Francesco Saverio

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San Francesco Saverio
San Francesco Saverio in un dipinto di Bartolomé Esteban Murillo
San Francesco Saverio in un dipinto di Bartolomé Esteban Murillo

Presbitero

Nascita Javier (Navarra), 7 aprile 1506
Morte Isola di Sancian, 3 dicembre 1552
Venerato da Chiesa cattolica e anglicana
Canonizzazione 12 marzo 1622 da Papa Gregorio XV
Santuario principale Chiesa del Bom Jesus di Goa
Ricorrenza 3 dicembre
Patrono di Giappone, India, Pakistan, missioni, missionari, marinai

Francisco de Jasso Azpilcueta Atondo y Aznares de Javier, comunemente noto con il nome italianizzato in Francesco Saverio (Javier, 7 aprile 1506isola di Sancian, 3 dicembre 1552), è stato un gesuita e missionario spagnolo, proclamato santo nel 1622 da papa Gregorio XV; il suo culto è ammesso anche dalla Chiesa anglicana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era nato in una famiglia nobile di Javier (in Navarra). I beni della famiglia erano stati confiscati da Ferdinando il Cattolico dopo la vittoria sugli autonomisti navarrini filofrancesi. Per sfuggire alla sconfitta e alla miseria si rifugiò quindi in Francia, e andò a studiare teologia alla Sorbona dove, dopo il primo triennio, divenne Magister.

Nel suo stesso collegio di Santa Barbara arrivò Ignazio di Loyola che ne riconobbe immediatamente il temperamento combattivo ed ardente e decise di conquistarlo alla propria causa. Nello stesso collegio studiava anche Pierre Favre (1506-1546). Con Javier e Favre Ignazio fece i primi voti da cui sarebbe poi nata la Compagnia di Gesù, nella chiesa di Saint Pierre di Montmartre, il 15 agosto 1534. I voti erano: povertà, castità, e pellegrinaggio in Terrasanta; se non fossero riusciti a partire sarebbero andati a Roma per mettersi a disposizione del Papa.

Non riuscendo a partire da Venezia, i nuovi gesuiti cominciarono con l'adempiere l'ultima parte dell'impegno, e papa Paolo III finanziò il loro viaggio. A Roma Francesco Saverio fu ordinato sacerdote nel 1537, e qui i primi gesuiti aggiunsero ai tre voti tradizionali di povertà, castità e obbedienza, il quarto e distintivo: l'obbedienza al papa. Nel 1540, Giovanni III del Portogallo chiese a Papa Paolo III di inviare missionari ad evangelizzare i popoli delle nuove colonie nelle Indie orientali.

Francisco Javier, indicato da Ignazio, partì nel marzo del 1541. Per le Indie si partiva da Lisbona, e il viaggio del nuovo missionario durò più di un anno: arrivò a Goa nel maggio dell'anno successivo, spingendosi poi fino a Taiwan. La tradizione vuole che egli abbia portato la propria attività missionaria fino alle Filippine, ma di questo viaggio mancano tracce documentali.

Nel 1545 partì per Malacca, in Malaysia, dove incontrò alcuni giapponesi che gli diedero l'idea di estendere l'evangelizzazione al Giappone (dove arrivò nell'agosto 1549). Ultimo sogno fu la Cina, ma, ammalatosi durante il viaggio da Malacca all'isola di Sancian, morì nel 1552.

Il culto[modifica | modifica sorgente]

Fu sepolto nella chiesa dei Gesuiti di Goa, ma il suo braccio destro fu inviato a Roma, dove si conserva, dal 1614, in un reliquiario della Chiesa del Gesù, chiesa madre dell'ordine.

La tomba di san Francesco Saverio nella chiesa del Bom Jesus di Goa

Altre parti del corpo del santo sono state asportate nel corso del tempo ad opera di fedeli interessati al possesso delle reliquie.

Fu canonizzato insieme con Ignazio di Loyola da papa Gregorio XV, il 12 marzo 1622, ma la morte di quest'ultimo impedì che la bolla papale fosse promulgata prima del 1623.

La Chiesa cattolica ne celebra la festa liturgica il 3 dicembre e lo considera patrono delle missioni.

Alla sua figura si richiama la congregazione laicale dei Fratelli di San Francesco Saverio (Fratelli Saveriani)

Esiste una Chiesa costruita dai Gesuiti nella seconda metà del Settecento dedicata a S. Francesco Saverio. Si trova nella città di Mondovì in provincia di Cuneo. È opera dell'architetto Giovenale Boetto ed è affrescata dal fratello gesuita Andrea Pozzo (opera prima). Gli affreschi sono uno splendido esempio di arte barocca. In questa chiesa si trova anche l'unico esemplare di macchina d'altare rimasto al mondo (opera di Andrea Pozzo). Attualmente (2009) la chiesa è in restauro.

A Massaquano fu eletto compatrono il 21 gennaio 1657.

Un oratorio è dedicato a S. Francesco Saverio a Rolo in provincia di Reggio Emilia. Una parrocchia è stata eretta a Roma, nell'antico quartiere della Garbatella, dedicata a lui.

Una meravigliosa statua di San Francesco Saverio, opera del Quattrocchi, è conservata in una cappella della Chiesa di S.Giovanni Battista a Mistretta

In Via Balbi a Genova fu edificata nel 1668 la Chiesa dei Santi Gerolamo e Francesco Saverio che ospita nella volta del coro San Francesco Saverio durante l'incontro con il Re del Bongo (opera di Domenico Piola). Attualmente l'edificio ospita la Biblioteca Universitaria dell'Ateneo Genovese.

Uno dei più significativi edifici sacri dedicati al Santo, è la chiesa dei gesuiti intitolata appunto a San Francesco Saverio e situata nel centro storico di Trento, comunemente attribuita, dalle guide di quella città, all'architetto trentino Andrea Pozzo.

Santa Francesca Saverio Cabrini decise di chiamarsi in questo modo, aggiungendo al proprio nome di battesimo quello di "Saverio", in onore del santo, quando pronunciò i voti religiosi dopo aver fondato le Suore missionarie del Sacro Cuore. Come Francesco Saverio, anche lei voleva dedicarsi all'evangelizzazione dell'Estremo Oriente[1] ma poi divenne missionaria negli Stati Uniti, dove la situazione degli immigrati italiani era molto dura.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda di santa Francesca Saverio Cabrini

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