Chiesa di San Fedele (Milano)

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Coordinate: 45°28′01″N 9°11′29″E / 45.466804°N 9.191473°E / 45.466804; 9.191473

Chiesa di Santa Maria della Scala in San Fedele
La facciata della chiesa
La facciata della chiesa
Paese bandiera Italia
Regione Stemma Lombardia
Località CoA Città di Milano.svgMilano
Religione Cristiana Cattolica di Rito Ambrosiano
Diocesi Arcidiocesi di Milano
Anno consacrazione XVIII secolo
Architetto Pellegrino Tibaldi
Stile architettonico manierismo
Inizio costruzione
Completamento
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web

La chiesa di San Fedele è la chiesa dei Gesuiti nella diocesi di Milano.

Indice

[modifica] Storia

Situata nel cuore di Milano, fra Palazzo Marino e la Galleria Vittorio Emanuele II, nell'omonima piazza, la chiesa fu dedicata in origine a san Fedele, protomartire della diocesi di Como, e destinata ai Gesuiti. Dopo la soppressione dell'ordine nel 1773, la chiesa fu affidata ai canonici provenienti dalla vicina chiesa trecentesca di Santa Maria alla Scala, abbattuta (1776) per far posto al Teatro alla Scala. La chiesa assunse allora il titolo di Santa Maria della Scala in San Fedele e si arricchì di molti degli addobbi e delle opere d'arte provenienti dal distrutto edificio.

La realizzazione dell'edificio, prima casa dei Gesuiti a Milano, si inseriva nel programma di riordino della diocesi voluto da Carlo Borromeo, che incaricò del progetto Pellegrino Tibaldi (1569). L'artista si attenne alle esigenze liturgiche stabilite dal Concilio di Trento e fatte proprie dall'ordine, prevedendo un edificio a navata unica, che esaltasse la centralità dell'altare per la celebrazione eucaristica e prevedesse un pulpito laterale per facilitare la predicazione. Il Pellegrini assicurò fasto e monumentalità architettonica al complesso strutturando l'ambiente in due grandi campate, coperte da volte a tazza, poggianti su sei grandi colonne corinzie addossate alle pareti e poggianti su alti plinti. Un grande arco trionfale separa l'aula dal presbiterio.

L'elegante facciata fu completata solo nel 1835, sempre rispettando i disegni del Tibaldi

[modifica] Descrizione

L'eleganza dell'interno è ottenuta grazie agli effetti cromatici dei materiali utilizzati per le membrature architettoniche, ed in particolare la pietra d'angera, proveniente dal Lago Maggiore, le cui tonalità rosee sono state recuperate dal recente restauro.

Le pareti risultano fortemente ritmate ed articolate su due ordini di archi minori, corrispondenti ad un matroneo in quello superiore, e in quello inferiore ad otto confessionali intagliati (Giovanni, Giacomo e Gianpaolo Taurini, 1596-1603), con scene dal Vecchio e Nuovo Testamento. Sono presenti quattro cappelle laterali, contenute nello spessore delle mura, le cui decorazioni testimoniano momenti vicini nel tempo ma già diversi. Di particolare interesse la seconda cappella sulla parete destra, intitolata alla Ascensione di Cristo, e realizzata su progetto del Tibaldi, che presenta un raro caso di colonne dislocate, in cui l'architrave è retto dalle vicine mezze figure di angelo: forse un'intenzionale metafora dell'abbandono in cui versava la diocesi milanese quale la trovò il Borromeo. La pala originaria con l'Incoronazione di Maria del Ambrogio Figino (1581-1587) fu poi sostituita dalla Trasfigurazione e Santi firmata da Bernardino Campi in collaborazione con Carlo Urbino (1565), proveniente da Santa Maria della Scala; entrambe si trovano oggi nell'antisagrestia, per far posto al Sacro Cuore in ceramica di Lucio Fontana (1956), mentre sono rimasti in loco i quattro pannelli sulle pareti laterali. Il Figino aveva anche dipinto per San Fedele la Madonna del Serpe, oggi nella chiesa di Sant'Antonio, di cui si ricorderà Caravaggio a Roma.

L'interno

Nella prima cappella a destra troviamo invece la Visione di Sant'Ignazio di Loyola di Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, di poco successiva alla beatificazione del Loyola (1622), e la cui decorazione in stucco presenta una ricchezza già barocca. Nelle due cappelle della parete sinistra si trovano altre due opere provenienti dalla trecentesca Santa Maria della Scala, cioè la Deposizione di Simone Peterzano (1591), il cui drammatico uso della luce dovette influenzare il suo allievo Michelangelo Merisi da Caravaggio, in procinto di trasferirsi a Roma; e, nella seconda cappella, un affresco quattrocentesco di Madonna con Bambino, fortemente ridipinto in tempi successivi. Nel presbiterio si trova, sempre proveniente dalla chiesa della Scala, un coro cinquecentesco a stalli lignei decorati con prospetti di edifici, mentre l'altare maggiore fu realizzato solo nel XIX secolo da Pietro Pestegalli sul progetto del Tibaldi per quello del Duomo.

La stessa elegante facciata riflette lo spazio unico dell'interno, ed appare dominata dal grande frontone triangolare che riconduce ad unità il dinamico ed articolato prospetto. La facciata appare infatti divisa in due ordini, con un grande portale con timpano centinato, sovrastato da una finestra a timpano triangolare; quest'alternanza delle cornici si ripete in quella delle quattro edicole decorate con statue tra coppie di colonne.

Il fianco sinistro della chiesa può essere considerato un prospetto autonomo, con un ordine superiore di finestre ed uno inferiore di nicchie incorniciate da colonne corinzie e sovrastate da timpani triangolari e centinati.

San Fedele ha conosciuto diverse fasi di costruzione: principale artefice fu Pellegrino Tibaldi, ma dopo la sua partenza l'edificio fu continuato da Martino Bassi e poi da Francesco Maria Richini, cui si devono anche l'abside con le tre grandi finestre (1633), il coro e lo scurolo nella cripta, le cui volte a vela sono sorrette da diciotto colonne, e la sagrestia. La cupola fu invece realizzata dopo la morte del Richini, avvenuta nel 1658.

Alla sinistra dell'Altare Maggiore vi è una lapide in bronzo che ricorda il punto dove si recava a pregare Alessandro Manzoni, che abitava in via Gerolamo Moroni 1, a circa 200 metri dalla chiesa. Lo scrittore morì a seguito di una caduta con la quale batté il capo contro la balaustra e che gli sarà fatale. Per tale motivo sulla piazza antistante la Chiesa venne eretta una statua in memoria di Manzoni.

[modifica] Opere principali

Deposizione (Peterzano)

[modifica] Bibliografia

  • S. Della Torre, R. Schofield, Pellegrino Tibaldi architetto e il S. Fedele di Milano: invenzione e costruzione di una chiesa esemplare, NodoLibri Milano-Como 1994
  • A. Salvini Cavazzana, San Fedele, in "Le chiese di Milano", a cura di M.T. Fiorio, Electa, Milano, 2006

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