa
Cartografia
Mappa di localizzazione: Germania
Würzburg
Würzburg – Mappa
Sito istituzionale

Würzburg /'vʏɐtsˌbʊɐk/ è una città extracircondariale della Baviera, in Germania. È sede del circondario omonimo (pur non facendone parte) e capoluogo del distretto governativo (Regierungsbezirk) della Bassa Franconia.

Situata sul fiume Meno, equidistante da Francoforte e Norimberga (entrambe a circa 120 km), la città è antica sede vescovile (la diocesi fu creata nell'VIII secolo) e universitaria (fondata nel 1402, prima università bavarese) e popolare meta turistica in quanto origine della Strada romantica e grazie alla celebre Residenza, riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio dell'umanità nel 1981. È nota anche perché sede del nuovo movimento religioso Vita Universale.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Posizione geografica[modifica | modifica sorgente]

Würzburg si trova nella Bassa Franconia, nella parte nordoccidentale del Land della Baviera; è situata a una quota di 182 metri s.l.m., sulle rive del medio corso del Meno, tributario di destra del Reno.

Il territorio cittadino confina con i comuni di Veitshöchheim, Güntersleben, Rimpar, Estenfeld, Rottendorf, Gerbrunn, Randersacker, Eibelstadt, Reichenberg, Eisingen, Höchberg, Waldbrunn, Waldbüttelbrunn e Zell am Main, tutti appartenenti al Circondario di Würzburg.

Clima[modifica | modifica sorgente]

La città ha un clima di tipo temperato umido (Cfb nella classificazione climatica di Köppen), caratterizzato da inverni piuttosto freddi ed estati moderatamente calde. Le temperature medie mensili oscillano (medie trentennali 1971-2000)[2] da una media di 0,3 °C a gennaio, il mese più freddo, ai 18,7 °C di luglio (mese più caldo); la temperatura media annua è di 9,4 °C. Le precipitazioni sono complessivamente scarse (meno di 600 mm annui), con minimi invernali (febbraio 34 mm, mese più secco) e massimi estivi (giugno 66 mm, mese più piovoso).

Storia[modifica | modifica sorgente]

La cattedrale e il palazzo municipale.

Verso l'anno 1000 a.C. nell'attuale posizione della Fortezza Marienberg si trovava un forte celtico.

La città fu convertita al Cristianesimo nel 689, e la diocesi fu fondata da san Bonifacio (Wynfrith) nel 742 che nominò il primo vescovo di Würzburg, san Burcardo.

La cattedrale fu costruita nel 1040-1225 in stile romanico.

Grazie a Federico Barbarossa che vi aveva celebrato le sue nozze con Beatrice di Borgogna nel 1168 divenne un ducato indipendente governato dal vescovo, lo rimase fino al 1806.

Würzburg fu il centro nevralgico della Guerra dei contadini; il castello fu assediato invano.

Nel 1631, il re svedese Gustavo Adolfo invase la città e distrusse il castello.

L'università di Würzburg fu fondata nel 1402 e rifondata nel 1582.

Würzburg raggiunse il massimo splendore nel periodo fra il 1650 e il 1750, sotto il governo dei principi vescovi della famiglia Schönborn.

Nel 1720 vennero poste le fondazioni della Residenza di Würzburg.

Nel 1806 Napoleone eliminò il potere del vescovo e assegnò il ducato al granduca Ferdinando di Toscana che la tenne fino al 1814, dopodiché passò sotto il regno di Baviera.

Durante la Seconda guerra mondiale, il 16 marzo del 1945 l'80% della città fu distrutto da un bombardamento britannico. Gran parte dei monumenti sopravvisse, ma il centro della città fu danneggiato irrimediabilmente.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La città è ricca di testimonianze all'arte barocca italiana del '600 e '700; infatti i monumenti principali si rifanno al barocco italiano e contengono opere di artisti italiani. Durante l'ultima guerra mondiale ha subito, come molte altre città tedesche, la quasi totale distruzione ed è stata poi ricostruita dopo la fine della guerra.

Tra gli artisti che hanno vissuto nella città spiccano il poeta Walther von der Vogelweide, il filosofo Albertus Magnus e il pittore Matthias Grünewald.

Lasciarono molte opere anche lo scultore Tilman Riemenschneider (1460-1531), che fu anche sindaco e protagonista della rivolta contadina, e Balthasar Neumann (1687-1753), architetto barocco e costruttore della Residenza che è Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Gli interni furono decorati da Giandomenico e Giovanni Battista Tiepolo.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

È la città terminale del più famoso itinerario turistico tedesco la cosiddetta Romantische Strasse (Strada romantica), lunga 341 km. La strada parte da Füssen, cittadina delle Alpi bavaresi e tocca Augusta, Rothenburg ob der Tauber, ed altre località della cosiddetta Svevia bavarese.

La Residenza di Würzburg

Il monumento più importante è la Residenz, palazzo residenziale dei vescovi principi, eretto all'inizio del XVIII secolo in stile barocco e restaurato dopo i danni subiti dalla guerra; contiene, nella parte centrale, il celeberrimo affresco del Giambattista Tiepolo Omaggio del mondo al vescovo principe che si trova nella volta del sontuoso scalone d'onore ricco di statue e stucchi. Al primo piano sul soffitto di una delle diverse sale, la Weisser Saal, c'è un altro affresco del Tiepolo con la storia di Wurzburg, nelle altre sale ricche di stucchi di artisti italiani ci sono opere di pittori italiani e arazzi fiamminghi.

Nell'ala nord si trovano due musei: la Staatsgalerie dedicata quasi interamente a pittori veneziani del secoli XVII e XVIII e lo Stilmuseum dedicato al mobilio e agli ornamenti barocchi e rococò. Nell'ala sud dell'edificio c'è la Hofkirche, chiesa di corte barocca molto elegante con stucchi e il pulpito di artisti italiani, due pale d'altare di Giambattista Tiepolo rappresentanti una l'Assunta e l'altra la Caduta degli Angeli. Un grande giardino va dal palazzo ad antiche fortificazioni.

La barocca chiesa matrice della Bassa Franconia, opera dell'architetto ticinese Antonio Petrini è un grandioso edificio detto Stift Haug con facciata a torri e statue e con una cupola ottagonale. All'interno ci sono le tombe dei vescovi del XVII e XVIII secolo e sull'altare la celebre pala del Tintoretto rappresentante la Crocifissione.

Il Duomo di St. Kilian è la cattedrale della città, dedicata a san Kilian, edificio romanico dei secoli XII e XIII, barrocchizzato nel XVIII secolo e ricostruito nel dopoguerra nelle sue linee originali, contiene nel grande e maestoso interno a tre navate decorate con stucchi del milanese P. Magni, numerose opere di artisti tedeschi e le tombe dei vescovi.

La chiesa bicefala della Collegiata di Neumünster, nei pressi della cattedrale, risale anch'essa al secolo XIII, ma è stata completamente barocchizzata e l'interno è in stile rococò molto raffinata e sontuosa. le due cripte sono una romanica con la statua di Sant'Anna e l'altra protogotica con tombe di vescovi.

La città è dominata dalla collina detta Marienberg su cui sorge l'omonima fortezza: per la sua posizione strategica risulta fosse già fortificata all'epoca dei Celti. La fortezza fu abitata fino alla costruzione della Residenz dai vescovi principi e più volte rimaneggiata. A metà costa poderosi bastioni a forma di stella cingono la fortezza, contengono l'Arsenale e sono muniti di torri. All'interno nel cortile centrale ci sono la Vorburg, palazzo residenziale, la Brunnenhaus, elegante costruzione rinascimentale a pianta ottagonale che racchiude un profondo pozzo e la Marienkapelle, chiesa rotonda del 706. Nei dintorni della città si trovano centri interessanti: uno per tutti Veitshochheim con il suo grandioso castello rococò (1749-53), appartenuto ai vescovi principi, e un bellissimo parco rococò con piccoli edifici e diversi gruppi scultorei.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Mappa dei distretti urbani di Würzburg.

La città di Würzburg è suddivisa in 13 distretti urbani (Stadtbezirk), a loro volta divisi in quartieri (Stadtteil) che sono complessivamente 25:

  • 01 Altstadt, con i quartieri:
    • 01 Dom
    • 02 Neumünster
    • 03 Peter
    • 04 Innere Pleich
    • 05 Haug
    • 06 Äußere Pleich
    • 09 Rennweg
    • 17 Mainviertel
  • 02 Zellerau, con il quartiere:
    • 18 Zellerau
  • 03 Dürrbachtal, con i quartieri:
    • 07 Dürrbachau
    • 22 Unterdürrbach
    • 23 Oberdürrbach
  • 04 Grombühl, con il quartiere:
    • 08 Grombühl
  • 05 Lindleinsmühle, con il quartiere:
    • 19 Lindleinsmühle
  • 06 Frauenland, con i quartieri:
    • 10 Mönchberg
    • 11 Frauenland
    • 12 Keesburg
  • 07 Sanderau, con il quartiere:
    • 13 Sanderau
  • 08 Heidingsfeld, con il quartiere:
    • 14 Heidingsfeld
  • 09 Heuchelhof, con il quartiere:
    • 20 Heuchelhof
  • 10 Steinbachtal, con i quartieri:
    • 15 Steinbachtal
    • 16 Nikolausberg
  • 11 Versbach, con il quartiere:
    • 24 Versbach
  • 12 Lengfeld, con il quartiere:
    • 25 Lengfeld
  • 13 Rottenbauer, con il quartiere:
    • 21 Rottenbauer

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

A Würzburg è in servizio una rete tramviaria costituita di 5 linee.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Würzburg è gemellata con:

Persone legate a Würzburg[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (DE) Bayerisches Landesamt für Statistik und Datenverarbeitung, statistikdaten.bayern.de. URL consultato il 26 marzo 2014.
  2. ^ (DE) Das Klima in Wuerzburg, klimadiagramme.de, 1º giugno 2007. URL consultato l'11 settembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]